NARRATIVA ITALIANA

Laura Mancinelli
Andante con tenerezza

"Cominciò anche il tempo delle grandi letture, fatte sottraendo ore al sonno: Tolstoj, Balzac, più tardi Dostoevskij. Nei tre anni di liceo scoprimmo la filosofia, io mi innamorai di Aristotele, e durante le vacanze estive lessi tutta la Metafisica senza capirne molto, ma senza saltare neppure una pagina: era una questione d'onore."

Arriva il momento dell'autobiografia. Non sempre, non per tutti gli scrittori, ma per molti arriva il momento in cui scatta il desiderio parlare di sé piuttosto che prestare penna e voce a personaggi di fantasia. È ciò che è accaduto a Laura Mancinelli che ha scelto di raccontare nelle pagine di Andante con tenerezza non una vicenda immaginaria ma la propria storia personale.
Tra ricordi letterari e storici, momenti "di tenerezza" e di ironia, si sviluppa un racconto che, come ogni esistenza umana, ha anche momenti bui: di fronte al dramma scopriamo la straordinaria forza reattiva che può nascondersi in ognuno di noi, ed è uno dei momenti più avvincenti di tutto il libro. Da sottolineare infine che in queste pagine si trovano non solo ricordi legati al personale vissuto, ma anche commenti sulle letture di una vita e sulle passioni intellettuali che hanno formato l'autrice. Dunque Andante con tenerezza si rivela un buon strumento critico per l'analisi di tutta la sua opera, che spazia (e in queste pagine capiremo perché) dal breve romanzo giallo al più impegnativo genere della narrativa storica.

Andante con tenerezza di Laura Mancinelli
168 pag., Euro 11.50 - Edizioni Einaudi (I coralli 171)
ISBN 88-06-16101-6

Le prime righe

I.
Melanzane imbottite

Si prendano tre melanzane, di quelle a forma di pera, che secondo me sono le migliori, saporite ma non piccanti, si taglino a fette alte mezzo centimetro per il lungo, senza sbucciarle e togliendo solo un lembo di buccia alle fette estreme. Si uniscano a due a due, mettendo in mezzo una fetta di prosciutto cotto un po' spessa e una di pecorino fresco. Si passino le coppie nell'uovo e poi nel pangrattato facendo attenzione che il tutto aderisca bene. Si friggano in olio bollente. Sono una variante della parmigiana di melanzane, senza parmigiano, come ognuno può vedere. Io le ho mangiate in Sardegna. Ah, dimenticavo! Quando si ritirano dalla padella bisogna metterle su uno strato di carta di pane, perché assorba l'olio in eccedenza. Devono essere croccanti. È meglio mangiarle calde. C'è il rischio di scottarsi. Ahimè, le melanzate imbottite, quando le facevo con le mie mani, erano molto più buone! O forse è un'impressione? Come per molte altre cose che non posso più fare?
Qualche volta mi capita di sognare. Sogno di camminare, senza sforzo e senza nessun appoggio, camminare semplicemente per casa, da una stanza all'altra, e mi sento felice di questo mio muovere i piedi sul pavimento.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Laura Mancinelli è nata a Udine. Vive a Torino da molti anni. Ha pubblicato Il fantasma di Mozart, Il miracolo di Santa Odilia, Gli occhi dell'imperatore, I tre cavalieri del Gral, Il principe scalzo, Attentato alla Sindone e La sacra rappresentazione.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 febbraio 2002