STORIA

Karl R.Popper
Miseria dello storicismo

"Sono convinto che questa metodologia storicista è la prima responsabile dello stato poco soddisfacente in cui si trovano le scienze sociali teoriche, eccezion fatta per la teoria economica."

Feltrinelli ripropone questo saggio importante del grande filosofo austriaco in un momento in cui proprio la capacità di cogliere dalla storia gli elementi fondamentali (tra i quali la sua valenza etica) e quindi di stabilire una ricostruzione storiografica corretta, dando il giusto peso alla parola "storiografia", sembra una della leve centrali per comprendere anche l'attualità.
Secondo Popper la storia non ha alcuna direzione di marcia né alcun senso, quindi "i fatti della storia, presi da sé, non implicano nulla che tocchi le nostre scelte e decisioni; la responsabilità per queste ultime è solo nostra, di ciascuno di noi", come scrive Salvatore Veca nell'Introduzione. In sostanza "ciò che realmente conta sono gli individui umani". Ma queste considerazioni non portano alla sconsolata deduzione che non vi siano buone ragioni per scegliere e agire: "siamo noi che introduciamo finalità e significato nella natura e nella storia. Gli uomini non sono eguali, ma noi possiamo batterci per l'eguaglianza dei diritti. Le istituzioni umane non sono razionali, ma noi possiamo decidere di lottare per renderle più razionali". Da questa concezione nasce l'esigenza di un'assunzione di responsabilità morale per ognuno di noi e uno svuotamento concettuale dello storicismo. Lo storicista nel pensiero popperiano "manca di fantasia, poiché non è capace d'immaginare un cambiamento nelle condizioni del cambiamento". Insomma, "la credenza diffusa nel determinismo storico e nella possibilità di predire il corso storico razionalmente o scientificamente è una credenza errata", asserisce Popper. La sua lezione, riletta a distanza di molti anni dal momento in cui l'autore pervenne a queste conclusioni, negli anni tra il 1919 e il 1920, (scritte poi in un saggio per la prima volta nel 1957) è anche una rilettura del Novecento alla luce dei significati e degli esiti delle azioni umane: una esortazione a combattere l'ingiustizia e la violenza in prima persona.

Miseria dello storicismo di Karl R.Popper
Titolo originale: The Poverty of Historicism
Traduzione di: Carlo Montaleone
162 pag., Euro 8.00 - Edizioni Feltrinelli (Saggi Universale Economica)
ISBN 88-07-81692-X

Le prime righe

Prefazione

In memoria degli innumerevoli uomini,
donne e bambini di tutte le credenze,
nazioni o razze che caddero vittime della
fede fascista e comunista nelle Inesorabili
Leggi del Destino storico.
In questo libro, Miseria dello storicismo, ho tentato di dimostrare, pur senza confutarlo effettivamente, che lo storicismo è un metodo povero, un metodo che non può portare ad alcun frutto. Ma non lo confutavo seriamente.
In seguito, riuscii a fornire una confutazione dello storicismo: ho dimostrato che, per ragioni strettamente logiche, ci è impossibile predire il corso futuro della storia.
L'argomento è contenuto in un saggio, Indeterminism in Classical Physics and in Quantum Physics, pubblicato nel 1950. Di questo saggio sono però tutt'altro che soddisfatto. Una trattazione più soddisfacente si potrà trovare in un capitolo sull'indeterminismo che fa parte del Postcript: After Twenty Years (nella mia Logic of Scientific Discovery).
Per informare il lettore dei miei risultati più recenti, mi propongo di fornire, in poche parole, una traccia di questa confutazione dello storicismo. L'argomento può essere sintetizzato nelle cinque proposizioni seguenti:

1. Il corso della storia umana è fortemente influenzato dal sorgere della conoscenza umana. (La verità di questa premessa deve essere ammessa anche da coloro che nelle nostre idee, comprese quelle scientifiche, altro non vedono se non il sottoprodotto di sviluppi materiali di questo o quel genere.)
2. Noi non possiamo predire, mediante metodi razionali o scientifici, lo sviluppo futuro della conoscenza scientifica. (Questa asserzione può essere logicamente provata in base ad alcune considerazioni che seguono.)
3. Perciò, non possiamo predire il corso futuro della storia umana.
4. Ciò significa che dobbiamo escludere la possibilità di una storia teorica; cioè, di una scienza sociale storica che corrisponda alla fisica teorica. Non vi può essere alcuna teoria scientifica dello sviluppo storico che possa servire di base per la previsione storica.
5. Lo scopo fondamentale dello storicismo (vedi i paragrafi 11-16 di questo libro) è, quindi, infondato. E lo storicismo crolla.

© 2002 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore

Karl Raimund Popper (Vienna 1902-Londra 1994) è considerato uno dei massimi filosofi del ventesimo secolo. Tra i suoi allievi ebbe Paul K. Feyerabend e Imre Lakatos. Divenne membro della Royal Society e baronetto nel 1965. Tra le sue opere: Scienza e filosofia (1969), Logica della scoperta scientifica (1970), Congetture e confutazioni (1972), La società aperta e i suoi nemici (1973), Conoscenza oggettiva (1975), La lezione di questo secolo (1992), Verso una teoria evoluzionistica della conoscenza (1994), Tre saggi sulla mente umana (1996).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 marzo 2002