Tecla Dozio

La "Sherlockiana" (per gli amici "Libreria del giallo") è una specie di mito per scrittori e lettori appassionati di questo genere, ma è Tecla Dozio a rappresentare il vero punto di riferimento sul giallo, più ancora della sua libreria. Animatrice delle maggiori manifestazioni italiane sul "noir" è considerata uno degli operatori culturali italiani più vivaci e stimolanti. Abbiamo indagato sulle sue passioni letterarie, potrete anche voi scoprire i colpevoli della sua passione per la lettura.

Quali sono i primi libri che ricordi di aver letto?

Ho cominciato a leggere a circa 8 anni libri veri e, dopo alcuni dei classici per ragazzi (Pattini d'argento, Incompreso, Senza famiglia e simili) sono passata immediatamente a Salgari (chiaramente detestavo Verne che ho scoperto in un secondo tempo).

Quali le letture che hanno formato la tua adolescenza?

Un libro su tutti: Lessico familiare di Natalia Ginzburg. Dopo aver letto tutto quello che trovavo, ho un fratello che ha 5 anni più di me e che era un divoratore di libri, ho deciso di mettere ordine alle letture e ho cominciato a frequentare le biblioteche e mi sono letta tutti i classici russi, francesi, inglesi, americani e gli italiani dall'800 alla prima metà del '900, rigorosamente in ordine cronologico autore per autore.

Dalla lettura di quali autori hai scoperto il "giallo"?

Mio fratello era un grande appassionato di gialli e prendeva tutte le collane Longanesi e Garzanti, direi che i primi autori di giallo che ricordo sono stati Chester Himes, e Sapillane (chiaramente questi libri li dovevo leggere di nascosto) i miei genitori insistevano a prendermi libri tipo Piccole donne. Il giallo classico è arrivato molto dopo.

Quale autore consiglieresti come esemplare del genere?

Difficilissimo rispondere a questa domanda anche perché il "genere" è vastissimo e comprende tanti "generi" (scusami il bisticcio di parole). Quando viene da me qualcuno che si dichiara digiuno di gialli e vorrebbe conoscerli, solitamente, consiglio di pizzicare qua e là finché non trova il "genere" che preferisce. Gli consiglio un Chandler, un Hammett, un Conan Doyle, una Christie, uno Scerbanenco e un Carlotto, un francese, oltre a Simenon e, qualche volta, un Ellroy.

Tra gli italiani quali ti sembrano aver saputo essere dei giallisti originali?

Scerbanenco per primo, ha inventato il Noir italiano, e poi non posso dirlo, sono amici. Comunque quasi tutti dagli anni '90 in poi hanno dato un'impronta particolare e di qualità alla nostra letteratura.

Quale personaggio ami maggiormente?

L'alligatore (Massimo Carlotto) e la coppia Cole e Pike (Robert Crais) senza dimenticare Montalbano (Camilleri), De Luca (Lucarelli), Bustianu (Fois) e Robicheaux (Burke).
Non sto dimenticando Sarti Antonio (Macchiavelli) ma oramai fa parte della storia della letteratura italiana.

C'è qualche donna che spicca nella letteratura gialla?

Fra le straniere Elizabeth George e Ben Pastor, fra le italiane Garlaschelli e Vallorani.
Danila Comastri Montanari con i suoi gialli ambientati nell'antica Roma ha
un grosso seguito di lettori.
Ecco qua! Che difficile non citare tutti!

A cura di Grazia Casagrande


15 febbraio 2002