NARRATIVA ITALIANA

Giuseppe Casa
La notte è cambiata

"Allora è così. Piove, c'è sempre questa pioggia acida, lucida, sonora, che cade con andatura uguale sulla città. Ci sono strade tutte immerse nella forte nebbia. C'è tutta un'atmosfera appannata dove il buio è dappertutto, un buio che nasconde tutto neon immondizia fastfood siringhe tai chi chuan cinesi ambulanti."

Il primo romanzo di uno scrittore che ha al suo attivo la pubblicazione di alcuni racconti. Eppure in questo ampio testo, narrato in prima persona, mostra di saper ben reggere l'ampiezza di un romanzo sia nella struttura, ricca di flashback e di salti temporali che riproducono l'andamento della memoria, sia nello stile che, dominato da brevi coordinate e da un linguaggio piuttosto piatto e quasi gergale, crea un'atmosfera colloquiale, una forma di fredda intimità con il lettore molto intrigante. Il protagonista non è un personaggio né positivo, né attraente: è un uomo senza qualità, specchio della mediocrità intellettuale e morale dei nostri tempi. Un'infanzia e un'adolescenza in Sicilia, una giovinezza a Roma e una maturità che si concede qualche puntata all'estero. Ma i luoghi, l'ampliarsi delle prospettive, lo studio all'Isef, il lavoro, le esperienze sessuali e sentimentali, non sembrano aprire a una visione più ricca ed emozionante della vita. Tutte le situazioni, raccontate con un umorismo spesso venato da pietà, sono sempre fonte di frustrazione, di disagio, di un malessere neppure consapevole. La televisione, i suoi divi di serie B, sono l'unico approdo possibile di esperienze che hanno toccato la superficie della personalità, e questo vale anche per la politica e l'impatto che il protagonista ha con il movimento universitario della Pantera. Il desiderio di relazione e la difficoltà a instaurarne, una sensazione di disagio che si esprime anche nel linguaggio, oltre che nei comportamenti impacciati: insomma un ottimo quadro della sofferenza di un'epoca dominata dalla comunicazione, ma malata di solitudine.

La notte è cambiata di Giuseppe Casa
281 pag., Euro 13.50 - Edizioni Rizzoli (La Scala Sintonie)
ISBN 88-17-86740-3

Le prime righe

PARTE PRIMA

Adesso tutti questi stronzi di conigli non si trovano più come una volta, dice il babbo che è cacciatore di conigli dalla nascita. C'è il male, muoiono. Ne becchi uno, lo butti via, lo vedi che c'ha i piedi grossi come il porco, non sono naturali, sono gonfi di malattia.
Per quanto riguarda la questione della vita del coniglio, a me mi piace un casino andarmene a caccia di conigli col mio papà in questo posto che c'è dalle nostre parti in Sicilia, dove prima c'era un fottio di conigli e oggi come oggi no.
Una volta siamo andati, abbiamo passato il fiume e abbiamo salito la montagna, ci sono le pecore le vacche libere, c'è lì il vaccaro e neanche lo guardiamo quello, noi camminiamo e camminiamo in salita col nostro cane da caccia Zorbo che c'ha il radar al posto del naso, sente tutti i conigli che ci sono, se ci sono.
Nessuno sa fare le cose che fa lui senza gli occhi, per questo è il cane migliore che esiste.
Camminiamo camminiamo, e stronzi conigli non ce ne sono, e manco niente che ci assomiglia.
I conigli sono bestie che cacano a pallettoni piccoli, ma qui non se ne vedono di pallettoni.

© 2002 RCS Libri


L'autore

Giuseppe Casa, trentotto anni, è nato a Licata e vive a Roma. Ha pubblicato alcuni racconti in volumi e riviste. Questo è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande
e Paola Di Giampaolo


1 marzo 2002