Simona Izzo
Diario di una Donna che ha tradito

"Guardavo la bocca di Lorenzo mentre parlava al bar... Non ho mai guardato la bocca di un uomo in quel modo, non ho mai voluto infilarmici dentro, precipitarci come in un pozzo, scoprire dove era incastonato il fegato, per aggrapparmici per sempre."

Probabilmente tutti conoscono Simona Izzo. Prima come attrice dirompente, carnale, una presenza divenuta con gli anni sempre più forte nelle scene che la vedono protagonista; poi come sceneggiatrice e regista di film altrettanto "traboccanti" di sentimenti, fisicità, passioni. Qualcuno la ricorderà come compagna di Antonello Venditti, di Maurizio Costanzo, di Ricky Tognazzi... Anche la cronaca lascia il segno. Ora sarà possibile scoprirne le qualità di scrittrice.
È necessario subito sottolineare come le medesime caratteristiche prorompenti che ha dimostrato negli anni nella sue altre attività si riflettono (inevitabilmente?) anche sulla scrittura. La passione per il sesso e il cibo, il viscerale legame con i figli, il compiacimento di vivere (talvolta anche distruttivo) che appare costantemente nei suoi pensieri, la sfrenata autostima. Queste potrebbero essere le sfaccettature della personalità che connotano anche la sua protagonista, un'editor trentacinquenne, Laura, con due figli, un marito e un grande amore. Veniamo a sapere subito che la sua situazione sentimentale è complicata. Marco, il marito, è la sicurezza, l'affetto caldo e complice, l'abitudine, la normalità. Lorenzo, di cui si innamora nel giro di poche ore, è la trasgressione, il peccato. Lorenzo, aspirante scrittore che consegna proprio nelle sue mani un manoscritto sulla cui pubblicazione lei dovrà decidere, soffre di un disagio psichico e fisico che in qualche modo l'attira, la coinvolge. Anche lui ha una famiglia, dei figli, una vita strutturata e impostata secondo ritmi tranquilli. L'incontro tra i due si rivelerà dirompente, passionale, inevitabile solo al termine del romanzo, impostato in realtà sui sentimenti contrastanti che si intrecciano nell'animo della protagonista alla ricerca di una figura d'uomo "definitiva" a cui aggrapparsi.
Una storia che potrebbe rientrare nel genere rosa, ma che tenta di allargare la sua visuale a un'analisi di costume di maggiore respiro. I rapporti tra uomo e donna, le relazioni sentimentali, le passioni e gli equilibri tra i sessi quanto sono cambiati negli ultimi anni? È un tema ricorrente anche nelle sceneggiature e nei film di Simona Izzo, che si rivelano più incisivi della pagina scritta, più efficaci (meno disseminati di ovvie considerazioni?) volendo fotografare una situazione esemplare.

Diario di una donna che ha tradito di Simona Izzo
132 pag., euro 12.40 - Edizioni Avagliano (I Corimbi)
ISBN 88-8309-098-5

Le prime righe

Il verde dei miei occhi striscia nel rosa scivoloso della sua bocca, ma lui non sta parlando.
Sono una donna del sud, ho il cuore del sud ma gli occhi di Milano, perché mia madre è di Milano, e anche le gambe, le braccia e il fegato sono di Milano. Ma la mia faccia è greca come una tragedia che non ho vissuto. Mio padre è siciliano.
C'era un ulivo dietro Lorenzo: i bracci che lo circondavano come un'aureola che si vede di giorno. Che ci faceva un ulivo oleastro a Milano? Chi ce l'aveva piantato? Un vecchio emigrato che se l'era portato in valigia?
Non so perché sto guardando quest'uomo. Non mi piace particolarmente, non è mia abitudine fissare la gente che non conosco. Me lo hanno appena presentato. E forse non sto guardando lui ma quell'ulivo dietro il vetro del bistrò.
Mi piacciono gli ulivi perché sono belli anche da vecchi. Soprattutto da vecchi. Non come me, come mio padre che è grande e grosso e non lo riesco mai ad abbracciare tutto. Ma adesso sta male mio padre, male male...

Incrocio il suo sguardo. Un attimo, perché lui scuote la testa come se non mi sopportasse, come per scacciare una mosca. I suoi occhi sono lucidi come mosche. I suoi occhi sono lucidi come le olive sul tavolo.
Le mosche ci si ficcano dentro alle olive come in un letto. Ci avrei dormito nei suoi occhi, se non li avesse chiusi in faccia ai miei.
C'è gente intorno a noi, siamo seduti a un tavolo con altre persone.
I miei occhiali sulla tovaglia riflettono quel che gli pare.
Abbasso gli occhi e precipito nel bagliore del coltello alla mia destra.
A ripensarci adesso, avrei dovuto infilarglielo in pancia, quel coltello.

Ho conosciuto Lorenzo poco tempo prima del mio trentacinquesimo compleanno. Ma non è stato un regalo.
La voce del mio capo, l'editore che da anni mi considera e mi dà fiducia, gli sta dicendo: - È Laura che decide se pubblicare o no un libro, ha un grande intuito.

© 2001 Avagliano Editore


L'autore

Simona Izzo, sceneggiatrice e regista, ha scritto numerosi soggetti e sceneggiati per il cinema e la TV: Arrivederci e grazie, Piccoli equivoci, Gente di famiglia, La sindrome di Stendhal, Ultrà (Orso d'Argento al Festival di Berlino), La scorta (vincitore di 5 David di Donatello, premio del pubblico al Filmfest di Chicago), Vite strozzate (Premio Alfred Baur), Canone Inverso (4 David di Donatello e 2 Ciak d'Oro). Ha diretto i film: Parole e baci, Maniaci sentimentali, Camere da letto.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


18 gennaio 2002