NARRATIVA

Irvine Welsh
Colla

"Videro dei bambini, dovevano avere sui dieci anni, che giocavano a pallone. Billy ripensò a loro quando erano così. Considerò come il tempo ti squarcia, ti strappa le viscere e dopo le impietrisce e non fa altro che sbeccarle piano piano."

Un romanzo di formazione? Parlando di un'opera di Irvine Welsh non sembrerebbe possibile, eppure in qualche modo si tratta di questo. Terry Lawson, Carl Ewart, Billy Birrell e Andrew Galloway: sono i protagonisti di Colla e li seguiamo dagli anni Settanta a oggi nelle loro vicende collettive e personali, seguendo proprio i canoni del romanzo di formazione.
Come al solito la tossicodipendenza, l'alcolismo e il piccolo crimine sono l'assoluta normalità. In questo Colla non si discosta da Trainspotting (di cui qui ricompaiono alcuni volti) Ecstasy o Acid House. A colpire il lettore è sempre quel cinismo un po' paradossale e molto ironico con cui Welsh descrive questo universo di giovani del sottoproletariato urbano molto più che borderline. E come in altri suoi romanzi anche qui lo scrittore inglese ci racconta come alcuni di loro possano uscire da questo vortice e riprendere una strada "normale". È quel che accade a Carl, diventato negli anni un famoso Dj (ma ancora, inevitabilmente, "tossico"), o Tony, grasso, calvo e disincantato, e Billy, che da pugile si trasforma in proprietario di club alla moda. È ciò che non accade ad Andy, che si è suicidato. L'amicizia ricompatta, "rincolla" dopo anni questo piccolo gruppo, ma tutti sono ormai inesorabilmente segnati dal passato.

Colla di Irvine Welsh
Titolo originale: Glue
Traduzione di Massimo Bocchiola
553, Euro 16.50 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-392-3

Le prime righe

1. ATTORNO AL 1970:
L'UOMO DI CASA

Finestre '70

Il sole si levò dietro il cemento dell'isolato di fronte, lampeggiando dritto nelle loro facce come un presentatore della tele su di giri. Davie Galloway fu così sorpreso dallo sfolgorio sguincio che per poco il tavolo che stava faticosamente trasportando non gli cadde dalle mani. Faceva già abbastanza caldo nell'appartamento nuovo, e Davie si sentiva come una strana pianta esotica che appassisce in una serra troppo riscaldata. È per quelle finestre lì: sono enormi, succhiano dentro il sole, pensò appoggiando il tavolo e guardando fuori, verso la corea che si estendeva davanti a lui.
Davie si sentiva come un imperatore appena incoronato che contempla i suoi domini. Niente da dire, i palazzi nuovi erano imponenti: luccicavano leggermente quando la luce colpiva le pietruzze brillanti incastonate nell'intonaco. Luce, pulizia, aria e calore, ecco di cos'aveva bisogno. Ricordava il freddo e buio casermone di Gorgie: coperto per generazioni di fuliggine e sporcizia, ai tempi in cui la città si era guadagnata il soprannome di "Vecchia Puzzona".

© 2002 Ugo Guanda Editore


L'autore

Irvine Welsh risiede a Londra, dopo aver vissuto e lavorato a Edimburgo e ad Amsterdam. Ha scritto: Trainspotting, Ecstasy, Acid House, Il lercio e Tolleranza Zero. Da Trainspotting e da un racconto di Acid House sono tratti i film omonimi.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


1 febbraio 2002