BIOGRAFIE

Adam Phillips
La scatola di Houdini
Le arti della fuga

"Poiché in apparenza noi fuggiamo verso la vita che preferiamo, le nostre paure sono la chiave per interpretare i nostri ideali. Ciò che vogliamo è figlio di ciò da cui vogliamo fuggire."

"La scatola di Houdini" è un saggio di difficile collocazione. Si sdoppia in due momenti centrali, la biografia di Houdini e la ricerca delle radici psicologiche di determinati comportamenti, per ricomporsi nel momento delle considerazioni generali dell'autore. Adam Phillips è psicoanalista e psicoterapeuta e la sua visione del personaggio Houdini non può discostarsi troppo dalla sua esperienza professionale. Anzi, proprio sulla base di questa, Phillips traccia la sua ricostruzione della personalità di un uomo in perenne fuga. Nella narrazione si alternano episodi della vita del grande "mago" americano (nato però a Budapest e figlio del rabbino Mayer Samuel Weiss) con momenti delle sedute psicoanalitiche che l'autore ha affrontato nel corso degli anni. Il risultato è un'analisi della vita di Houdini come emblematica di quella di molti: un'esistenza alla ricerca di qualcosa di inafferrabile, un successo economico, professionale o personale, che sembra potersi attuare solo fuggendo.

La scatola di Houdini. Le arti della fuga di Adam Philips
Titolo originale: Houdini's Box. On the Ats of Escape
Traduzione di: Laura De Tomasi e Giuliano Luna
181 pag., Euro 12.40 - Edizioni Ponte alle Grazie (Saggi)
ISBN 88-7928-561-0

Le prime righe

Una bambina di cinque anni entra nel mio studio pronta a giocare un'altra volta al suo gioco preferito, nascondino; un gioco a cui abbiamo giocato due volte la settimana per parecchi mesi. Il tempo che trascorriamo insieme comincia sempre così, con la ripetizione nei minimi particolari dello stesso gioco. Nello studio ci sono una poltrona, un tavolo e una sedia. Lei si mette in piedi al centro della stanza, chiude gli occhi e dice: "Comincia a cercare".
Come al solito, l'ho vista entrare e chiudere gli occhi. Ma nella sua mente ciò significa che ora lei è nascosta. Si spazientisce subito.
"Cerca!" ripete. "Comincia a cercare!". È ovvio che cerco - cos'altro potrei fare? - ma non le sembra che io stia al gioco. Mi viene in mente che forse dovrei chiudere gli occhi, ed è quello che faccio. Allora la bimba commenta, un po' seccata: "Va bene, ti aiuto... non sono dietro la sedia".
Le rispondo, in tono non troppo lamentoso: "Ma come faccio a trovarti?"
"Continua a cercare" risponde allegramente con il chiaro intento di aiutarmi. Poi, con un tono un po' più agitato, da Alice nel paese nelle meraviglie, ripete: "Non posso scappare, non posso scappare... devo essere qui, da qualche parte".

© 2002 Ponte alle Grazie srl


L'autore

Adam Philips, autore di numerosi saggi, è stato Primario di psicoterapia infantile al Chariong Cross Hospital di Londra. È stato definito "uno dei più importanti pensatori psicoanalitici contemporanei". Ha scritto anche I lombrichi di Darwin e la morte di Freud.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002