NARRATIVA

Sergej Bolmat
I ragazzi di San Pietroburgo

"All'improvviso in fondo al corridoio, proprio di fronte al volto di Marina, avvampò nel buio una piccola stella di fuoco. Dal centro del fuoco schizzò qualcosa di allungato, arrotondato in punta, che iniziò in silenzio ad avvicinarsi."

Un autore di culto: scrittore, sceneggiatore, pittore... insomma un artista che ha fatto parte della cultura underground russa e che oggi rappresenta, in particolare con questo romanzo, una delle punte di diamante della nuova generazione di letterati.
Marina, una ragazza che fa parte di un gruppo di sbandati, o meglio di giovani che si inventano ogni giorno un modo per sopravvivere facendo i più improbabili lavori, viene per caso assoldata come killer in cambio di una forte somma di denaro, denaro che spenderà in una unica pazza notte. La vittima designata è un capomafia che si innamorerà immediatamente della sua assassina: così, in un clima delirante con forti tinte pulp, ci sarà una vera e propria mattanza. Questa è la nuova Russia, pochi scrittori l'hanno saputa descrivere con altrettanta efficacia.

I ragazzi di San Pietroburgo di Sergej Bolmat
Titolo originale: Sami Po Sebe
Traduzione di: Mario Caramitti
377 pag., Euro 16.50 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86941-4

Le prime righe

1.

"Che fare, eh?" chiese Ksenija Petrovna.
Non si aspettava una risposta.
A ogni modo lasciò che la pausa si prolungasse prima di tirar fuori una lunga sigaretta russa con il bocchino di carta. Erano quasi finite, e dal ruvido pacchetto di cartone si rovesciò del tabacco sui quadretti di tweed. Il portasigarette? Prenderle dal pacchetto è comunque più elegante, pensava Ksenija Petrovna. Lo scatto di un portasigarette d'oro che si apre? Sciocchezze. Un pacchetto un po' schiacciato e un Ronson sono un'altra cosa. Scrollò ancora un po' di tabacco dalla sigaretta perché fosse più facile aspirare, poi l'accostò alla fiamma. Il tabacco sfrigolò saporitamente mentre si accendeva. Ripose l'accendino nella borsetta. Lo scatto della fibbia nel silenzio. Perché fosse chiaro che la domanda era rimasta senza risposta.
Il sole non era ancora tramontato, ma nella macchina era già scuro. Le spie multicolori si accesero morbidamente in quell'intimo crepuscolo. La domanda, occorre ammetterlo, appariva doppiamente retorica in un abitacolo dagli arredi personalizzati, tra betulle di Carelia con cornici di poliuretano espanso e pelle bovina cromata.

© 2002 RCS Libri


L'autore

Sergej Bolmat, nato a Leningrado nel 1960 ha studiato all'Accademia di design della sua città. Durant6e gli anni Ottanta ha militato negli ambienti underground, allestendo mostre negli scantinati e lavorando per il cinema. Trasferitosi a Colonia nel 1998, ha dedicato l'anno seguente alla stesura de I ragazzi di San Pietroburgo, pubblicato inizialmente a puntate su Internet.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


1 febbraio 2002