GIALLI

Marco Vichi
Il commissario Bordelli

"Spense la luce e rimase ancora un po' seduto in ufficio, a guardare il cielo che lentamente si colorava di rosso, e finalmente fumò la sigaretta che aveva biascicato per mezz'ora."

"C'è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un'Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir." Sono le parole che un illustre (e competente) collega di Vichi, Carlo Lucarelli, ha voluto scrivere per presentare questo nuovo personaggio che entrerà subito nelle simpatie di molti lettori.
La sua prima indagine (siamo certi che ne seguiranno altre) si svolge nell'anno 1963 a Firenze. Nel caldo asfissiante dell'estate viene trovata morta un'anziana e ricca signora. Il commissario Bordelli non crede in un evento naturale e decide di indagare a tutto campo tra i parenti e i conoscenti della donna. La spiccata umanità e il senso pratico che lo caratterizzano lo aiuteranno a risolvere il caso, e alla fine del romanzo sapremo molto anche della vita privata, del carattere, dei gusti e delle passioni di un commissario che abbiamo avuto il piacere di conoscere.

Il commissario Bordelli di Marco Vichi
204 pag., Euro 13.50 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-206-4

Le prime righe

Firenze, estate 1963

Il commissario Bordelli entrò nel suo ufficio alle otto di mattina, dopo una notte quasi insonne, passata a rigirarsi tra i lenzuoli fradici di sudore. Erano gli ultimi di luglio, giornate afose, senza un filo di vento. Di notte l'aria era ancora più umida e malsana. Ma almeno la città era deserta, le macchine rarissime, il silenzio quasi totale. Le spiagge invece erano rumorose, piene di gente spellata. Ogni ombrellone la sua radiolina, ogni bambino il suo secchiello.
Prima ancora di sedersi Bordelli vide sulla scrivania un foglio battuto a macchina, storse il collo per capire cosa fosse. Notò che era scritto con grande precisione, pulito, ordinato, le righe ben allineate, nessuna cancellatura. Si stupì quando vide che era un verbale. In questura nessuno che lui conoscesse era capace di fare un lavoro di quel genere. Stava cominciando a leggere quando bussarono alla porta. Si affacciò il capo tondo di Mugnai.
"La vuole il dottor Inzipone, commissario" disse.
"Occazzo..." fece Bordelli, smaniando. Il dottor Inzipone era il questore. Lo faceva chiamare nei momenti più sbagliati. Meno male che stava per andare in vacanza anche lui. Il commissario si alzò dalla sedia con un rantolo e andò a bussare all'ufficio del questore. Inzipone lo accolse con uno sorriso strano.

© 2002 Ugo Guanda Editore


L'autore

Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze. Ha pubblicato racconti su riviste ed è autore di testi teatrali. Vive nel Chianti. Ha scritto L'inquilino e Donne donne.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002