Pupo

Cantante di successo, Pupo (nome d'arte di Enzo Ghinazzi) è da alcuni anni ospite fisso nella popolare trasmissione Quelli che il calcio.
È spiritoso e autoironico, e non si è tirato indietro di fronte alle nostre domande. Anzi, si è dimostrato un appassionato lettore. E alcuni titoli che cita siamo certi vi stupiranno.


Quali sono stati i tuoi libri di formazione? Cosa leggevi da ragazzo?

Intorno ai 12-13 anni leggevo Vasco Pratolini. Cronache di poveri amanti, Le ragazze di San Frediano, Un eroe del nostro tempo, Lo scialo... Ho continuato a leggere autori italiani anche negli anni successivi: da Verga a Moravia. È quello che mi succede anche con la musica: ascolto solo musica italiana.

E dopo?

Dopo ho passato un lungo periodo in cui leggevo solo settimanali e quotidiani. Non avevo più il tempo di dedicarmi alla lettura dei libri. Ho ripreso solo recentemente, appassionandomi alla new age. Ho amato molto Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach e La profezia di Celestino di James Redfield. Uno dei miei autori preferiti è Raymond Moody.

Un libro fondamentale?

Un uomo di Oriana Fallaci.

Gli ultimi libri letti?

Due romanzi di Daniel Pennac con protagonisti Benjamin Malaussène e la sua famiglia. Ma li ho letti faticosamente, su suggerimento della mia compagna. Generalmente leggo poco i contemporanei, preferisco i classici.

Un libro da regalare?

Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Alla fine della lettura restano sensazioni incancellabili. Ma credo che ormai siano pochi quelli che non l'hanno letto...

A cura di Giulia Mozzato


2 novembre 2001