NARRATIVA

Jennifer Johnston
Ombre sulla nostra pelle

"Il suo viso dopo tutti quegli anni era più pallido, con un colorito da città simile a quello di tanti altri che se n'erano andati e poi erano tornati a casa. Simile a quello di chi era stato in prigione. Avevano tutti lo stesso pallore. Non si doveva fare una vita così fantastica se ti veniva una faccia così."

Stiamo seguendo da tempo la pubblicazione in Italia delle opere di Jennifer Johnston, autrice irlandese molto interessante. Tra le sue principali doti narrative vi è la capacità di reinventarsi romanzo dopo romanzo, pur mantenendo la sua identità di autrice attenta alle sfumature psicologiche dei propri personaggi e più propensa a una scrittura meditata rispetto al racconto viscerale scritto "di getto". Al centro di Ombre sulla nostra pelle c'è la drammatica situazione che negli anni Settanta (e in quelli successivi) ha attraversato il popolo nordirlandese. La città di Derry è al centro di una serie di attentati terroristici e chi cresce tra queste mura non può non essere influenzato dallo spirito che vi aleggia. Accade così per Brendan, figlio maggiore di una famiglia tormentata, ma non per Joe, il più piccolo, che vorrebbe dimenticare il contesto terribile in cui vive per dedicarsi alle cose belle del mondo. Purtroppo la realtà non si può ignorare e anche Joe dovrà fare i conti con la violenza per salvare il fratello.

Ombre sulla nostra pelle di Jennifer Johnston
Titolo originale: Shadows on Our Skin
Traduzione di: Lucia Olivieri
185 pag., Euro 13.00 - Edizioni Fazi (Le strade 50)
ISBN 88-8112-312-6

Le prime righe

Sei scomparso, padre mio,
e son rimasto solo, io.
Sono oppresso dal dolore,
lacrime sgorgano dal mio cuore.

Mordicchiando la penna, cercò di immaginarsi quelle righe stampate nel "Journal", magari evidenziate da una grossa linea scura, pronte per essere presentate al mondo. No, così non andava. Ci tirò sopra una riga, cancellando con cura ogni parola con l'inchiostro così che non fosse più possibile leggerle.

Te ne sei andato, padre mio.
Sì, brusio, fruscio... ah ah... pio pio.

Il gesso della signorina McCabe stridette impietosamente sulla lavagna. Un triangolo. Tre lati. A, B, C. Tre angoli. Un triangolo.

Vide suo padre appoggiato ai cuscini ingrigiti, la testa incassata nelle spalle come un vecchio uccello.

È ora che tu te ne vada, padre mio,
ma alle mie lacrime il mondo non assisterà,
perché solo odio in me affiorerà.

Gli tremò la mano mentre scriveva la parola "odio".

© 2002 Fazi Editore


L'autore

Jennifer Johnston è nata a Dublino nel 1930 ed è la figlia del celebre drammaturgo Denis Johoston e dell'attrice Shelagh Richards. Fra i suoi romanzi ricordiamo: The Captains and the Kings, The Gates, The Old Jest (vincitore del Whitbread Award per la narrativa), The Railway Station Man e Fool's Sanctuary.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002