VIAGGI

Théodore Monod
Il viaggiatore delle dune

"Ecco, avanza il crepuscolo; il vecchio nemico si tuffa finalmente nelle brume violette dell'occidente. Ecco l'ora benedetta fra tutte, nel deserto. Il tramonto, ancora tutto colorato di rosa e d'oro, si stempera già sotto il velo dell'oscurità che si opacizza."

Un bellissimo libro che ha per protagonista il Sahara e per autore uno dei maggiori conoscitori di quel deserto: Théodore Monod.
La grande esperienza fatta "sul campo" e la profonda conoscenza scientifica si fondono in modo armonico e fruttano un'opera di notevole fascino (così come è affascinante il paesaggio di dune, che vibrano di vita nell'apparente immobilità). Il sole a picco che acceca gli occhi e brucia la pelle; il freddo delle notti, inaspettato e insospettabile che trasforma la sabbia in un paesaggio quasi innevato; la luce abbagliante che disegna ombre misteriose tra le dune: l'uomo è sempre incantato da questa magia. Ma alle sensazioni e alle emozioni del viaggiatore Monod aggiunge note di carattere più tecnico, informazioni che solo il naturalista può dare e che si stemperano nelle pagine senza appesantire minimamente la lettura.

Il viaggiatore delle dune di Théodore Monod
Titolo originale: Méharées
Traduzione di: Silvia Accardi
173 pag., Euro 17.00 - Edizioni Bollati Boringhieri (Varianti)
ISBN 88-339-1369-4

Le prime righe

Capitolo I
Da un madre all'altro

Il vento possente si leva
Ruggendo verso il mare, e io vado
Alfred Tennyson, Locksley Hall

Oh non possiamo più aspettare!
Imbarchiamoci anche noi, anima mia!
Con gioia, lanciamoci sui mari senza piste!
...
Oh anima mia coraggiosa!
Naviga ancora oltre!
Oh gioia ardita, ma sicura! Non sono
Tutti mari di Dio?
Naviga ancora oltre!
Walt Whitman, Foglie d'erba

3.11m X 1.60 m fa 5 m2; una cella d'anacoreta marino, a bordo del Grimsby 877, nell'agosto 1923. Ovunque conchiglie, stelle marine, barattoli di vetro, tubi, flaconi, bacinelle, una serie di cianfrusaglie oceanografiche cui si mescolano fraternamente, a seconda del rollio, quando ci si mette di traverso per filare o virare la sciabica, libri bagnati, carte gocciolanti, acqua di mare sporca e stivali di gomma.
La piccola sciabica cavalca coraggiosamente le pianure liquide, bianche di schiuma: al largo del Rio de Oro gli alisei sono vivi, l'onda sempre corta, spezzata, dirompente. Ma i fondali sono dolci e il ponte si copre periodicamente di una brulicante e frusciante lettiera di orate viola: stamattina, per venti volte di seguito, il carico di un paranco gocciolante ha fatto gridare "Le bretelle". L'ultimo è un colpo da venti tonnellate. Quasi esclusivamente pesci viola dal palato color fuoco e le labbra gialle.

© 2001 Bollati Boringhieri


L'autore

Théodore Monod (1902-2000) ha diviso la sua lunga esistenza tra il Muséum national d'histoire naturelle di Parigi e il Sahara, di cui resta uno dei maggiori conoscitori. Membro dell'Académie des sciences, è autore di un'opera importante, in cui oltre il naturalista si esprime il filosofo pacifista e umanista.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


1 febbraio 2002