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I libri di Piergiorgio Odifreddi sono ordinabili presso Internet Bookshop


Piergiorgio Odifreddi

Autore di alcuni dei migliori testi italiani di divulgazione scientifica degli ultimi anni, Piergiorgio Odifreddi è anche un lettore attento che predilige la saggistica ma che è cresciuto con la narrativa di Hemingway. E in questo momento sul suo comodino c'è...

Qual è il primo libro che ricorda di aver letto da bambino?

Ricordo Pinocchio, anche se devo averne letti altri prima. Il fatto è che Pinocchio l'ho copiato almeno due volte: il maestro delle elementari me ne affibbiava una pagina per penso, ogni volta che non stavo "bravo". E a forza di pagine, il libro l'ho passato e ripassato.

Quali sono stati i titoli di formazione?

Da bambino amavo molto Dante, che leggevo in un'edizione enorme illustrata dal Dorè, e ho subito imparato a memoria l'episodio di Ulisse. Da adolescente, sono stati molto importanti per me i libri di Russell e Hemingway: il primo mi ha insegnato a pensare, il secondo a scrivere (anche se non so se ho imparato, in un caso e nell'altro).

Il libro che l'ha divertita di più?

L'idiota di famiglia di Sartre. È una meravigliosa biografia di Flaubert (del quale non avevo letto niente allora, e ho letto poco dopo), che mostra la complessità della vita umana in generale, e della professione dello scrittore in particolare.

Quello che non è riuscito a leggere interamente?

Non ce ne sono molti, perché purtroppo sento una costrizione interna a finire i libri, una volta che li ho iniziati. Devono essere proprio brutti o snervanti, perché li abbandoni. Mi è successo tempo fa con i "libri" di Zichichi, e recentemente con E=mc2. Biografia dell'equazione che ha cambiato il mondo di David Bodanis, che è un pessimo esempio di divulgazione scientifica: divaga su tutto, senza però affrontare mai l'argomento del titolo.

Predilige la narrativa o la saggistica?

I romanzi non mi attirano più molto. Nabokov diceva che da giovani ci interessiamo a COSA i libri raccontano (la trama), e da vecchi a COME la raccontano (la struttura): magari sono vecchio... In ogni caso preferisco i saggi, che hanno un peso specifico maggiore della narrativa (dicono più cose in meno spazio).

C'è un autore che lei preferisce?

Dipende dal periodo, ovviamente. Una volta adoravo Gadda e Joyce, ma ora non li trovo più molto leggibili. Recentemente mi sono appassionato a Stanislav Lem, che scrive un genere di supposta fantascienza, che è in realtà letteratura filosofica.

Regala libri abitualmente?

Non faccio troppi regali, devo confessare, ma quando ne faccio sono quasi sempre libri.

Che cosa sta leggendo in questo momento?

Sono appena stato in Bolivia per un viaggio, e al ritorno ho letto il Diario di Bolivia di Che Guevara. Ora sto leggendo il suo manuale La Guerra di Guerriglia. Forse questa è la mia ultima intervista, prima di imbracciare il fucile e andare in montagna...

Uno o più saggi di divulgazione scientifica da proporre ai ragazzi per avvicinarli a questi temi?

Consiglierei Sherlock Holmes e le trappole della logica di Colin Bruce, e Alice nel paese dei quanti di Robert Gilmore, entrambi dell'editore Cortina. Buona lettura.

A cura di Giulia Mozzato


4 gennaio 2002