NARRATIVA ITALIANA

Elena Ferrante
I giorni dell'abbandono

"Cominciai a cambiare. Nel giro di un mese persi l'abitudine di truccarmi con cura, passai da un linguaggio elegante, attento a non urtare il prossimo, a un modo di esprimermi sempre sarcastico, interrotto da risate un po' sguaiate."

Un nuovo romanzo, a distanza di dieci anni, per l'autrice de L'amore molesto, che ha visto una trasposizione cinematografica di successo per merito di Mario Martone. Elena Ferrante dimostra altrettanta passione e capacità narrativa anche ne I giorni dell'abbandono. Protagonista Olga, una donna ancora giovane e soddisfatta della propria esistenza che vede improvvisamente sconvolta dall'abbandono del marito. Questo evento fa crollare tutte le sue certezze, facendole provare la sensazione drammatica dell'umiliazione e catapultandola in una depressione pesante e drammatica. Malgrado la presenza di due figli, che diventano a loro volta motivo di tensione, Olga non riesce a riprendersi e ritrova tutti i fantasmi del suo passato napoletano, che si era lasciata alle spalle con la vita serena trascorsa negli anni del matrimonio a Torino. Ma anche nel più nero abisso è possibile trovare una luce, e Olga la troverà malgrado i tanti giorni dell'abbandono.

I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante
213 pag., Euro 14.00 - Edizioni e/o (Dal mondo)
ISBN 88-7641-486-X

Le prime righe

1.

Un pomeriggio d'aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi. Lo fece mentre sparecchiavamo la tavola, i bambini litigavano come al solito nell'altra stanza, il cane sognava brontolando accanto al termosifone. Mi disse che era confuso, stava vivendo brutti momenti di stanchezza, di insoddisfazione, forse di viltà. Parlò a lungo dei nostri quindici anni di matrimonio, dei figli, e ammise che non aveva nulla da rimproverare né a loro né a me. Tenne un atteggiamento composto come sempre, a parte un gesto eccessivo della mano destra quando mi spiegò con una smorfia infantile che voci lievi, una specie di sussurro, lo stavano spingendo altrove. Poi si assunse la colpa di tutto quello che stava accadendo e si chiuse con cautela la porta di casa alle spalle lasciandomi impietrita accanto al lavandino.
Passai la notte a riflettere, desolata nel nostro grande letto coniugale. Per quanto riesaminassi le fasi recenti del nostro rapporto, non riuscivo a trovare segni veri di crisi. Lo conoscevo bene, sapevo che era un uomo di sentimenti quieti, la casa e i nostri riti familiari gli erano indispensabili.

© 2002 Edizioni e/o


L'autore

Elena Ferrante è nata a Napoli, città che però ha abbandonato presto per vivere a lungo all'estero. Dal primo romanzo L'amore molesto, è stato tratto l'omonimo film di Mario Martone.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


1 febbraio 2002