NARRATIVA ITALIANA

Giuseppe Conte
Il Terzo Ufficiale

"Il Male senza rimedio, quello più feroce, quello lo creiamo noi uomini. Noi che abbiamo la volontà, la facoltà di scegliere, la capacità di odiare almeno come quella di amare, talvolta più forte ancora."

Per gli amanti dell'avventura storica ecco un nuovo romanzo scritto da un autore italiano che ha esordito con la saggistica e la poesia, per poi scegliere la via della prosa. Siamo nel 1789, un momento cruciale per l'Occidente. Mentre in Francia si combatte per la libertà e la dignità dell'essere umano, nel resto del mondo altri uomini vengono catturati per essere resi schiavi e trasportati in luoghi in cui la voce della rivoluzione non si è ancora fatta sentire. Il protagonista della storia, Floriano di Santaflora, un giovane ufficiale della Marina del Regno di Sardegna, ha un imprevisto e traumatico impatto con questa realtà. Imbarcatosi come Terzo Ufficiale su un mercantile diretto in Africa e poi in America, Floriano scopre che la nave trasporta un carico di uomini e di donne destinati alla tratta degli schiavi. Ma non è l'unica sorpresa che lo aspetterà lungo il viaggio. A raccontare la storia è il giovane mozzo dell'epoca, Yann Kerguennec, immaginato ormai anziano e desideroso di lasciare ai posteri il ricordo di una serie di eventi sconosciuti ma al contempo eccezionali.

Il Terzo Ufficiale di Giuseppe Conte
316 pag., Euro 15.00 - Edizioni Longanesi (La Gaja Scienza 654)
ISBN 88-304-1857-9

Le prime righe

PROLOGO

Se dovessi dirvi come è avvenuto, come ho deciso di lasciare la terraferma e di mettermi per mare, stenterei ora a trovare le parole. Ero un ragazzo, avevo l'impazienza felice a volte, angosciosa a volte dei ragazzi; soltanto quello, impazienza, una buona salute, bei denti; non avevo fatto altro che coltivare i campi intorno alla casa dei miei, non sapevo leggere né scrivere, né cosa ci fosse al mondo oltre il confine di quei campi e del villaggio; il mare lo avevo visto da lontano. Delle navi, sapevo soltanto che avevano le vele, che comparivano all'orizzonte all'improvviso, e venivano verso la costa, oppure dalla costa si allontanavano, e scomparivano inghiottite dalla luce o dalle nuvole... Una nave... Chino sui miei cavoli e sulle mie cipolle, non avrei mai immaginato che ci avrei passato una buona parte della mia vita, e che avrei imparato i suoi segreti; dalla coffa del fuso più alto dell'albero di maestra sino al gavone e alla sentina, nessuno come noi mastri d'ascia conosce ogni palmo del fasciame, ogni chiodo, ogni pezzo di stoppa, ogni qualità del legno, del ferro, della tela e del cordame che, insieme, perfettamente connessi, fanno il miracolo di equilibrio e di velocità di un veliero.

© 2002 Longanesi & C.


L'autore

Giuseppe Conte è nato a Imperia nel 1945. È stato insegnate, redattore del Verri e collaboratore di molte altre riviste letterarie. Nel 1972 ha esordito con un volume di critica, La metafora barocca, cui hanno fatto seguito libri di poesie, saggi e romanzi, tra i quali Primavera incendiata, Fedeli d'amore, L'impero e l'incanto e Il ragazzo che parla col sole. Vive attualmente tra Porto Maurizio e Nizza, dove abitualmente scrive.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 febbraio 2002