Eliette Abécassis
Ripudiata

"Quest'uomo è un tuo studente e si chiama Nathan. E quest'uomo che non è né più bello né più ricco degli altri è l'uomo che mi hai dato. E quest'uomo, io l'ho amato. Per favore, non togliermelo. Non togliermelo. O morirò."

Sono giorni questi in cui il tema del fondamentalismo è dibattuto da ogni mezzo d'informazione, ma si fissa l'attenzione quasi unicamente su quello islamico, dimenticando che nel mondo vi sono altre forme, altre esasperazioni dell'esperienza religiosa altrettanto discutibili e pericolose. L'autrice di questo romanzo analizza un "caso", uno dei tanti, in cui l'ortodossia ebraica condiziona in modo drammatico la vita di una coppia.
Da questo romanzo, che è stato finalista di prestigiosi premi letterari (il Grand Prix du Roman de l'Académie Française e il Prix Femina) in Francia, è stata anche tratta la sceneggiatura di Kadosh, diretto dall'israeliano Amos Gitai che, con questo film, chiude la sua trilogia dedicata alla modernità in Israele. Le opere precedenti del regista sono Devarim ambientato a Tel Aviv sulla generazione dei quarantenni, Giorno dopo giorno che colloca la vicenda a Haifa città mista di israeliani e palestinesi, mentre in quest'ultimo l'azione è collocata a Gerusalemme, centro delle tre grandi religioni monoteiste.
La storia vede una giovane donna, Rachel che è andata sposa per imposizione familiare, come la rigida legge ortodossa vuole, a un uomo che ha visto solo il giorno delle nozze, ma di cui si innamora perdutamente. Anche il marito, Nathan, è completamente travolto dalla passione per quella sposa impostagli ma, pur con dolore, finisce con l'accettare la regola che obbliga l'uomo a ripudiare la moglie se, dopo dieci anni di matrimonio, non gli ha dato figli.
Rachel segue con assoluto rigore tutte le norme comportamentali a cui la vincola l'ortodossia: un abbigliamento che nasconda ogni bellezza del suo corpo, un foulard che copra i capelli, rapporti coniugali a luci spente, bagno purificatore dopo il ciclo mestruale durante il quale si deve considerare un'"intoccabile", una reietta. La donna, innamoratissima di Nathan, condivide il rispetto di ogni pratica religiosa, come la frequentazione assidua della sinagoga, la preghiera lungo il Muro del pianto, la sacralità assoluta del sabato, la supremazia del maschio e la naturale inferiorità della donna nei rapporti interpersonali e sociali, l'autorità del nucleo familiare nelle scelte fondamentali della vita; così ha introiettato anche la legge che farà di lei una donna ripudiata, una reietta nel gruppo di ebrei all'interno del quale vive nel quartiere ortodosso di Gerusalemme. La donna protegge però l'amore della sorella Naomi per un giovane che la famiglia non accetta perché soldato, ma successivamente, quando verranno imposte alla ragazza le nozze con il grasso Yossef, le consiglierà l'obbedienza. Consiglio che non sarà accettato perché Naomi farà una scelta di ribellione e fuggirà, abbandonando il gruppo e le scelta di vita di quella collettività, dall'amatoYacov. Per Rachel non c'è spazio per la rivolta: anche se sa che la sterilità non dipende da lei ma dal marito, rifiuta di rivelarglielo temendo di umiliarlo e con strazio infinito accoglie la dimensione di ripudiata e assiste, celata dietro al divisorio in legno che separa nel tempio le donne dagli uomini, alle nuove nozze dell'amato Nathan.
La violenza di una religione che non rispetta i sentimenti umani, la discriminazione che fa di una donna un oggetto votato alla riproduzione e un possesso del marito, scandalizzano coloro che si sentono liberi da tali coercizioni. L'Occidente ha assistito per lunghi anni alla condizione disperata delle donne afghane, conosce la pratica diffusa dell'infibulazione, sa l'orrore delle spose deturpate dall'acido in Pakistan e l'uccisione rituale delle vedove in India, eppure tutto ciò provoca la reazione del razionale Occidente solo quando viene toccato un interesse preciso.
Questo libro, così come è avvenuto per il film, è un atto di denuncia, una provocazione che non può essere ignorata da chi si senta in dovere di combattere per la tutela dei diritti umani, ovunque questi vengano calpestati.

Ripudiata di Eliette Abécassis
Titolo originale: La répudiée
Traduzione di: Francesco Bruno
122 pag., Lit. 18.000 - Edizioni Marco Tropea (I Mirti)
ISBN 88-438-0300-X


Le prime righe

1

Oggi compio ventisei anni. Fra poco saranno dieci anni che sono sposata con Nathan. Mia sorella Naomi ha ventidue anni. È una giovane minuta con lunghi capelli scuri, carnagione olivastra e occhi quasi a mandorla. Ha ventidue anni ed è arrivato il momento che si sposi. Ma lei non è innamorata di uno chassid. Ama Yacov, che ha lasciato il nostro quartiere, lo ama dall'età di sedici anni. È arrivato il momento che si sposi e lei vuole sposare Yacov, quello che le ha preso il cuore. Qui, però, nessuno vuole sentir parlare di lui perché è andato militare. Il Rabbi dice che è un abominio servire questo paese che lui si rifiuta perfino di nominare, dicendo che ne riconoscerà l'esistenza soltanto dopo l'avvento del Messia.

Abitiamo a Gerusalemme, ma in realtà non siamo qui. Siamo altrove. Non siamo in nessun luogo. Siamo a Mea Shearim. Tra la città vecchia e la nuova: è un quartiere con case basse, cortili che s'intersecano, entrate infinite, sottopassaggi privati, stanzette, mansarde o cantine, balconi di ferro battuto, interni, esterni, enclave segrete. Entrate, venite fra noi, vedrete i chassidim dal passo frettoloso, nelle yeshivah dove si studia di notte, di giorno e ancora di notte. Entrate, dunque, guardate questi uomini con i cernecchi, le levitiche e le barbe nere. Entrate a capo coperto, ma entrate, tanto qui non si fa altro che entrare, cortile dopo cortile, corridoio dopo corridoio, bottega e retrobottega, entrate dunque, e passerete dall'altra parte dello specchio di questo paese che non si osa nominare. Eppure, siamo nel cuore d'Israele, al centro di Gerusalemme, vicino alla porta di Damasco e al quartiere arabo della città vecchia. Entrate, allora, e forse possederete l'avvenire, come noi, se incontrerete l'entusiasmo, e forse saprete perché il mondo fu creato. Ma questo è un segreto che possono apprendere soltanto coloro che entrano, insieme, sabbia e mare, in questa vasta famiglia, cui apparteniamo. Entrate, dunque, e guardate: siamo tutti uguali con i nostri indumenti scuri, l'andatura frettolosa, e soprattutto gli occhi, stelle spossate da notti e notti di veglia.

© 2001 Marco Tropea Editore


L'autore

Eliette Abécassis, nata nel 1969 a Strasburgo, insegna filosofia di Caen. Dopo il successo di Qumran, tradotto in diciotto paesi, ha pubblicato L'oro e la cenere. Ripudiata è stato finalista al Grand Prix du roman de l'Académie française e al Prix Fémina. Dal romanzo l'autrice ha tratto la sceneggiatura del film Kadosh (1999), del registra israeliano Amos Gitai.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


2 novembre 2001