NARRATIVA ITALIANA

Beppe Fenoglio
Lettere
1940-1962

"Caro Fenoglio, lei è l'autore più silenzioso e più discreto ch'io conosca. Forse troppo."
(Livio Garzanti)

L'epistolario rappresenta uno degli strumenti migliori per conoscere l'animo di un autore. Quando sia possibile ricostruire lo scambio epistolare di un'intera esistenza emergono elementi utili allo studioso ma anche interessanti per il lettore appassionato. Nel caso di Fenoglio, scomparso prematuramente a soli 41 anni nel 1963, questa ricerca permette anche di rinverdire l'immagine e la memoria di uno scrittore ormai lontano nel tempo, ma ancora attualissimo nella sostanza della sua opera. Le lettere indirizzate agli amici sono in numero minore rispetto a quelle che ruotano attorno alle relazioni lavorative. La maggior parte di quelle destinate alle innamorate, ai parenti o ai compagni di scuola sono andate inevitabilmente perse, per vari motivi, nel tempo. Restano stralci, qualche minuta e poche lettere complete che comunque rappresentano fotografie inedite e interessanti del Fenoglio privato, confidenziale. Della sua vicenda professionale invece abbondano le testimonianze, che ricostruiscono i vari momenti dell'esperienza di un autore. Dai primi contatti con gli editori ai successivi rapporti più confidenziali, alle considerazioni sulla critica: interessantissimo lo scambio epistolare con Italo Calvino, di cui spesso sono riprodotte anche le risposte, con Natalia Ginzburg, Elio Vittorini, Livio Garzanti, Gina Lagorio.

Lettere 1940-1962 di Beppe Fenoglio
XVIII, 208 pag., Euro 14.00 - Edizioni Einaudi (I coralli 174)
ISBN 88-06-16265-9

Le prime righe

A Giovanni Drago, Torino

[Alba, 4 novembre 1940]

Caro Giovanni,

ho appreso la maggior parte delle tue notizie, la salute tua, dal torinesissimo eloquio di tua zia: il sollievo è stato immediato e profondo. Inconsistente è la tua scusa per la mia attesa, come inconsistente è stata la mia nota: antidoti infallibili sono stati la loquela di tua zia e la personale conoscenza di tua madre, di cui rechi nel volto più di un'impronta. Ho udito, e ho sorriso, la requisitoria della zia contro la tua inclinazione artistica, e il lumeggiamento della imprenscindibile necessità familiare del tuo avviamento alla farmaceutica; a onor del vero, tua zia ha però parlato di te, seppur a mezzi toni, come di un sacrificato...
Farmacia... Consummatum Est? Proprio?
Ad ogni modo, non vedo in questa decisione un ostacolo reale alla tua inclinazione: concordi con me nel pensare e soprattutto nel vedere che le preoccupazioni ed i calcoli posizionistici, sono dighe ridicole al prorompere delle passioni sentite. M'informi di avere terminato una dissertazione filosofica sull'arte. Ascoltami: erro pensando che è stata una reazione del cervello contro il cuore che ha tante cose da dire, ma non sa, e forse non può esprimere? Tu sei più portato alla poesia che alla critica, ami troppo il sentimento, per sostituirlo durevolmente colla logica, concordi troppo con me nell'affermare che la pensosa disquisizione critica non vale il più microscopico briciolo di poesia vera... Del mio eventuale ed in ogni modo presunto malinteso, mi liberai a voce. Mi richiedi notizie dell'ultimo mese di scuola?

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Beppe Fenoglio nacque ad Alba nel 1922. Partecipò alla Resistenza nelle file dei partigiani "azzurri" (badogliani). Nel 1952 pubblicò il suo primo libro nei "Gettoni" diretti da Vittorini: I ventitre giorni dalla città di Alba, La malora e Primavera di bellezza. Dopo la morte (1963) sono usciti Un giorno di fuoco, Una questione privata, Il partigiano Johnny e altri testi.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 marzo 2002