VIAGGI

Freya Stark
Le porte dell'Arabia

"E prima di posare la testa sulle frange rosa del cuscino, guardai fuori dalla finestra e, sistemate in riquadri sotto di me, vidi non solo aiuole di zinnie per la delizia dell'occhio, ma accanto a esse anche carote e altre verdure."

Una "mitica" viaggiatrice inglese, che negli anni Trenta ha soggiornato a lungo nel deserto d'Arabia, racconta la sua esperienza. Ed è una testimonianza non solo appassionante, ma di grande importanza storica. Si tratta di anni in cui gli occidentali potevano ancora "scoprire" territori sconosciuti e trovare reperti archeologici di importanza fondamentale per ricostruire la storia della civiltà. Anni diventati leggendari (e mitizzati nel tempo) in cui avventurieri coraggiosi portavano a termine viaggi e ricerche dal sapore dell'indagine poliziesca e dalla difficoltà di un'impresa "lunare". In particolare la Stark era attratta dal mondo arabo da sempre e la sua presenza in paesi che tradizionalmente non contemplavano l'idea di vedere una donna viaggiatrice giovane e sola, l'aveva trasformata in un personaggio popolare e anche amato. Il suo vivere a contatto con la gente, viaggiando a dorso di mulo in compagnia dei beduini e trovando ospitalità anche negli harem, ne fa una testimone importante di usi, costumi, tradizioni e cultura, raccontati qui come in un diario.

Le porte dell'Arabia di Freya Stark
Titolo originale: The Southern Gates of Arabia
Traduzione di: Mario Biondi
255 pag., Euro 14.00 - Edizioni Guanda (Biblioteca della Fenice - I viaggi)
ISBN 88-8246-427-X

Le prime righe

Introduzione

La via dell'incenso

Chi è colui che proviene dal deserto come pilastri
di fumo, profumato di mirra e di incenso, con tutti
i poteri del mercante?
(Canto di Salomone)

...e cent'are per lei
fumano incenso sabeo, odorano fresche
ghirlande
( Eneide, I, 416)

Nel primo secolo della nostra era un anonimo greco, comandante di nave, scrisse il Periplo del Mare Eritreo. Non era una persona colta, e nemmeno un letterato, ma scriveva per l'informazione di marinai e mercanti, prendendo in considerazione, uno dopo l'altro, i porti del Mar Rosso funzionanti ai suoi tempi, conoscendone i mercati e le esportazioni, e seguendo prima la costa occidentale e poi quella orientale, fino alle regioni vicine a Zanzibar, dove "l'Oceano inesplorato svolta verso l'Occidente", e, in direzione est, fino a Malacca, "ultima parte del mondo abitato...sotto il sole nascente".
Pochi libri risultano di piacevole lettura come questo del vecchio comandante, dico vecchio poiché tale ritengo dovesse essere, per avere alle spalle una conoscenza così profonda di viaggi.
Dopo il viaggio africano alle terre dell'incenso, che si trovano presso il Capo delle Spezie, ora Capo Guardafui, il comandante parte dall'Egitto e si dirige verso est. Percorre la via dei commerci a partire da Petra, dove il re dei Nabatei imponeva tributi, e, veleggiando lungo la costa dell'Arabia, racconta che "la terra lungo il mare è qui e là cosparsa dalle caverne dei Mangiatori di Pesce" e che "l'interno del paese è popolato da furfanti che vivono in villaggi e accampamenti nomadi, e da tali furfanti coloro che veleggiano sulla rotta media vengono saccheggiati, e coloro che sopravvivono ai naufragi vengono presi in schiavitù.

© 2002 Ugo Guanda Editore


L'autore

Freya Stark, nata a Parigi nel 1893 e cresciuta tra l'Inghilterra e l'Italia, è stata una grande viaggiatrice. E' autrice di numerosi libri, tra i quali Le Valli degli Assassini e testi autobiografici. E' scomparsa ad Asolo nel 1993.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 marzo 2002