Lorenzo Villoresi
L'arte del bagno
Una guida al più sensibile rito del corpo

"Questo libro è nato, qualche anno fa, da un'idea di Mario Spagnol: io ho seguito le sue indicazioni e i suoi suggerimenti e ho creato, insieme ad amici e collaboratori, un percorso sul rito del bagno, che contenesse, oltre a spunti storici e riflessioni teoriche, soprattutto ricette per bagni aromatici, terapeutici, di bellezza."

Sdrammatizziamo un po' il momento. Sciogliamo la tensione che ci accompagna prendendo in mano questo volumetto e seguendo i consigli dell'autore. Non sempre leggere è un impegno esclusivamente intellettuale, qualche volta può tradursi in "pratica", utile e perché no divertente. Ecco un manuale che contemporaneamente ci racconta la storia di un uso antico come il bagno e il modo di farlo diventare "costruttivo" dal punto di vista della salute psico-fisica. Mara Amorevoli, nelle pagine introduttive, parte con un'immersione totale nella tradizione raccontando l'evoluzione dell'uso del bagno. Da un rapporto quasi mistico con l'acqua che caratterizza tutte le culture antiche dove "affondano i segreti dell'esistenza, della nascita, della crescita, della fertilità" e dove le abluzioni assumono precise funzioni religiose (basti pensare il rapporto che ancora oggi lega gli indù con le acque del Gange) a quello più concreto che ha dato origine a reti idriche nei paesi arabi, a stabilimenti balneari nell'antico Egitto, alle mirabili canalizzazioni romane. Tutti conosciamo la storia degli impianti balneari e delle terme pubbliche dotate di calidarium, tepidarium e frigidarium, che accompagnavano la vita degli antichi romani, del resto in alcuni casi forniti di bagni privati all'interno delle abitazioni. Il Cristianesimo ha portato alla messa al bando di queste usanze pagane troppo incentrate sul piacere fisico, e per ritrovare davvero l'uso del bagno legato a un'immagine nuova del corpo, dobbiamo arrivare al XVIII secolo. "La vasca assurge a ruolo di richiamo sensuale nelle dimore più lussuose, senza ricoprire allusione alcuna all'elementare pratica della pulizia", ma contemporaneamente il rapporto con l'acqua diventa sinonimo di salute, cura, benessere. Mentre sino a tutto il XIX secolo il bagno è ancora una pratica d'élite, la storia del Novecento porta con sé anche il diffondersi graduale e costante di questa abitudine, facilitata dalla presenza sempre più diffusa dei bagni all'interno dei singoli appartamenti.
Sulla traccia di questa storia Villoresi racconta gli usi e le tradizioni che legano l'umanità alla pratica del bagno: dal bagno turco alla sauna finlandese, dal furo giapponese ai bagni di fieno, argilla o fango, dai bagni marini a quelli calmanti, a quelli curativi ed emollienti. Per tutti suggerisce il modo di fare propria questa tradizione e di riprodurla anche in casa. Divertente il capitolo dedicato ai personaggi celebri: da Alessandro Magno a Lucrezia Borgia a Madame Pompadour, per citarne solo alcuni, di cui ci svela i segreti del rito del bagno e il modo per imitarli. Il manuale termina con i bagni mitici, da Circe agli Iperborei al celeberrimo latte di Cleopatra e i bagni dello spirito, che rigenerano corpo e mente.

L'arte del bagno. Una guida al più sensibile rito del corpo di Lorenzo Villoresi
173 pag., Lit. 25.000 - Edizioni Ponte alle Grazie
ISBN 88-7928-550-5


Le prime righe

Breve storia del bagno

La pratica del bagno è contrassegnata dal mutare di usi e consuetudini nel corso dei secoli. Antica quanto l'uomo, essa è presente in ogni civiltà, ma solo in tempi a noi vicini è associata alla cura del corpo e all'igiene. Ancor prima, il bagno, anzi l'uso dell'acqua, è sinonimo di vita, purificazione e rigenerazione.
All'inizio il rapporto con l'elemento acqua fu contrassegnato da religioso stupore, incanto e timore. Sostanza fecondativa per eccellenza, l'acqua, carica anche di valenze oscure e arcane, si manifestava come perfezione e totalità. Un mondo incommensurabile, che appartiene al mito, alla scoperta di quella non-terra, il mare, apparsa all'uomo senza limiti, entità inafferrabile e inesauribile.
Vi fu quindi un momento in cui il contatto con l'acqua - le "abluzioni" - divenne rito su cui vegliavano sacerdoti e medici. Bagnarsi in quel flusso inarrestabile era un atto religioso presso i popoli della Mesopotamia, gli egizi, gli ebrei, i cretesi e i greci. Non vi era cerimonia che non fosse accompagnata da lavacri purificatori, bibliche immersioni in acque correnti, iniziazione attraverso rituali ben precisi. Così avveniva sulle sponde del Tigri e dell'Eufrate, sul Nilo prodigo di fertile limo, nelle acque del mar Rosso, che si aprirono prodigiosamente a Mosé, sulle spume del mare Egeo, da cui nacque Afrodite, sul "Biondo" Tevere che cullò gli albori della civiltà romana.
Il bagno rappresentò sicuramente la conquista dell'elemento acquatico, lo stabilirsi del governo dell'uomo su tutto quello che di potere, creazione, bellezza e fascinazione poteva derivare dal contatto con le onde del mare, con i flutti di un fiume, col mormorio di una sorgente o con l'inspiegabile evento della pioggia. L'accostarsi a questa potenza misteriosa segnò l'inizio di ogni civiltà; una svolta importante e vitale quanto il dominio del fuoco che, secondo la mitologia greca, Prometeo aveva assicurato agli uomini.
Ogni cultura ha sviluppato simbolismi, rappresentazioni e concezioni assai diversi intorno all'acqua, ma per tutte è oggetto di culto, metafora universale di fertilità, intesa come oceano primordiale, linfa creatrice, latte che sgorga inesauribile dalla Terra madre e sorgente magica di ogni forma di vita.

© 2001 Ponte alle Grazie


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


6 dicembre 2001