GUERRA E PACE


Contro la guerra
Pensieri per la pace

"Se vedremo che la storia del nostro esercito è tutta intessuta di offese alle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano obbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza".

Don Lorenzo Milani

"L'istinto combattivo è un barbaro suggerimento secondo cui il bene di un uomo si ottiene con il male di un altro."

George Santayana

"Fra i vinti la povera gene faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente."

Bertold Brecht



Testi di scrittori famosi, che da varie parti del mondo e in epoche diverse hanno lanciato la loro condanna della guerra e invocato la pace. Parole laiche, nate dalla "fede" per l'uomo, che razionalmente e non emotivamente avvertono come sola salvezza per la fragilità umana la conquista della pace.
C'è chi ha pagato con la vita la testimonianza di un messaggio pacifista, come Martin Luther King; chi, come Federico García Lorca, è morto, ucciso dall'odio che una guerra civile aveva scatenato; chi, Erich Maria Remarque, ha vissuto l'angoscia dell'uccidere un nemico che non può odiare (Compagno, io non ti volevo uccidere... Perdonami, compagno!).
È davvero una gran bella trovata quella che devasta le campagne, distrugge le abitazioni e fa morire, in media ogni anno, quarantamila uomini su centomila: dice Voltaire.
Lo Stato in guerra si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo: ribadirà Freud.
Non vi è nessuna filosofia della storia, per quanto terroristica (per usare l'espressione di Kant), che abbia considerato la guerra come la meta ideale del corso storico dell'umanità:
dice oggi Bobbio.
Tre citazioni di personalità che rappresentano momenti peculiari dello sviluppo del pensiero umano e che (lo si vede chiaramente leggendo il volume nella sua interezza) costituiscono la base su cui si è sviluppata la riflessione sul tema.
Così come i "pensieri per la pace" espressi sia da laici che da religiosi, trovano nelle considerazioni di Carlo Maria Martini una sintesi efficace: Nei suoi significati più profondi, la pace significa armonia: armonia dell'uomo con Dio, dell'uomo con il suo prossimo e dell'uomo con la terra, e proprio per i vari significati che può assumere, caso per caso, è necessario continuamente ripensarla, riproporla nei termini attuali, affinché non sia una semplice astrazione, una semplice ideologia.

Contro la guerra. Pensieri per la pace
126 pag., Euro 8.26 - Edizioni Zelig (Futura)
ISBN 88-8729-168-3

Le prime righe

L'enorme divario nelle condizioni di vita tra i popoli della terra ad alto livello culturale, economico e industriale e i popoli in via di sviluppo, impone un intervento di tipo nuovo.
Oltre alla remissione dei debiti dei paesi in via di sviluppo si potrebbero intraprendere altre iniziative volte al potenziamento di finanziamenti da parte di banche mondiali o istituzioni governative e non, che favoriscano la soluzione delle gravi problematiche che affliggono tali Paesi. Prestiti questi che sono stati concessi ad honorem, cioè in base alla fiducia, a popolazioni appartenenti ai paesi maggiormente colpiti dalla fame e da altre calamità, in cui i progetti finanziati sono stati coronati da pieno successo. Maggiori beneficiarie di tali sovvenzioni dovrebbero essere le donne che in tempi recenti hanno dimostrato la loro capacità di intervenire in problemi di indole sociali.
Si dovrebbe inoltre favorire la massiccia distribuzione dei cosiddetti "farmaci orfani" per mitigare il dilagare di malattie endemiche di varia natura, infettive o metaboliche.

Rita Levi Montalcini



© 2002 Zelig



Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 marzo 2002