Håkan Nesser
La rete a maglie larghe

"Quel professore un po' folle aveva davvero spinto la testa della moglie sott'acqua, tenendovela così a lungo da ucciderla? Due minuti? No, non bastavano... tre minuti, tre minuti e mezzo... Van Veeteren dubitava. E il dubbio non gli piaceva."

È sorprendente essere sorpresi da un giallo. Ma non avevamo già letto tutto? O meglio, non era già stato scritto tutto (e molto ripetuto) in materia di thriller? Eppure La rete a maglie larghe ci imprigiona subito tra i suoi fili, con una semplicità al tempo stesso disarmante e affascinante. E scopriamo che una storia "di genere" può essere ancora oggi nuova, originale. Sin dalle prime righe conosciamo uno dei protagonisti, Janek Mitter, e subito capiamo che per lui le cose non vanno molto bene. Non solo si risveglia in piena amnesia e fisicamente in pessimo stato per i postumi di una grossa sbornia, ma per di più, trascinandosi faticosamente nelle altre stanze dell'appartamento, scopre il cadavere della moglie Eva. I sospetti si concentrano subito su di lui e l'incarcerazione è inevitabile. Ma Janek, un "normale" professore di liceo di una generica cittadina del Nord, non ricorda davvero cosa sia accaduto in quella casa. L'unica certezza che sente dentro di sé è quella di non essere l'autore del delitto. Rüger, il suo avvocato, non crede molto nella sua innocenza, anche se per dovere di difesa cerca di convincersene. Anche il commissario che si occupa delle indagini parte piuttosto prevenuto nei suoi confronti, ma presto intuisce che la strada da seguire è un'altra. Si chiama Van Veeteren e noi sappiamo che sarà al centro di altri romanzi di Nesser (una vera "serie"). Ha cinquantadue anni, è separato "a fasi alterne" dalla moglie, che al momento prevede stia per ritornare a casa, ha due figli non facili. Il maschio sta addirittura scontando una condanna per traffico di stupefacenti. È insomma, come nella migliore tradizione del genere poliziesco, un uomo con una vita privata non facile, appassionato del suo lavoro, deciso a fare in modo che la giustizia trionfi davvero. Ma potrà trionfare al termine del processo in corso contro Mitter? Le indagini proseguono parallelamente alle udienze, e, mentre le cose si mettono abbastanza male in aula, all'esterno l'inchiesta, incentrata prevalentemente sui colleghi del professore e della moglie, anch'essa insegnante nel medesimo liceo, prende un indirizzo interessante e nuovo. Ma nel frattempo le carte si mescolano nuovamente e se la figura di Eva Ringmar rimane a lungo poco più di un'ombra per Van Veeteren, "i contorni dell'assassino restano ancora più indefiniti. L'ombra di un'ombra". Anche perché inaspettatamente Mitter esce di scena...
Un giallo da non perdere che, specie nella seconda parte, assume i contorni del romanzo psicologico e che lascia nel lettore il desiderio di conoscere meglio quel commissario un po' burbero ma dotato di una grande sensibilità.

La rete a maglie larghe di Håkan Nesser
Titolo originale: Det grovmaskiga nätet
Traduzione di: Carmen Giorgietti Cima
252 pag., Lit. 26.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 888-8246-354-0


Le prime righe

I

Sabato 5 ottobre - Venerdì 22 novembre

1

Si svegliò, e non ricordava più il proprio nome.
Era pieno di dolori. Fasci di fiamme gli roteavano nella testa e in gola, nel ventre e nel petto. Cercò di deglutire ma non andò oltre un tentativo. La lingua gli si era incollata al palato. Bruciava e doleva.
Gli occhi pulsavano. Sembravano volersi espandere fuori delle orbite.
Come per nascere, pensò. Io non sono nessuno. Solo un grande ammasso di sofferenza.

La stanza era immersa nel buio. Cercò a tastoni con il braccio libero, quello che non giaceva intorpidito e trafitto da aghi pungenti sotto il suo corpo.
Sì, ecco un tavolino da notte. Un telefono e un bicchiere. Un giornale. Una sveglia...
La sollevò, ma a metà strada gli scivolò di mano e cadde sul pavimento. Lui cercò un attimo alla cieca, riuscì di nuovo ad afferrarla e se la portò vicinissima al volto.
Il quadrante della sveglia era vagamente fosforescente.
Le otto e venti. Di mattina, presumibilmente.
E lui ancora non sapeva chi fosse.

Di sicuro non gli era mai successo prima. È vero che gli era capitato di svegliarsi e non sapere dove si trovasse. O quale giorno fosse. Ma il suo nome... aveva mai perso per strada il suo nome?
John? Janos?
No, ma qualcosa di simile.
Doveva esserci da qualche parte nei recessi della mente, non soltanto il nome ma tutto... vita e miracoli e circostanze attenuanti. Stava lì, in attesa. Dietro una membrana sottile che sarebbe stata lacerata da quel qualcosa che ancora non si era destato. In realtà tutto questo non gli dava nessuna preoccupazione. Quanto prima avrebbe saputo.
Forse non era cosa tale da meritare un'attesa.

D'improvviso il dolore dietro gli occhi si intensificò. Poteva essere stato il lavorio mentale a provocarlo; in ogni caso, tutt'a un tratto era lì. Incandescente e spaventoso. Un urlo di carne.
Nient'altro aveva importanza.

© 2001 Ugo Guanda Editore


L'autore

Håkan Nesser è nato nel 1950 a Kumla, cittadina della Svezia centrale. Dopo aver insegnato lettere in un liceo, con lo straordinario successo ottenuto dai polizeschi della serie del commissario Van Veeteren si è dedicato esclusivamente alla scrittura. Nel 1999, con Carambole, il settimo della serie, ha vinto il premio Glasnyckeln come miglior romanzo polizesco dell'anno di tutta la Scandinavia.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


16 novembre 2001