Andrea Carraro
La lucertola

"La lucertola è ancora immobile e io faccio sempre più fatica a tenere gli occhi aperti con questa luce accecante. Se allungassi una mano, o battessi forte il pugno sul muro, magari scapperebbe via: ma l'evento così sarebbe pilotato."

Se Il branco è stato un libro scioccante, se A denti stretti ha turbato in profondità i lettori, così come è avvenuto per tutti i più recenti romanzi di Carraro, di certo questa raccolta di racconti conferma la vocazione dell'autore a colpire i punti dolenti dell'umanità "malata" che descrive.
Un sobborgo, una famiglia proletaria, un onore coniugale che deve essere difeso secondo leggi violente e primitive: questo è il clima in cui si svolge la tragica vicenda del primo racconto, Il balcone. Una giovane donna, colta in fragrante adulterio dal cognato, viene legata seminuda, alla gogna dell'intero paese, sul balcone della misera casa dalla coalizione di suocera e cognato. Il marito, che non aveva reagito con la violenza pretesa dalla famiglia alla notizia del tradimento, ascolta, sempre più sconfitto e silenzioso, i particolari dell'adulterio che il fratello racconta, sente l'accusa di tentato stupro che la moglie rivolge al suo aguzzino, assiste muto alla derisione della madre, alla collera dell'intera famiglia e si scuote solo quando la "peccatrice" viene trascinata sul balcone e additata alla pubblica condanna. Sono le lacrime, le implorazioni della donna, in realtà l'amore che prova per lei, che fanno uscire l'uomo dall'apatia in cui era caduto: si scaglia contro il fratello, gli punta contro un fucile, lo uccide.
Nel secondo racconto i personaggi appartengono a una classe sociale diversa, sono due borghesi, belli e annoiati, genitori di una bambina piccola. Tra loro non c'è un rapporto profondo, c'è anzi vivo nella memoria un tradimento non ancora cancellato. Della vita della coppia vengono colti due momenti particolari: quando in estate, per superficialità colpevole, mettono a repentaglio la vita della piccola; e (questo fatto è successivo di qualche mese) quando abbandonano, senza soccorrerlo, un ragazzo che hanno gravemente ferito, investendolo con la macchina. La dinamica in tutte e due le occasioni è simile: solidali nell'evitare problemi, anche in modo criminale, divisi quando la sofferenza li tocca personalmente. Banali, egoisti, scontenti, questi personaggi (in particolare la donna) non hanno scrupoli morali, rappresentano la diffusa categoria dei mediocri che riescono a compiere con leggerezza, per non avere problemi, anche gesti criminali.
Il terzo e il quarto racconto sono brevi e intensi. L'altalena, ultimo nella raccolta, vede un gruppo di ragazzi annoiati cercare in una rudimentale altalena un'ebbrezza che li sappia soddisfare: noia, mancanza di fantasia, pochezza di interessi e la sfida, il pericolo, il rischio come unica spinta vitale. Tra bestemmie e risate il ragazzo sull'altalena sembra voler toccare il cielo: il suo balzo non lo porterà fino agli dei, ma a rovinare per terra, in mezzo alla sterpaglia della periferia romana.
Una nota comune di tutti i racconti è la considerazione che in una vita qualsiasi basta un attimo per trasformare un individuo insignificante in mostro, che la famiglia è il luogo del malessere, infine che la morte ci accompagna sempre, che possiamo richiamarla o provocarla con gesti quotidiani, con un attimo di distrazione, con la superficialità e l'egoismo: il giudizio sugli uomini e le donne di questo nostro tempo è davvero severo, Carraro non elargisce né giustificazioni, né pietà.

La lucertola di Andrea Carraro
134 pag., Lit. 22.000 - Edizioni Rizzoli (La Scala - Sintonie)
ISBN 88-17-86832-9


Le prime righe

IL BALCONE

Come scatta la serratura del portone, questo si apre di schianto, tirato dall'interno e nel vano oscuro compare una faccia pallida e spiritata.
Basilio, spaventato, balza indietro di un passo e libera un urletto. La madre lo fissa con gli occhi fuori dalle orbite, la bocca storta, i capelli grigi e infeltriti che si alzano in una cresta da gallo proprio nel mezzo della nuca.
"Ch'è successo, a ma', che ci hai?"
"Vie' dentro, vie' dentro!" fa la donna concitata, mulinando a mezz'aria uno straccio da cucina.
"È successo qualcosa, a ma', parla!"
Così dicendo muove due passetti incerti verso di lei, ma la donna non si scansa, irrigidita come un pupazzo nella posa precedente.
"Quella sgualdrina, quella sgualdrina..." dice fra i denti. Poi si copre teatralmente la bocca col palmo della mano, indica con l'altra, inguainata nello straccio, il pianerottolo debolmente illuminato, e continua in falsetto, "Vie' dentro, ci manca solo che ci sentono...".
Finalmente si scansa e lo lascia passare. Lo aiuta a togliersi il giaccone, lo afferra per un braccio e lo conduce in soggiorno, barcollando sull'arto sciancato. Mentre lui si siede, piglia un bicchiere di rosso già pronto sopra il tavolo, glielo porge.
"Parla, a ma', ch'è successo?..."
"Bevi, prima..."
"Ma perché..."
"Bevi, t'ho detto!"
Basilio si porta controvoglia il bicchiere alle labbra e ne butta giù tutto d'un fiato metà del contenuto.
"Allora, a ma', parla adesso... Ch'è successo?..."
La donna gli si siede accanto. Gli toglie di mano il bicchiere e lo poggia con flemma sul tavolo. Quindi, sistemando macchinalmente la brocca verde sopra il centrino traforato, dice:
"Se n'è andata, quella sgualdrina..."
"Ma di chi stai a parla', spiegati..."
"Di Nora, di Nora!" urla la donna, fissandolo invasata, "di chi vuoi che sto a parla'..."
La faccia larga di Basilio diventa livida, si contrae rabbiosa.

© 2001 RCS Libri


L'autore

Andrea Carraro (Roma 1959) è autore di quattro romanzi: A denti stretti, Il branco da cui Marco Risi ha tratto l'omonimo film nel 1994, L'erba cattiva, La ragione del più forte. Collabora con l'Unità.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


30 novembre 2001