CRITICA LETTERARIA

Luigi Baldacci
Trasferte
Narratori stranieri del Novecento

Dal capitolo Sartre a proposito di Parole: ... resta il fatto che il libro è bello anche quando lo si consideri in sé e per sé, come storia di una scoperta del mondo e di un'educazione: attraverso le quali si aprono spiragli profondi sulla struttura borghese formata di persone per bene (sia detto senza ironia) che credevano nel genio di Victor Hugo e nella missione della Francia..."

Critica militante è per Baldacci la possibilità di una lettura dei libri che parta da una particolare visione del mondo, che sappia osservare come ogni singolo testo rispecchi i mutamenti che si stanno verificando nella società e li sappia tradurre in letteratura, è la scelta di svelare le ipocrisie, le storture della retorica di tanta parte della critica, fortemente condizionata dal marketing e dalla pubblicità. In questa raccolta di saggi, "prevale l'orizzontalità considerata nello spazio di una manciata d'anni", rispetto al precedente Novecento passato remoto, dedicato agli scrittori italiani del Novecento. Vengono inoltre esclusi alcuni autori troppo noti, oppure si parla delle loro opere meno conosciute per dare spazio a temi minori e trascurati dall'ufficialità della critica. Ad esempio vi è l'esclusione di "maestri" latinoamericani come García Márquez per dare spazio al brasiliano Guimâraes Rosa o al guatemalteco Asturias, e si parla, per Bulgakov, di La Guardia bianca piuttosto che del famosissimo Maestro e Margherita.
Questo saggio insomma permette al buon lettore di orientarsi in modo meno ingenuo e più autonomo nella scelta di autori contemporanei che rientrino nel bagaglio intellettuale di base di un cittadino europeo.

Trasferte. Narratori stranieri del Novecento di Luigi Baldacci
313 pag., Euro 18.59 - Edizioni Rizzoli (Piccola Biblioteca - La Scala)
ISBN 88-17-86806-X

Le prime righe

Giustificazione

Il primo racconto di Raymond Carver era uscito, a stare all'autore, nel 1963 (in realtà due anni prima); nel 1966 appariva il saggio del giovanissimo Mario Perniola (Torino, Silva), Il Metaromanzo, esempio di analisi e di descrizione (più che proposta operativa) della trasformazione a vista di un tipo di narrazione che mirava a chiudere ogni discorso e rapporto con la storia stessa del romanzo. Il riferimento a Carver? Vogliamo semplicemente dire che nel momento in cui i dubbi espressi dal romanzo europeo (e da gran tempo espressi) sulla propria legittimità erano portati al calor bianco dell'autonegazione, uno come lui, in America, tagliava, senza saperlo, il nodo di Gordio. Nella Prefazione del 1988 all'autoantologia di racconti, Da dove sto chiamando, dichiarava di appartenere a quelle "creature di sangue caldo e nervi" nelle quali _echov riconosceva sé e i suoi personaggi e che traevano autorità dall'occuparsi di una sola cosa: "La vita. Sempre la vita..." ( Roma, Minimum Fax, 1999). E più recentemente John Updike, nel licenziare una scelta dei migliori racconti americani del secolo - The Best American Short Stories -, ha ritenuto, a giustificazione, che i pezzi dovessero essere "vivi, belli, credibili e importanti per quello che sono in grado di offrire dal punto di vista umano" (cfr. Antonio Monda, "la Repubblica", 8 dicembre 2000).

© 2002 RCS Libri


L'autore

Luigi Baldacci, che ha dedicato alla militanza buona parte del suo lavoro letterario, è docente di Letteratura italiana all'Università di Firenze e ha pubblicato numerosi volumi di testi e di critica. In questa collana, La musica in italiano. Libretti d'opera dell'Ottocento (1997), Il male nell'ordine. Scritti leopardiani (1998), Novecento passato remoto. Pagine di critica militante (2000).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 marzo 2002