Il Calendario Pirelli
Catalogo completo

Ill., Lire 36.000 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-86829-9


Le prime righe

Introduzione

"La storia inizia negli anni Sessanta. Quelli dell'Inghilterra dove si ascolta il primo rock, della swinging London luogo deputato d'incontro per tutti gli appassionati delle arti giovani, fotografia e cinema in testa. Tra loro, Derek Forsythe: un giovane londinese amico dei fotografi più in voga, che, finiti gli studi, trova il primo impiego al marketing della Pirelli inglese. Un posto apparentemente poco adatto alle sue passioni, difficilmente conciliabili con le esigenze del gruppo industriale che si occupa di commercializzare i propri pneumatici. Ma in quegli anni di transizione molte miscele curiose danno frutti inattesi. La regola vale anche per questo giovane londinese, che si trova a lavorare in un'azienda illuminata quanto basta per intuire il potenziale nascosto dietro la sua passione. E così quando a metà del 1963, dopo un anno scarso di impiego, lui prova a raccontare una sua idea al capo della società, non trova porte chiuse. Al contrario: perfino un incoraggiamento. L'idea, del resto, è seducente: l'anno prima è stato lanciato un calendario 'a tutte curve' destinato ai gommisti: perché non sostituirlo, convocando uno dei talenti dell'obiettivo emergenti in quel miscuglio di arti che è Londra di quegli anni chiedendogli di realizzare per Pirelli un calendario artistico?"

Un'immagine

1964
Robert Freeman

La pubblicazione del Calendario non fu acconpagnata da un lancio ufficiale e i giornali non ne parlarono neppure. Però moltissimi rivenditori cominciarono a interessarsi dei prodotti Pirelli: per qualche misterioso motivo, dopo la pubblicazione del Calendario, la Pirelli divenne improvvisamente famosa.
MICHAEL PYE, CALENDARIO PIRELLI, 1989
1995
Richard Avedon

Il Calendario del 1995, con le sue fotografie di Richard Avedon, è un vero classico, ricco di fantasia, vivida testimonianza del fatto che, prima di diventare il grande artista che è oggi, Avedon è stato il migliore fotografo di moda.
JOHN RUSSEL TAYLOR, THE TIMES, 7 FEBBRAIO 1997


© 2001 Rcs Libri




Luigi Ghirri
Infinito

Pag. 369, ill., Lire 120.000 - Edizioni Meltemi (Biblioteca n.7)
ISBN 88-8353-112-4


Le prime righe

Infinito

"Non ho mai amato le fotografie della 'natura'.
Da quelle in cui la natura appare nei suoi aspetti misteriosi o metafisici, alle forzature astratte dei segni o campiture di colore. Ho sempre trovato in queste immagini, e nel disperato tentativo di bloccare il 'momento naturale', una contraddizione insanabile con il linguaggio fotografico.
È già infatti la scoperta della visione rinascimentale, tramite la camera obscura, avvenuta non a caso in una sfera intellettuale urbana, che esclude in larga misura una visione 'naturale'.
Basterebbe osservare come l'immagine rovesciata si forma, all'interno di uno spazio chiuso, e che la possibilità di visione del mondo esterno passa per un piccolo foro, per escludere la possibilità di rappresentare e conoscere la 'natura'.
Pure se nella storia della fotografia i casi eclatanti sembrano contraddire questa mia convinzione, è pur vero che questi episodi sono riconducibili sempre e comunque ad esempi di una parzialità disarmante: e i 'momenti fermati', che vengono letti come illuminazioni e folgorazioni, rimandano inevitabilmente a una fenomenologia estetica, pertinente ad altri linguaggi visivi (pitture, incisioni, ecc.).
Quando ho deciso di fotografare il cielo per un anno intero, una volta al giorno, ho voluto anche sottolineare questa impossibilità di tradurre i segni-naturali..."

Un'immagine


© 2001 Meltemi editore




Elio Grazioli
Arte e pubblicità

Pag. 288, ill., Lire 45.000 - Edizioni Bruno Mondadori
ISBN 88-424-9706-1


Le prime righe

Introduzione

"Come sarà la pubblicità del futuro? Tridimensionale, olografica, virtuale, multisensoriale, avvolgente e interattiva, tanto perfettamente simile al reale da non poterla distinguere in niente? Sarà allora ancora pubblicità? Oppure la differenza, per quanto minima o 'ultrasottile' come direbbe Duchamp, è necessaria per vedere e per vendere, per convincere, suscitare pensiero e desiderio? E l'arte, si discioglierà essa pure senza soluzione di continuità nel reale o nella pubblicità, confondendovisi, sparendo del tutto come attività autonoma e differente? Non esiste infatti percezione senza desiderio e persuasione..."

Un'immagine



tavola VIII: Fortunato Depero, Squisito al selz, 1926.
Olio su tela, 150 x 200 cm


© 2001 Bruno Mondadori



Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


14 dicembre 2001