NARRATIVA

Jacquelyn Mitchard
La relatività dell'amore

"Gordon non avrebbe mai immaginato che l'adozione, un fatto del tutto normale per lui, potesse diventare una cosa intorno alla quale girava in modo così drammatico tutta la sua vita da adulto."

Questa giornalista e scrittrice di successo è riuscita ad affermarsi nel mondo editoriale fin dal suo primo romanzo (da cui è stato tratto un film), e le prove successive hanno ulteriormente confermato il favore dei lettori. Forse il segreto di questa simpatia del pubblico è legato ai temi che la Mitchard tratta, tutti coinvolgenti e personali, ma anche di stretta attualità così da aprire un dibattito che non riguardi unicamente la sfera del privato. Questo è in particolare il caso di questo romanzo, che pur all'interno di una fiction, dibatte un tema importante come quello dell'adozione, problematica che l'autrice ha vissuto sulla propria persona avendo adottato ben quattro figli. La storia è drammatica e si apre con la morte accidentale di una giovane coppia e con la figlioletta di un anno che lasciano, sul cui affidamento si aprirà ben presto una battaglia durissima tra lo zio materno e i nonni paterni. A questo punto ogni lettore dovrà riflettere su che cosa sia l'amore, su che cosa in particolare sia l'amore materno e paterno e se derivi necessariamente dai legami di sangue.

La relatività dell'amore di Jacquelyn Mitchard
Titolo originale: A theory of relativy
Traduzione di: Annabella Caminiti
474 pag., Euro 17.00 - Edizioni Sperling & Kupfer (Narrativa)
ISBN 88-200-3270-8

Le prime righe

Uno

MORIRONO sul colpo.
O quasi.
Naturalmente Gordon sapeva che le parole "sul colpo" non erano proprio esatte: dopo l'impatto, all'interno dell'auto dovevano essere passati diversi minuti durante i quali il sangue di Ray e di Georgia aveva continuato a scorrere inutilmente e i muscoli non avevano smesso di contrarsi, secondo gli ordini impartiti da un'ultima serie di comandi neurologici. Ma non ci sarebbe stata consapevolezza o soltanto qualche barlume incerto... e nessun ricordo.
La maggior parte degli altri abitanti di Tall Trees, la famiglia McKenna e i loro amici, non sapevano granché di ciò che avveniva al momento della morte, né gli importava. Era gente di paese, abituata a essere sempre grata per qualcosa, anche la morte non gli appariva più complicata di un'improvvisa mancanza di energia. Per molti rappresentò un sollievo. E via via che i mesi passavano, non era rimasto più molto con cui consolarsi.
Perfino Gordon dovette ammettere di sentirsi sollevato.
Non poteva andare peggio, molto peggio?

© 2002 Sperling & Kupfer Editori


L'autore

Jacquelyn Mitchard è l'autrice di Profondo come il mare, che ha ispirato l'omonimo film con Michelle Pfeiffer e Il coraggio dell'innocenza. Giornalista affermata negli Stati Uniti, è approdata alla narrativa dopo i quarant'anni. Vive a Madison, nel Wisconsin, con i figli e il marito.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


8 febbraio 2002