IL FANTASTICO

Paul Theroux
O-Zone

"Di solito, appena prima dell'alba gli alieni si nascondevano per dormire. La paura li aveva costretti a prendere nuove abitudini. E quando loro scomparivano, Hooper tornava a Firehills. Guardava i video che aveva girato, ma era più che un guardare: era piuttosto una forma di preghiera."

L'autore, noto come cronista di viaggi, si cimenta per la prima volta in un romanzo di fantascienza. Si parla di un futuro molto vicino: siamo ancora nel Ventunesimo secolo e la descrizione dell'O-Zone, cioè il territorio inaccessibile dello Stato di New York, avvelenato da scorie radioattive, sembra essere l'incubo di molte metropoli dei nostri giorni.
Protagonista del romanzo è Hooper Allbright che, con altri superstiti dalla contaminazione nucleare, decide di andare ad esplorare quel territorio proibito, popolato da strani esseri ritenuti alieni e festeggiare così un insolito Capodanno. Ma in quel luogo dove l'uomo ha compiuto una inconcepibile violenza alla natura si verifica una terribile vendetta che Allbright dovrà fronteggiare.
Theroux, in un senso del tutto particolare, non abbandona il genere "narrativa di viaggio" perché quello che descrive in questo romanzo, denso di suspense, è non solo un itinerario in un mondo misterioso e denso di pericoli, ma anche un viaggio interiore nel proprio io più profondo.

O-Zone di Paul Theroux
Traduzione di Fenisia Iacono Giannini
Pag. 569, Euro 17,60 - Edizioni Baldini & Castoldi (Romanzi e Racconti n. 216)
ISBN 88-8490-048-4

Le prime righe

PARTE PRIMA

O-Zone

1.

La prima domanda che quelle persone facevano sempre, ogni volta che uscivano, era: dov'erano "loro"? Ma a parte loro stessi non c'era nessuno lì nella O-Zone, né alieni né Owner.
Erano occorse meno di due ore ai viaggiatori per percorrere in volo i millecinquecento chilometri da Coldharbor Tower, a New York, al vasto territorio completamente isolato nel Midwest, denominato O-Zone, ovvero Zona Esterna. Avevano deciso di viaggiare alla grande e di stare tutti insieme; era Capodanno ed erano di umore festaiolo. I quattro rotojet procedevano in formazione compatta, come uno sciame d'insetti. Gli stessi otto viaggiatori, che nell'ultima fase a bassa quota avevano indossato le maschere, sembravano insetti. Di quei tempi, non era molto igienico spostarsi in formazione così serrata, diventando un facile, ronzante bersaglio. Persino gli alieni, che avevano poco altro, possedevano armi: gli Starky hanno razzi, aveva detto uno dei viaggiatori. D'altronde sapevano che non c'era nessuno laggiù, e nessun sopravvissuto per i prossimi trecento chilometri.
"Niente Starky, niente Skell, niente Troll", disse Hooper Allbright agli altri, via radio. "Né Shitter, né Digger, né Roach. Nemmeno Federali!"
Stava riprendendo tutto attraverso il pungiglione che si trovava nel cono che costituiva il muso della maschera.
"E non vedo neanche Owner."

© 2002 Baldini&Castoldi S.p.A.


L'autore

Paul Theroux (1941), è nato negli Stati Uniti e ha soggiornato a lungo in India e in Africa. Osservatore e scrittore instancabile, i suoi romanzi e i suoi diari hanno raccontato e descritto luoghi lontani e diversi, da Singapore alla Patagonia, ha Honolulu all'Uganda e al Dorset. Ha pubblicato Gli ultimi giorni a Hong Kong e il giallo Il gallo di ferro.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 febbraio 2002