SAGGI

Jean Baudrillard
Lo spirito del terrorismo

"Non si tratta quindi di uno scontro di civiltà né di religioni, è qualcosa che va molto al di là dell'islam e dell'America, su cui si tenta di focalizzare il conflitto per darsi l'illusione di un confronto visibile e di una soluzione di forza."

Una voce autorevole nel dibattito del dopo 11 settembre. Una voce dirompente che ferisce profondamente le coscienze, turba, fa riflettere. L'analisi di Baudrillard su questo atto di terrorismo, nata come intervento su Le Monde e poi ampliata per questo pamphlet, parte dal concetto che "tutti senza eccezione abbiamo sognato quell'evento, perché nessuno può non sognare la distruzione di una potenza, una qualsiasi, che sia divenuta tanto egemonica". È un assioma forte, che mette in discussione non solo la vittoria del Bene sul Male che si credeva avvenuta con la sconfitta del comunismo, ma che evidenzia la presenza di un potere autodistruttivo vivo e presente all'interno dei regimi democratici (nonché una resistenza del mondo alla mondializzazione) con il quale l'Occidente dovrà fare i conti,
Riprendendo poi un tema che già in passato ha avuto modo di affrontare (ricordiamo Lo scambio simbolico e la morte) Baudrillard entra nel merito della forza dirompente di un gruppo ristretto di uomini, votati al sacrificio perché certi che questo non sia la fine ma l'inizio di qualcosa. Contro quest'arma, potente e terribile ancor più perché non individuabile, una società che ha scelto di escludere la morte, "che ha eretto a ideale l'azzeramento della morte, lo zero-morte", sarà impotente. Il testo si chiude con un'altra critica all'atteggiamento politico dell'occidente: l'unica reazione contro questo stato di cose è stata la guerra, ma è inutile e improduttiva.

Lo spirito del terrorismo di Jean Baudrillard
Titolo originale: L'esprit du terririsme
Traduzione di: Alessandro Serra
45 pag., Euro 6.50 - Edizioni RaffaelloCortina Editore
ISBN 88-7078-750-8

Le prime righe

Di eventi mondiali, ne abbiamo avuti tanti, dalla morte di Diana ai Mondiali di calcio - come di eventi violenti e reali, guerre e genocidi. E invece di eventi simbolici di portata mondiale, cioè non semplicemente diffusi su scala mondiale ma tali da mettere in difficoltà la mondializzazione stessa, neppure uno. Per tutta la lunga stagnazione degli anni Novanta, abbiamo avuto lo "sciopero degli eventi", per riprendere la battuta dello scrittore argentino Macedonio Fernández. Ebbene, quello sciopero è terminato. Gli eventi hanno smesso di scioperare. E ci troviamo anzi di fronte, con gli attentati di New York e del World Trade Center, all'evento assoluto, alla "madre" di tutti gli eventi, all'evento puro che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno mai avuto luogo.

Tutto il gioco della storia e della potenza ne è risultato sconvolto, e con esso le condizioni dell'analisi. Dobbiamo fare una pausa di riflessione. Perché, quando gli eventi stagnavano, si doveva anticipare e andare più veloci di loro. Ora che accellerano fino a questo punto, s'ha da procedere più lentamente. Senza con questo lasciarsi seppellire sotto la valanga di discorsi e il polverone della guerra, mantenendo intatta la folgoranza indimenticabile delle immagini.

© 2002 Raffaello Cortina Editore


L'autore

Jean Baudrillard, filosofo e sociologo, è uno dei protagonisti della cultura contemporanea. Tra le sue opere tradotte in italiano, Il sistema degli oggetti, Lo scambio simbolico e la morte e Il delitto perfetto.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 febbraio 2002