SAGGI

Javier Cercas
Soldati di Salamina

"Per scrivere romanzi non c'è bisogno di immaginazione. Soltanto di memoria. I romanzi si scrivono intrecciando i ricordi."

La guerra civile spagnola è lontana nel tempo, raccontata esclusivamente dalla Storia, come la battaglia di Salamina? Quanto di quel disperato momento è rimasto nell'animo della gente in modo viscerale, come un vissuto personale? Il quarantenne Javier Cercas intende forse rispondere a queste domande riproponendo alcuni fatti ricostruiti pazientemente con lunghe ricerche. Un libro che compendia la storia con la letteratura e che racconta una vicenda reale, ricostruendola con dettagli precisi e circostanziati ma con le parole dello scrittore. Un altro capitolo di quella grande Storia ricostruita recentemente grazie a testimonianze ritrovate dopo decenni, che mettono in risalto figure interessanti, a volte veri eroi, completamente dimenticati. In questo caso il protagonista è riemerso dal passato grazie alle parole del figlio che ne ha narrato le gesta a Cercas. È il 30 gennaio del 1939 e un noto scrittore falangista, Rafael Sánchez Masas, viene risparmiato dal nemico (un giovane miliziano) che pur avendolo raggiunto nella fuga, decide di non ucciderlo. Scatta la ricerca, dopo molti decenni, di quel miliziano autore di un gesto più coraggioso di una battaglia. Cercas individua l'uomo nell'anziano Miralles, ma sarà davvero lui? "Chi credeva che la cosiddetta letteratura impegnata fosse morta" scrive Vargas Llosa a proposito de I soldati di Salamina "deve leggere questo libro per sapere quanto è viva".

Soldati di Salamina di Javier Cercas
Titolo originale: Soldatos de Salamina
Traduzione di: Pino Cacucci
210 pag., Euro 14.00 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-419-9

Le prime righe

PRIMA PARTE

GLI AMICI DEL BOSCO

Fu l'estate del 1994, più di sei anni fa, che sentii parlare per la prima volta della fucilazione di Rafael Sánchez Mazas. In quel periodo mi erano successe tre cose: la prima era stata la morte di mio padre; la seconda, mia moglie mi aveva lasciato; la terza, la decisione di abbandonare la carriera di scrittore. Sto mentendo. Per la verità, di queste tre cose, le prime due sono esatte, eccome; ma non la terza. In realtà, la mia carriera di scrittore non si era mai avviata. Nel 1989 era stato pubblicato il mio primo romanzo; al pari della raccolta di racconti uscita due anni prima, il libro fu accolto con assoluta indifferenza, ma la vanità e una recensione elogiativa di un amico di quei tempi avevano congiurato per convincermi che sarei potuto diventare un romanziere e, per esserlo appieno, la cosa migliore sarebbe stata lasciare il lavoro della redazione del giornale e dedicarmi completamente alla scrittura. Il risultato di quel cambiamento di vita furono cinque anni di angosce economiche, fisiche e metafisiche, tre romanzi incompiuti e una spaventosa depressione che mi avrebbe inchiodato per due mesi su una poltrona, davanti al televisore.

© 2002 Ugo Guanda Editore


L'autore

Javier Cercas, nato nel 1962 a Ibaherando, Cáceres, è autore del libro di racconti El móvil e dei romanzi El inquilino e El vientre de la ballena. Collabora abitualmente con "El Pais" e dal 1989 è docente di letteratura spagnola all'Università di Gerona.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 febbraio 2002