DONNE

Anna Maria Carpi
Il principe scarlatto

"Libro in mano, braccia e gambe fuori del lenzuolo, quel corpo fermo, supino obiettava: tuo, mio, suo, diverso, che significa?! Non ti pare di dare eccessiva importanza a te stessa? Può darsi, pensavo io, però se non mi dessi importanza la mia vita non sarebbe più una cosa seria."

Sara è predestinata: sarà una scrittrice. L'ha deciso, quando era ancora bambina il padre, e lei stessa, adulta, scoprirà questa vocazione. La tensione interiore, il bisogno di riempire pagine e pagine di parole, il mistero della creazione letteraria è quel "principe scarlatto" da cui la protagonista narratrice si sente travolta. Ma questo è solo un aspetto, e non dominante, della maturazione sentimentale e intellettuale di Sara che il romanzo di Anna Maria Carpi presenta: è il suo essere donna, le conquiste di una coscienza femminile che attraversa anni cruciali della nostra storia recente, cruciali proprio per le consapevolezze che le donne hanno conquistato e per la liberazione da schemi e stereotipi non più accettabili. Romanzo di formazione quindi, ma anche romanzo generazionale, di una generazione for ever young che ha mantenuto intatti, pur col passare degli anni, entusiasmi e ingenuità, così come comportamenti e aspetto che connotano immediatamente un periodo storico e una fase sociologicamente ben definita: si parla della generazione che ha attraversato la giovinezza negli anni Settanta e che ha, in modo particolare le donne, compiuto quella che si definisce ormai, "l'unica rivoluzione vittoriosa", cioè quella del costume. Nel romanzo è facile riconoscere alcune tipologie umane, soprattutto in ambito intellettuale, così come certi dialoghi appaiono autentiche trascrizioni "d'epoca" o tanti passaggi di vita sono quasi esemplari, quasi dei "topoi" d'annata.
In conclusione un ritratto efficace e intenso, che mette in luce gli aspetti salienti di un itinerario di liberazione e di presa di coscienza percorso da molte donne nella seconda metà del secolo scorso.

Il principe scarlatto di Anna Maria Carpi
278 pag., Euro 15.00 - Edizioni La Tartaruga (Narrativa)
ISBN 88-7738-343-7

Le prime righe

È da un pezzo ormai che neppure fra amici si parla più di se stessi, di come si è o del proprio destino. Ne manca il tempo, e a parte questo ormai si sa che un io semplice e fisso non c'è, è solo un'apparenza, un assemblaggio di parole o peggio ancora una malattia. Peccato. Anche se è ben vero che quasi tutto ciò che sono l'ho preso da fuori, e molto da mio padre e mia madre, tanto che a volte mi pare di essere nata anch'io nel loro secolo - che è ormai due secoli fa, perché quando mi hanno messa al mondo si avvicinavano entrambi ai cinquanta. E forse che ho un equilibrio, ho deciso qualcosa, so da che parte andare, se mettermi una volta per tutte in proprio o continuare a correre dietro agli altri? No. Che cos'ho di mio? Niente. La mia è soltanto una storia d'obbedienza. A che? A chi? Non lo so. Io lo chiamo il principe scarlatto.

Da John e Mary Mulligan, dublinesi, nacque nel 1846 Theresa, Theresa Mulligan ebbe un figlio, George William, detto Willy, da una relazione con un ignoto. La Mulligan sposò in seguito un ebreo italiano, Benedetto B., e l'ebreo adottò il bastardo dandogli anche il suo cognome. La Mulligan venne a stare in Italia con il marito, a Pisa, e a Pisa ebbe una figlia, Sara, Sara come me - da lei viene il mio nome. Willy sposò poi un'italiana, originaria dell'isola d'Elba, ed ebbe da lei due figli, uno biondo e uno scuro, mio padre.

© 2002 La Tartaruga


L'autore

Anna Maria Carpi vive a Milano e insegna germanistica a Venezia. Ha pubblicato Talleyrand, Racconto di gioia e di nebbia, E sarai per sempre giovane e Compagni corpi.


Di Grazia Casagrande
e Paola Di Giampaolo


1 marzo 2002