NARRATIVA ITALIANA

Matteo B. Bianchi
Fermati tanto così

"Ormai i bambini mi erano entrati nel sangue. Non riuscivo a pensare ad altro, anche quando ero fuori servizio e camminavo semplicemente per strada."

Un secondo romanzo: è sempre difficile rispondere alle aspettative dei lettori, se il primo libro pubblicato è andato bene. Eppure Matteo B. Bianchi è riuscito a stupirci, a regalare un testo che rinnova lo stile comunicativo e la tematica trattata, pur senza rinunciare alla leggerezza narrativa, a una certa ironia e a un tocco lieve anche quando parla di autentiche tragedie. Una reale esperienza di vita è comunque al centro dell'ispirazione di questo scrittore che sa gestire con semplicità la descrizione di situazioni complesse. Un anno passato in una comunità che ospita bambini psicotici è la materia di Fermati tanto così, l'anno del servizio civile, quindi di un "obbligo", che però finisce col trasformarsi in occasione irripetibile di crescita e di maturazione. In questo senso si potrebbe quasi parlare di romanzo di formazione, perché il Matteo che approda a "Valle Azzurra" è ben diverso da quello che, dopo molto tempo, si reca a trovare Guido, il ragazzo che gli era stato affidato nell'Istituto, trasferito in un'altra Casa di recupero. Il salto abissale tra teoria e pratica, tra studi universitari ed esperienza sul campo, tra il considerare astrattamente il tema dell'handicap psichico e il toccare, seguire, subire, soffrire con chi per colpe della famiglia (il più delle volte) o per destino, soffre di gravi disturbi comportamentali è ben delineato in tutta la prima parte. Nella seconda invece l'attenzione è centrata sui bambini, sulle loro storie di solitudine e di violenza e sulle limitate capacità che la società dimostra di solidarietà fattiva, di ascolto e di aiuto. Solo a narrazione avanzata e in poche pagine, ma estremamente serie e sofferte, l'omosessualità dell'autore entra nel racconto (in questo la differenza con il primo romanzo, Generations of love è abissale): la rabbia di fronte agli sguardi della gente e all'atteggiamento emarginante che spesso la società offre è comune all'esperienza di un gay e a quella di chi soffre di un handicap. Ma da qui ad accettare il ruolo di "diverso" il discorso cambia: Bianchi ha il grande merito di testimoniare l'assoluta normalità di una vita che ha solo scelte sessuali differenti dalla maggioranza. Molto belle le pagine dedicate agli incontri nei locali gay e alla selezione istintiva degli interlocutori con cui accettare un dialogo, "o sei capace di interloquire con me su certi temi o non mi interessa un rapporto con te": più o meno è questo che fa capire lo scrittore. E la difficoltà incontrata non si discosta per nulla da quella che oggi, in questa società distratta e superficiale, si ha tutti, sempre, e in ogni luogo, a trovare sintonie sentimentali, o semplicemente amicali, con chi ci circonda.

Fermati tanto così di Matteo B. Bianchi
127 pag., Euro 11.40 - Edizioni Baldini & Castoldi (Romanzi e Racconti 219)
ISBN 88-8490-119-7

Le prime righe

(prima)

No che non ero pronto.
Non ero pronto all'idea di interrompere gli studi, lasciare casa mia, rivoluzionare i miei orari, senza preavviso alcuno. Non ero pronto a un'orda di bambini scatenati e vocianti che mi attraversassero la vita così all'improvviso. Non ero pronto ad adeguarmi agli orari e alla mentalità di un ordine religioso. Non ero pronto a un universo sconosciuto che pretendesse di essere accostato e accolto tanto repentinamente.
Niente affatto.
Ma cosa avrei potuto fare, del resto? Forza dell'abitudine telefonica, semplice distrazione.
La chiamata, subdolamente anonima, era giunta un pomeriggio di studio casalingo. All'altro capo una voce profonda, laconica, ministeriale.
"Qui è il Distretto."
Militare, aggettivo sottinteso. Ma avevo capito perfettamente di quale distretto si trattasse.
"La chiamiamo per informarla che lei domattina alle ore tredici prenderà servizio presso l'Istituto Religioso Valle Azzurra, sito in viale Calabria numero novantasett..."

© 2002 Baldini&Castoldi S.p.A.


L'autore

Matteo B.Bianchi ha trentacinque anni, vive e lavora a Milano. È autore del romanzo Generations of love. Ha scritto due commedie teatrali e collabora a diverse riviste, fra cui Linus, Label e Vogue. È uno degli autori della trasmissione-cult di Rai Due Dispenser e dirige 'tina, la sua personale rivista web di narrativa.


Di Grazia Casagrande
e Paola Di Giampaolo


1 marzo 2002