NARRATIVA ITALIANA

Angelo Cannavacciuolo
Il soffio delle fate

"Quella, aveva tutta l'aria di essere una giornata tranquilla per quanto tranquille potevano essere le giornate a Sarajevo. Ma a renderla tale era quel banco di nebbia insinuatosi giù dal cielo come il respiro di un dragone, che rendeva impossibile dalle colline centrare i consueti bersagli."

È ancora recente in tutti noi la memoria della guerra civile jugoslava, i notiziari che presentavano la bellissima Sarajevo, città martire, distrutta dalle bombe, i suoi cittadini stremati dalla fame e le stragi perpetuate nei mercati o vicino ai pozzi da cui veniva attinta l'acqua che garantiva, a chi non aveva più nulla, almeno la sopravvivenza. Il romanzo viene collocato proprio in questo reale e tragico scenario e ha per protagonisti tre uomini divisi dall'odio e da scelte di vita assolutamente opposte che scopriranno un filo che li stringe, quasi contro la loro stessa volontà, l'uno all'altro in modo indissolubile. Il "soffio delle fate" è la nebbia che copre la città, nasconde e svela misteri insospettabili.

Il soffio delle fate di Angelo Cannavacciuolo
287 pag., Euro 13.40 - Edizioni Baldini&Castoldi (Romanzi e Racconti)
ISBN 88-8490-077-8

Le prime righe

What a wonderful world

Erano i giorni più brutti a Sarajevo, quando i rossi e tenui colori dell'autunno erano passati, quando del profumo del pane appena cotto in abbondanza restava un lontano ricordo; e le colline di Hum e Gorica dai dolci declivi giacevano per sempre nelle tenebre. Nulla più germogliava, tutto era appassito, e l'unica cosa da fare, era contare i rantoli per sopravvivere.
Il monte Trebevi_, da giorni attanagliato da una tormenta di gelo, quella mattina era deciso ad infilzare il cielo cinereo, che pareva così basso da sfiorare con un dito. In quel biancore diffuso, dov'era difficile perfino distinguere il sentiero delimitato dalle fitte ali di alberi, un camion militare se ne andava sferragliando a ogni buca, mentre i tergicristalli striduli spalavano i grossi fiocchi di neve, ammassandoli ai lati del vetro.
Benché fossero le dieci del mattino, il Comandante Jovan imprecava con la bottiglia tra le mani lasciandosi gocciolare rivoli di grappa lungo il mento fino al colletto della divisa.

© 2001 Baldini&Castoldi


L'autore

Angelo Cannavacciuolo, autore e attore di cinema e di teatro ha pubblicato nel 1999 il suo primo romanzo, Guardiani delle nuvole con cui è stato finalista Premio Viareggio per la narrativa, finalista del Premio Berto e vincitore del Premio Italo Calvino nell'ambito del Festival du Premier Roman a Chambery, assegnato dai lettori italiani in Francia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


1 febbraio 2002