HORROR

Patricia Cornwell
L'isola dei cani

"Fra un po' scrivo alla Hammer e le dico che le ho ritrovato il cane. Le do appuntamento in un posto e quando viene le sparo in testa. A lei e a Brazil."

Costruito come i migliori romanzi "di genere", anche L'isola dei cani non delude il lettore che ama leggere libri gialli pieni di suspense. Nessun elemento è stato trascurato e la vicenda non è priva di sviluppi imprevedibili. La storia nasce da una scelta politica: il governatore della Virginia, Bedford Crimm, stabilisce rigorosi limiti di velocità in tutto lo Stato, minacciando punizioni severe e controlli rigorosi. Ma gli abitanti della piccola isola di Tangier non si vogliono assoggettare alle nuove disposizioni in materia di traffico e decidono di "ammutinarsi", come gli antichi pirati da cui in parte discendono, e di proclamare l'indipendenza dell'isola, sostenuta, a loro parere, dalla storia dei colonizzatori, quelli che fecero vela dall'inglese Isola dei cani nel 1607. La spinosa questione, che nel frattempo ha scatenato incidenti e delitti, arriva nelle mani di Judy Hammer (protagonista anche de Il nido dei calabroni), da poco diventata soprintendente di Polizia della Virginia, e di Andy Brazil, curatore di un sito internet e difensore della morale pubblica. L'assurda vicenda potrà trovare una via d'uscita solo nel finale, come qualsiasi giallo degno di questo nome.

L'isola dei cani di Patricia Cornwell
Titolo originale: Isle of dogs
Traduzione di: Annamaria Biavasco
443 pag., Euro 18.60 - Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-47815-2

Le prime righe

1

Unica First aveva un nome che le stava a pennello, o perlomeno così diceva sempre sua madre. Figlia unica, era anche unica nel suo genere: al mondo non c'era nessuno come lei. E per fortuna, sosteneva suo padre, il dottor Ulysses First, che non aveva mai capito da chi la figlia avesse ereditato la propria malvagità.
Diciottenne, Unica era minuta, aveva lunghi capelli corvini, la pelle chiara come madreperla, le labbra grandi e rosee. Era convinta che i suoi occhi celesti avessero un certo potere ipnotico e che le bastasse guardare con intensità una persona per piegarla ai voleri del suo Scopo. Unica era capace di seguire le sue vittime per settimane, caricandosi spasmodicamente in attesa dell'atto finale, sfogo indispensabile e folle cui generalmente seguiva uno stato di black-out.
"Mi scusi. Scusi, stava dormendo? Ho un guasto alla macchina!" Stava bussando sul finestrino di un autotreno fermo davanti al mercato autofrutticolo appena fuori del centro di Richmond. "Ha per caso un cellulare?"

© 2002 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Patricia Cornwell è nata a Miami, Florida, nel 1956. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nel 1990 con Postmortem, con cui ha vinto l'Edgar Award americano e il premio per l'opera prima della British Writers Association. Ha scritto: Oggetti di reato, Quel che rimane, Insolito e crudele, La fabbrica dei corpi, Il cimitero dei senza nomi, Il nido dei calabroni, Morte innaturale, Croce del sud, Cadavere non identificato, L'Ultimo Distretto.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


15 febbraio 2002