L'arte delle donne
Nell'Italia del Novecento

"L'intento di questo volume è di offrire per la prima volta uno sguardo d'insieme, di riunire, attraverso i contributi dei principali studiosi che si sono occupati dell'argomento, tratti di storia che hanno segnato, tra riconoscimenti e discriminazioni, tra visibilità ed esclusioni, in maniera spesso determinante l'arte del Novecento."

Il volume regala uno sguardo particolare sull'arte del Novecento in Italia, frutto del convegno Donne e arti visive nella cultura italiana del Novecento, organizzato dall'Associazione Nazionale Storici dell'Arte, di cui riporta gli interventi. Si tratta dunque di una raccolta articolata di studi che intende fornire una panoramica non superficiale sul tema.
Tracciare una storia dell'arte "al femminile" è impresa non semplice (tentata in passato ad esempio da Germaine Greer con Le tele di Penelope, edito da Bompiani, o nel catalogo pubblicato da Mazzotta nel 1980 L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940) per la tendenza a dimenticare e sottovalutare le molte donne che si sono cimentate in questo campo, realizzando spesso opere di grande interesse. L'arte delle donne esordisce con alcuni saggi dedicati alle protagoniste del futurismo, che sono state molte e importanti: Benedetta Cappa Marinetti, Giannina Censi, Wanda Wulz, Rosa Rosà... a parlarne sono Franca Zoccoli, Mirella Bentivoglio, Claudia Salaris, Lia Giachero e Flavia Matiti, che racconta le vicende artistiche delle allieve dilettanti di Balla. Proprio la sperimentazione futurista (con il dadaismo e il surrealismo) trasmette una sensazione di pienezza e maturità espressiva che non si limitava a una ricerca di tipo esclusivamente "artistico", ma coinvolgeva nella globalità del proprio progetto un mutamento più vasto, che non a caso vedeva coinvolte un numero così ingente di donne. L'approfondimento culturale portava a una diversa concezione del ruolo femminile anche nel campo dell'arte e rappresentava il primo grande passo verso lo "sdoganamento" della creatività femminile.
Sergio Rebora analizza un'altra realtà importante del periodo: la Federazione Artistica Femminile Italiana, nata nel 1914. Pier Paolo Pancotto allarga invece il discorso a tutta la prima metà del Novecento parlando delle presenze femminili nell'arte romana: Leonetta Cecchi Pieraccini, Pasquarosa, Eva Quajotto, Corinna Modigliani... Interessante l'approfondimento, svolto da Monica Grasso, del lavoro plastico, delle figure di donne scultrici, come Lea D'Avanzo, Renata Cuneo, Lina Aspesani. Siamo ancora nella prima metà del Novecento, scandagliata anche negli interventi di Sabrina Spinazzè sull'attività artistica durante il Ventennio e Beatrice Marconi, che incentra il suo studio su una straordinaria collezionista: Cesarina Gualino. Inaugura la parte del saggio dedicata al periodo del dopoguerra e alla seconda metà del Novecento, la testimonianza autobiografica di Marisa Volpi, cui segue un approfondito lavoro di Maria Antonietta Trasforini sulle decostruzioniste ante litteram e le artiste in Italia negli anni Sessanta e Settanta: Marilla Battilana, Mirella Bentivoglio, Lucia Marcucci, Ketty La Rocca... In questi anni le artiste si inseriscono a pieno titolo nel panorama internazionale. Molte donne si dedicano all'arte anche in qualità di organizzatrici di mostre, convegni, dibattiti, come Graziella Buontempo Lonardi, cui Daniela Lancioni dedica un lungo capitolo. Gli ultimi interventi vertono sui decenni Ottanta-Novanta e spaziano sulle nuove strade che l'arte contemporanea ha percorso: dal video alla fotografia, alla scultura espressamente museale, senza dimenticare il restauro. Autori di questi ultimi interventi sono Cloti Ricciardi, Marina Miraglia, Emanuele De Cecco, Silvia Bordini, Maria Grazia Castellano. Chiudono il volume le note conclusive di Jolanda Nigro Covre.
Unica pecca da rilevare (ma questa scelta permette di contenere il costo del libro), le illustrazioni in bianco e nero che decurtano le opere d'arte di una parte della loro bellezza e dell'equilibrio estetico dato dal colore.

L'arte delle donne nell'Italia del Novecento
A cura di Laura Iamurri e Sabrina Spinazzè
287 pag., ill., Euro 18,59 - Edizioni Meltemi (Ricerche n.9)
ISBN 88-8353-123-X


Le prime righe

Il secolo appena trascorso ha segnato un mutamento fondamentale nello statuto e nel ruolo delle artiste: se, tranne alcune rare e note eccezioni, precedentemente l'educazione artistica delle fanciulle si inseriva per lo più in un'ottica di completamento dell'istruzione e in un'attitudine di dilettantismo, è solo negli ultimi decenni dell'Ottocento che il vasto ingresso delle donne nelle Accademie di Belle Arti conduce alla formazione di professioniste che lavorano a tempo pieno ed espongono le loro opere nelle grandi manifestazioni ufficiali. Nonostante il numero - veramente imponente - delle artiste italiane attive nel Novecento, gli studi in questo settore, iniziati circa un ventennio fa, hanno fatto registrare un incremento significativo solo negli ultimi dieci anni. A differenza di quanto è accaduto nel mondo anglosassone e in molti paesi europei, in Italia le ricerche di genere nelle arti visive sono rimaste ampiamente nei limiti delle iniziative autonome dei singoli studiosi che, sebbene numerosi e spesso connessi fra loro in una intensa rete di contatti, hanno però nell'insieme sofferto di scarsa visibilità; per ragioni diverse, alcune delle quali interne ai percorsi della riflessione del movimento delle donne, nel nostro paese gli studi sulle artiste non hanno assunt le vesti istituzionali classiche del sapere accedemico (cattedre e dipartimenti universitari, musei, biblioteche - si pensi, viceversa, ad istituzioni ormai più che decennali come la Women's Art Library di Londra o il National Museum of the Women in the Arts di Washington); e se questo ha contribuito al mantenimento di una pratica orizzontale cara al femminismo, non si può non sottolineare che proprio il mancato ingresso nelle istituzioni ha reso più faticoso il riconoscimento dell'analisi di genere come adozione di un punto di vista necessario e fondamentale, in grado di fornire gli strumenti per affrontare percorsi trasversali nella storia.

© 2001 Meltemi editore


Le curatrici

Laura Iammurri, storica dell'arte, ha studiato a Roma, Siena e Milano. Si occupa di storia dell'arte contemporanea e di storia della critica d'arte del Novecento.

Sabrina Spinazzè, storica dell'arte, si è formata a Roma. Si occupa di storia dell'arte del Novecento, con particolare attenzione all'arte italiana.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


4 gennaio 2002