Edward Bunker
Come una bestia feroce

"Non provavo esattamente pentimento, e nemmeno rimorso: solo un gran tormento nei confronti del groviglio dell'esperienza umana. Quel che maledicevo in special modo era il fatto che il crimine fosse la mia sola via d'uscita."

Max Dembo, chi è costui? Un personaggio nato dalla fantasia di Edward Bunker negli anni Settanta, finito in un film di Ulu Grosbard del 1978 (Vigilato speciale, con Dustin Hoffman e Theresa Russell) e ora finalmente rientrato nelle pagine di un'edizione italiana (la prima) realizzata da Einaudi.
Max Dembo è una rivelazione, una scoperta, un nuovo eroe tragico dostoevskiano, un Raskòlnikov con meno sensi di colpa ma con il medesimo desiderio di libertà assoluta. È un alter ego dell'autore, che ha vissuto "pericolosamente" gran parte della sua esistenza (carcere compreso), approdando poi a Hollywood, come attore (Mister Blue, una de Le iene di Tarantino) e come sceneggiatore (lo splendido 30 secondi dalla fine di Konchalowsky). Hollywood (e tutta Los Angeles) è anche il luogo in cui Max Dembo si muove, la città in cui è cresciuto, il substrato metropolitano dove continuano a campare, bene o male, tutti i suoi amici. Lo conosciamo ancora dietro le sbarre, ma sappiamo che sta per uscire da quella galera, come sorvegliato speciale. Sappiamo che è pervaso di buone intenzioni, ma che ha un passato di frequentazioni che appartengono esclusivamente all'universo del crimine, della droga, della prostituzione, dello sfruttamento. Nella prima metà del romanzo stiamo con il fiato sospeso in attesa di capire come e quando avverrà la sua redenzione, come potrà entrare a far parte di quel mondo "normale" che ci pare così ovvio, facile, immediato. Ma improvvisa, a metà del libro, la verità, già prima più volte sottesa, emerge in tutta la sua durezza: per Max Dembo non c'è una nuova strada da percorrere, per lui la normalità è il crimine e non può essere diversamente. L'unica possibilità che la società gli avrebbe offerto per cambiare, per lasciare quel mondo di delinquenti che lo ha sempre circondato, viene sciupata più che da lui dal suo agente di controllo, Joseph Rosenthal, un ebreo grassoccio che dovrebbe capire "geneticamente" la sofferenza, ma che riesce solamente a esasperarlo e a stroncare la sua seppur relativa buona volontà. Come una bestia feroce Max Dembo si lascia andare alla violenza e alla rapina, circondato da un branco di altre bestie feroci che come lui non conoscono un modo diverso di vivere. Il piacere del pericolo, dell'incognita, della tensione nervosa oltre ogni limite, non può essere sostituito con nulla, supera anche l'amore (che incredibilmente fa parte dei sentimenti di quest'uomo duro e crudele). La vita oltre ogni limite è l'unica vita possibile per Max Dembo. E nel finale Bunker ci svela quanto sia vera questa affermazione.
L'eccezionalità di questo romanzo sta proprio nella capacità dell'autore di proporci con estrema naturalezza i pensieri di un uomo feroce e spietato, di farci entrare nel suo meccanismo mentale, di proporre il crimine come normalità in una California molto differente da quella "caramellosa" di molti film hollywoodiani. "Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles" lo definisce James Ellroy "un'analisi acuta e vera della psicopatologia criminale". Da leggere.

Come una bestia feroce di Edward Bunker
Tirolo originale: No Beast so Fierce
Traduzione di: Stefano Bortolussi
358 pag., Lit. 18.000 - Edizioni Einaudi (Stile libero noir)
ISBN 88-06-15695-0


Le prime righe

Parte prima

I

Seduto sul cesso senz'asse nel retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo: "Domattina sarò un uomo libero". Ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto calendari sfogliati in prigione era tutt'altro che sfrenata. La lucidatura delle orrende scarpe non era tanto tesa a migliorarne il loro aspetto, quanto ad alleviare la mia tensione. Ero più nervoso nell'affrontare il rilascio sulla parola di quanto ero stato al mio ingresso, così tanto tempo prima. Mi aiutava un poco sapere che simili apprensioni erano comuni, anche se spesso smentite, da uomini per i quali il mondo esterno si era fatto sempre più vago e distante a mano a mano che gli anni passavano. Fate trascorrere a un uomo un numero sufficiente di anni in prigione e lo ritroverete disorientato nell'affrontare la libertà quando un frate trappista gettato nel bel mezzo della vorticosa New York. Se non altro il frate avrebbe la fede a sostenerlo, mentre l'ex prigioniero non possiederebbe altro che il ricordo di un passato fallimento, della galera, e la cocente consapevolezza di essere un "ex detenuto", un reietto della società.
Terminate le scarpe le sistemai sotto la cuccetta e mi alzai. La cella era piccola, larga meno di un metro e mezzo. La cuccetta occupava così tanto spazio che quando vi passavo accanto per avvicinarmi alla porta con la spalla il muro. Quante ore avevo passato in quella cella? Dalle quattro del pomeriggio alle sette del mattino successivo, per otto lunghi anni. Non riuscivo neanche a calcolarlo. Quella notte la cella appariva particolarmente spoglia. Avevo ceduto la mia piccola raccolta di libri, il tappetino intrecciato, il sapone, la crema da barba e il dentifricio: in pratica tutto. - Fanculo - borbottai senza alcuna ragione, senza un obiettivo specifico. Guardai oltre le spalle: erano quindici, così vicine fra loro che soltanto una mano e un polso vi sarebbero passati attraverso. Attorno alla mia c'erano altre cinquecento celle, la maggior parte delle quali conteneva due celle, la maggior parte delle quali conteneva due prigionieri (ero riuscito a strappare una sistemazione singola soltanto dopo cinque anni), tutte chiuse per la notte.

© 2001 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Edward Bunker ha pubblicato questo romanzo nel 1973, dopo aver passato molta parte della sua vita in prigione, in diversi istituti di pena, tra cui Folsom, considerato il carcere più duro della California. Ha pubblicato vari altri romanzi (tra cui Cane mangia cane) e una autobiografia, considerata un vero evento letterario, di prossima pubblicazione. È stato uno degli interpreti di Le iene, di Quentin Tarantino. Dal libro Come una bestia feroce è stato tratto il film Vigilato speciale, con Dustin Hoffman.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


14 dicembre 2001