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Cosa leggono gli scrittori

Questa volta vogliamo proporvi l'opinione di alcuni scrittori. Abbiamo chiesto loro un accenno alle letture di formazione e un breve elenco di titoli che abbiano segnato non solo la loro esperienza di lettori, ma anche quella di autori. Ecco cosa ci hanno risposto Michael Chabon, Gaia De Beaumont, Nathan Englander, Petros Markaris e Arto Paasilinna. Ma questa ricerca proseguirà nei prossimi mesi con altri scrittori e sempre nuove risposte.

Quali sono i suoi autori preferiti e quelli fondamentali per la sua scrittura?

Michael Chabon
Gli autori a cui mi sono ispirato maggiormente sono Gabriel Garcia Marquez e Marcel Proust, ma ho amato in generale gli autori dotati di un forte senso lirico, ma anche di grande precisione. Tutti i romanzi che preferisco devono contenere questa passione per la scientificità della scrittura insieme a un romanticismo letterario lirico.

Gaia De Beaumont
Se penso agli scrittori italiani, mi viene in mente Aldo Busi. Apprezzo molto anche l'opera di Aldo Nove... Potrei forse dire che amo gli autori più stravaganti. Fondamentale nella mia formazione di scrittrice è stata Dorothy Parker con la quale condivido, tra l'altro, la nazionalità americana. Ho scritto anche un libro su di lei: è la mia autrice preferita in assoluto perché ha scritto storie straordinarie con una grande semplicità apparente, che nasconde però una grande complessità.

Nathan Englander
Amo molto gli autori russi come Dostoevskij e Gogol (forse il mio preferito in assoluto). Ma tra i miei autori di formazione non posso dimenticare Kafka. Se devo invece parlare di autori contemporanei direi: David Grossman, Raymond Carver, Joseph O'Connor... e potrei continuare all'infinito.

Petros Markaris
Sono moltissimi gli scrittori che leggo con passione: amo particolarmente Simenon, ma mi piacciono molto anche Raymond Chandler e Camilleri. Sono molto vicino agli scrittori dell'area del Mediterraneo: ad esempio quando leggo le avventure di Montalbano riesco a capire il senso di certi ragionamenti e a seguire il suo percorso. Ci sono ottimi scrittori di gialli del Nord Europa, ma li sento troppo lontani, mentre Camilleri mi è vicino perché siamo figli della stessa società. D'altra parte devo dire che lo scrittore che mi ha più influenzato è stato Ed McBain: il modo in cui ho costruito il personaggio di Karitos trae spunto dai poliziotti che lui descrive, che sono poveracci, anche se lui è un autore molto "arrabbiato", mentre in me c'è ironia e sarcasmo.

Arto Paasilinna
Non voglio parlare di un libro o di un autore in particolare: ci sono tantissimi autori finlandesi che mi hanno influenzato, ma soprattutto sono stato affascinato dalla nostra epopea nazionale, che sta alla base de Il figlio del dio del tuono. Se dovessi dire un nome forse citerei Jaroslav Hasek perché mi piace la sua scrittura, ma da lui non ho preso ispirazione. Sono molto attento a non farmi influenzare.

A cura di Grazia Casagrande e Giulia Mozzato


30 novembre 2001