foto Effigie

I libri di Fabrizio Rondolino sono ordinabili presso Internet Bookshop


Fabrizio Rondolino

Abbiamo chiesto a Fabrizio Rondolino, che oltre a essere uno scrittore ormai affermato ha gestito la comunicazione intorno al Grande Fratello, quali sono stati i libri più importanti della sua vita, ma anche quali titoli è bene leggere per capire la televisione. La risposta è "spiazzante": Pynchon, De Lillo e...

Qual è il primo libro che ricorda di aver letto da bambino?

Credo sia stato Dalla Terra alla Luna di Verne: erano gli anni Sessanta, gli anni della conquista dello spazio. Però da bambino preferivo i libri sugli animali e sulle stelle. I romanzi ho cominciato a leggerli più tardi, alle medie.

Quali sono stati i titoli "di formazione"?

È un elenco abbastanza arruffato, e casuale: ma la lettura, me ne sono convinto col tempo, è sempre casuale. Dunque: Fiesta di Hemingway, le Operette morali di Leopardi, Bambini nel tempo di McEwan, Il soccombente di Bernhard, Giobbe di Joseph Roth, i racconti di Carver e ancor più quelli di Brodkey, Il valzer degli addii di Kundera, L'uomo senza qualità di Musil... Ma l'elenco potrebbe continuare. E non posso dimenticare Nietzsche: soprattutto La gaia scienza, le Inattuali e Ecce homo.

Il libro che l'ha divertita di più?

Senza dubbio il Tristram Shandy di Sterne. Che oltre ad essere il libro più divertente che conosca, è anche, probabilmente, il più moderno.

Quello che non è riuscito a leggere interamente?

Tralasciando i contemporanei, che sono molti, direi l'Ulisse di Joyce. Mi spiace: ma è veramente molto noioso.

Predilige la narrativa o la saggistica?

La narrativa, che considero una forma superiore di saggistica.

Ha un autore preferito?

È difficile dare una risposta. Le mie preferenze letterarie, così come del resto quelle musicali, variano con i periodi, e spesso con gli stati d'animo. Tra i poeti direi senza dubbio Leopardi; tra gli scrittori Kafka, Flaubert.

Regala libri abitualmente?

Un tempo regalavo soltanto libri. Ora un po' meno: ma non so se dipenda da me, o dai libri.

Che cosa sta leggendo in questo momento?

Ho appena finito Nell'intimità di Kureishi.

Qualche titolo che analizzi intelligentemente l'universo televisivo?

I saggi sulla televisione sono tutti, quale più quale meno, antologie di banalità. Semmai, bisogna leggere gli scrittori americani contemporanei, che scrivono dall'interno di un universo ormai integralmente televisivo: Pynchon, naturalmente, e DeLillo, Coover, Barth , fino al giovane Wallace (un cui racconto, La mia apparizione in tv, descrive magistralmente come funziona un talk show).

A cura di Giulia Mozzato


1 febbraio 2002