RELIGIONE

Andrea Tornielli
La scelta di Martini

"Certo, Martini possiede una straordinaria capacità di presentarsi in modo modesto, con grande misura e pacatezza. Ma alla fine, le sue posizioni, a saperle leggere, sono davvero radicali: non è il profeta che ama i gesti d'avanguardia, che ama le frasi, le parole, ma è profetico nei fatti il suo atteggiamento."

Massimo Cacciari



La scelta di parlare di questa biografia del Cardinal Carlo Maria Martini è anche un tributo dovuto a una delle figure più importanti dell'ultimo scorcio di secolo, una personalità che ha lasciato un'impronta molto forte nella città di Milano, vero punto di riferimento non solo dei cattolici, ma anche di tanti laici e che, con una scelta coraggiosa e grande, sta per lasciare la metropoli lombarda per raggiungere Gerusalemme, luogo drammaticamente centrale nella questione mediorientale.
Nominato arcivescovo di Milano il 6 gennaio 1980 decide di attraversare la città a piedi (in quel periodo di terrorismo c'era molta prudenza da parte delle personalità più in vista) tenendo un Vangelo tra le mani e, giunto in Duomo, parla a quella città "profana e laica" dove "si bestemmia la vita, ma si prega e loda Dio" utilizzando un salmo per descrivere le sue sensazioni: "Vedo violenza e discordia nella città. Emergono i peggiori tra gli uomini. I loro piedi corrono a versare il sangue. La via della pace non conoscono". Quando nel 1893 ottiene la nomina di cardinale rientrando nella sua diocesi il primo gesto che compie è altamente simbolico: visita i malati e gli handicappati nell'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone.
Nel 1987 è avviata una delle iniziative più originali e significative del magistero di Martini, la "Cattedra dei non credenti", che si concluderà nel novembre del 2000. Il Cardinale dirà, presentando questa iniziativa: "Cattedra dei non credenti vuol dire che ciascuno è invitato a svegliare le domande che il non credente, che è una parte di se stesso, pone al credente, che è l'altra parte".
Così quest'uomo dai valori forti si indigna quando qualcuno nella Chiesa predica l'equidistanza tra le diverse posizioni politiche e nella condanna di un "liberismo utilitaristico" che subordina al profitto "le ragioni della solidarietà", aggiunge l'invettiva alla "politica fatta spettacolo" che guadagna consensi grazie a "personaggi vincenti che richiedono deleghe a governare" sulla base di "promesse o prospettive generiche".
Considerato, nel periodo immediatamente successivo all'attentato a Giovanni Paolo II, il più accreditato successore al soglio papale, oggi invece la prospettiva più probabile è il suo ritiro in Terrasanta, luogo in cui, come ha dichiarato da molto tempo, intende trascorrere gli ultimi anni di vita. Naturalmente, al di là degli autorevolissimi appelli perché non lasci Milano, sarà il Papa a stabilire dove e quando il Cardinale si potrà trasferire. Concludendo mi sembra opportuno citare le stesse parole di Martini per descrivere la drammaticità degli ultimi mesi: "Ci si chiede in quali oscuri meandri della coscienza possano albergare tali sentimenti di odio, di fanatismo politico e religioso, quali risentimenti personali e sensi di umiliazione collettiva possano essere alla radice di simili folli decisioni" e soggiunge, "Ci siamo noi tutti davvero resi conto nel passato, rispetto ad altre persone e popoli, quanto grandi ed esplosivi potessero a poco a poco divenire questi risentimenti e quanto nei nostri comportamenti potesse contribuire e contribuisse di fatto ad attizzare nel silenzio vampate di ribellione e di odio?".

La scelta di Martini di Andrea Tornielli
173 pag., Euro 8.90 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-6983-0

Le prime righe

Prefazione

LA SCELTA DI MARTINI

Confesso di avere meditato non poco prima di accettare la proposta di scrivere un breve profilo biografico dell'arcivescovo Carlo Maria Martini, in occasione dei suoi settantacinque anni. Il suo episcopato milanese è stato lungo e denso di avvenimenti e io ho cominciato a seguirlo dal punto di vista professionale soltanto nell'ultimo lustro. Sono stati pubblicati a sua firma centinaia di libri, opuscoli, volumetti, per lo più raccolte di discorsi, meditazioni, conferenze e omelie. L'elenco è riprodotto alla fine di questo libro. Una produzione cartacea immensa e senza precedenti.
La sua figura, molto profilata, ne fa decisamente un protagonista della vita della Chiesa negli ultimi decenni e ogni sua parola viene puntualmente amplificata dai mass media. Studiosi e colleghi ben più autorevoli di me l'hanno seguito passo dopo passo, intervistandolo e riferendo di quanto andava facendo e dicendo. Eppure quella di tentare un bilancio, una sintesi, seppur parziale e certamente non esaustiva, era una sfida che mi appassionava. Il cardinale Martini è infatti, al di là delle apparenze, un vescovo non facilmente incasellabile nelle definizioni e negli schieramenti con i quali si è soliti catalogare le personalità ecclesiastiche.

© 2002 Edizioni Piemme


L'autore

Andrea Tornielli, giornalista professionista dal 1994, collabora con "Panorama" e "Il Foglio". Dal 1997 è vaticanista del quotidiano "Il Giornale" e si occupa in particolare dei pellegrinaggi apostolici di Giovanni Paolo II. Numerose le sue pubblicazioni, tra cui ricordiamo: Quando la Madonna piange; Papa Luciani. Il parroco del mondo; Fatima. Il segreto svelato; Pio XII. Il Papa degli Ebrei e Il segreto di Milingo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 marzo 2002