BIOGRAFIE

Monica Farnetti
Cristina Campo

"Intento di queste pagine è quello di far uscire la figura di Cristina Campo, per via testuale e per il tramite del suo libro più importante, la raccolta di saggi nota col titolo de Gli imperdonabili, dall'isolamento in cui la si è tenuta fino a ora rigorosamente confinata."

Un saggio-biografia sulla scrittrice bolognese che ha lasciato un segno importante nella storia della letteratura del Novecento. Cristina Campo (pseudonimo di Vittoria Guerrini, 1923-1977) è stata una donna affascinante, e non solo perché bella, ma soprattutto perché dotata di un'intelligenza raffinata e brillante che la portò a intrattenere relazioni importanti con molti tra i più significativi protagonisti della vita intellettuale dei suoi anni: Mario Luzi, Danilo Dolci, Corrado Alvaro, Ezra Pound, Roberto Calasso, Guido Ceronetti, Pietro Citati, Anna Banti, Maria Zambrano e Maria Luisa Spaziani per citarne solo alcuni. Attraverso l'analisi dei suoi testi (in particolare la raccolta di saggi de Gli imperdonabili) e la ricostruzione dei passaggi centrali della sua vita, Monica Farnetti ci regala un ritratto completo anche se breve di questa autrice, estremamente schiva e riservata in vita, la cui opera è stata scoperta e valorizzata soprattutto dopo la sua scomparsa.

Cristina Campo di Monica Farnetti Delerm
91 pag., Euro 10.33 - Edizioni Luciana Tufani (critica 2)
ISBN 88-86780-07-9

Le prime righe

I. Ritratto

Vittoria Guerrini, in arte Cristina Campo, è la scrittrice italiana di singolare raffinatezza destinata a ottenere, se mai l'otterrà, una celebrità paradossale. L'occasione di conoscerla, e di poterla apprezzare, non potrà dipendere infatti dal suo impegno nel farsi conoscere né dalla sua smania di farsi apprezzare, ma sarà semmai determinata da ragioni di senso contrario. Poiché lavorò sempre appartata e schiva, amante della concentrazione, del tutto indifferente al mercato delle lettere; poiché, ancora, non pubblicò molto in vita (e quando lo fece si mascherò sempre dietro a nomi fittizi, fra i quali quello di Cristina Campo fu presto privilegiato), e la più parte delle sue pagine venne alla luce dopo la sua morte; poiché infine anche quella parte si dimostrò assai esigua, coerentemente del resto con quanto ella amava affermare di sé, costruendosi allo scopo una didascalia in terza persona destinata a una lunga deriva di citazioni. "Ha scritto poco e le piacerebbe aver scritto meno". Una scrittura concepita infatti come rifiuto del superfluo e omissione dell'ovvio, come adesione perfetta del senso alla forma e specularità senza resto fra lo stile e l'idea è la traccia che guida fondamentalmente il suo percorso, in tutti i generi letterari da lei praticati, e la misura che controlla in modo eminente l'ingombro, in verità assai lieve, delle sue carte.

© 2001 Luciana Tufani Editrice


L'autore

Monica Farnetti è nata a Ferrara e ha studiato a Firenze e a Parigi. Lavora all'Università di Firenze e insegna letteratura italiana allo Smith College. Ha pubblicato studi monografici su Gaspara Stampa, Antonio Conti, Leopardi, Palazzeschi, Cristina Campo e Anna Maria Ortese. Ha curato e cura per Adelphi le opere della Campo (Sotto falso nome) e della Ortese (L'infanta sepolta).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002