AMORE

Philippe Delerm
Innamorati a Parigi

"La mia passione per la letteratura si era rafforzata per la mia incapacità di concepire l'idea stessa di un libro. E accarezzavo le copertine con una sorta di nostalgico feticismo: il romanzo che mi piaceva era anche quello che non avrei mai scritto."

La semplicità che caratterizza la scrittura di Delerm, il gusto del particolare e l'attenzione alle piccole cose che rende la lettura dei suoi libri così piacevole e accattivante, sono elementi tutti presenti anche in quest'ultimo romanzo (rispetto ai precedenti questo Innamorati a Parigi è davvero un romanzo). Si nota però una più struggente vena nostalgica, maggiore intensità di emozioni e l'evocazione di atmosfere d'antan rese vive dalle immagini in bianco e nero delle fotografie degli anni Cinquanta.
È proprio un'immagine di quell'epoca, famosissima e popolare, Il bacio di Doisneau, che offre lo spunto narrativo: i genitori della voce narrante, François, si erano immedesimati nei due innamorati, anzi erano assolutamente convinti (il padre in particolare) di essere realmente i due personaggi ritratti e questi ricordi lontani risvegliano in François mille altri momenti, mille situazioni che assumono nella memoria i colori, i profumi, le sonorità di quegli anni.

Innamorati a Parigi di Philippe Delerm
Titolo originale: Les amoureux de l'Hotel de Ville
Traduzione di Alessandra Emma Giagheddu
150 pag., Euro 11.00 - Edizione Frassinelli (Narrativa)
ISBN 88-7684-676-X

Le prime righe

Il bacio davanti all'Hotel de Ville. Quella foto non mi piaceva. Tutto quel bianco e nero, quel grigio sfuocato, proprio i colori che non volevo ricordare. L'amore colto al volo su un marciapiede, la giovinezza insolente su uno sfondo di grigiore quotidiano, ovviamente parigino... Ma nella mano sinistra del ragazzo c'era la sigaretta, che lui non aveva gettato via al momento del bacio. Eppure sembrava quasi consumata. Si sentiva che aveva tempo, che comandava lui. Voleva tutto, baciare e fumare, provocare e sedurre. Il modo in cui la sciarpa s'infilava nella camicia aperta tradiva la soddisfazione di sé, la disinvoltura ostentata. Era giovane. Giovane in modo che non invidiavo ma che mi faceva male, perché? La posa della ragazza era commuovente: quel suo abbandono appena rigido, e soprattutto l'esitazione del braccio destro, della mano lungo il corpo. Dava l'impressione di essere tranquilla e turbata al contempo, offerta e quasi reticente. Era lei a creare il mistero di quel fermo immagine. Lui era come se ancora si muovesse. Lei, non si lasciava conoscere.

© 2002 Edizioni Frassinelli


L'autore

Philippe Delerm è nato nel 1950 nel Sud-Est della Francia. È professore di lettere al Collège de Bernay; è autore di numerose opere alcune per l'infanzia. In Italia ha esordito con La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri, con cui ha vinto il Premio Grandgousier.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002