Dominique Frischer
Che cosa sognano le ragazze

"Probabilmente la mia generazione non è altrettanto fiduciosa, viste le opportunità limitate per il futuro. Noi siamo più con i piedi per terra, ma loro almeno sapevano meglio di noi per che cosa lottare". (Marie)

Questo volume è il frutto di una ricerca condotta da una psicosociologa, nota in Francia anche per documentari televisivi e trasmissioni di informazione, oltre che per numerosi saggi. Si struttura in tre diverse sezioni: la prima contiene un'analisi della generazione delle ragazze prese in esame, cioè quelle dai 18 ai 25 anni circa; la seconda, le considerazioni che l'autrice deduce dalla ricerca sui sogni e le aspettative, private e pubbliche, di queste ragazze. Queste due prime parti sono precedute da un'introduzione che presenta i temi e le modalità della ricerca, dando anche alcuni riferimenti storici sull'interesse per il mondo femminile giovanile.
La terza, ampia, parte propone gli interventi diretti di un gruppo eterogeneo di ragazze. Le intervistate, di diversa provenienza sociale e di disomogeneo livello culturale, parlano di sé, delle consapevolezze sul proprio genere, delle aspettative e dei progetti sul futuro.
In conclusione la Frischer tira le somme, giunge insomma ad alcune considerazioni generali dedotte dai contributi offerti dalle varie ragazze.
Quindi, senza nessuna volontà didascalica, ma con il brio di una narrazione, questo saggio offre uno spaccato generazionale che, pur essendo francese e prevalentemente parigino, in realtà può essere riutilizzato per meglio capire le ragazze che in tutta Europa stanno attraversando un analogo momento storico-culturale.
Il femminismo appare a quasi tutte un momento lontano: ammirano, ma non imitano le paladine della parità. Alcuni diritti appaiono ormai acquisiti, altri sembrano poco interessanti e soprattutto non valevoli di una battaglia faticosa e dall'esito incerto. Recuperato il valore della maternità, considerata da quasi tutte un importante completamento della loro identità, le nuove ragazze non sembrano né ansiose di raggiungere una totale autonomia economica, né di instaurare una relazione di coppia definitiva. La scelta più diffusa piuttosto è quella di darsi il tempo necessario al completamento della propria personalità (il sentirsi "ragazze" supera i confini tradizionali, giungendo talvolta fino ai trent'anni), alla formazione intellettuale o professionale, al raggiungimento di un equilibrio che permetta di conseguire un discreto livello economico senza per altro dover rinunciare alla costituzione di una famiglia. Questo messaggio di grande concretezza non preclude al peso e al significato dato dalle ragazze a sogni, amore, bellezza, ma c'è un atteggiamento quasi di difesa, un certo distacco come se non volessero farsi travolgere o cadere nell'errore opposto di un rifiuto assoluto di modelli antichi. Eppure queste ragazze fanno parte di quella generazione spesso vittima di disturbi alimentari di tipo psicologico, anoressia e bulimia, vengono da famiglie problematiche, vivono in un contesto violento e difficile, la società che le circonda non offre una reale parità tra sessi (ma ben poche considerano questo degno di battaglie) così l'equilibrio e la freddezza che talvolta dimostrano è forse apparente, frutto estremo di paure e insicurezze mimetizzate, oppure si è operato una specie di assestamento "biologico" che permette loro di convivere e misurarsi con l'esistente.

Esistono siti e pagine in rete interessanti per quanto riguarda la condizione femminile oggi, tra quelli in lingua italiana:

Azioni nel quadro della campagna europea di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti della violenza contro le donne
GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA' EUROPEE N.C 180 del 25.6.1999

Il portale delle donne

Associazione Orlando

Il sito delle Streghe

Donna 2000

Che cosa sognano le ragazze di Dominique Frischer
Titolo originale: À quoi rêvent les jeunes filles?
Traduzione di: Gaia Amaducci e Simona Mambrini
319 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Pratiche (Nuovi Saggi)
ISBN 88-7380-690-2


Le prime righe

Introduzione

Che cosa sognano le ragazze del duemila? Quali sono le speranze, le aspirazioni, le aspettative di quelle privilegiate che, grazie alle conquiste femministe degli ultimi trent'anni, rappresentano la prima generazione che dovrebbe ormai disporre degli stessi diritti dei ragazzi? Chi sono queste sconosciute che soltanto di recente hanno cominciato ad attirare l'attenzione dei sociologi? Sono sentimentali, ambiziose, ciniche, determinate, pragmatiche o disorientate di fronte alle diverse opportunità che si offrono loro in un'epoca in cui si sente spesso dire che il desiderio di maternità prevale su quello di successo professionale?
Quali territori, quali diritti, quali privilegi ambiscono ancora conquistare? In una realtà in piena mutazione, quale società vogliono costruire? Quali sono le loro priorità? Quali i valori che intendono privilegiare? Quali ruoli assumeranno in un prossimo futuro, avendo la possibilità di imporre, non soltanto una nuova immagine della donna e nuovi rapporti tra i sessi, ma anche una progressiva evoluzione delle attuali norme sociali?
Dopo secoli di assoggettamento e alienazione, il formidabile salto in avanti e le conquiste raggiunte dalle donne in pochi decenni spingono a domandarsi se il terzo millennio vedrà il trionfo di valori cosiddetti femminili, dopo che la società è sempre stata sottomessa alla supremazia maschile fin dalla notte dei tempi.
È il caso di rammentare che soltanto nel 1861, e in via del tutto eccezionale fu concesso a una ragazza di sostenere il bac, il diploma di scuola superiore, e di conseguire così un titolo che le avrebbe permesso di diventare la prima donna ad accedere all'università. Sei anni dopo, nel 1867, un'altra seguirà le sue orme e sarà ricordata come la prima donna iscritta alla facoltà di Scienze. L'anno successivo, seppure tra mille difficoltà, quattro studentesse accederanno alla facoltà di Medicina. Nel 1884 le donne conquistarono anche la facoltà di Legge e, nel 1893, quella di Farmacia. Ma bisognerà attendere il 1944 per ottenere il diritto di voto, e il 1970 per potersi presentare all'esame di ammissione degli istituti di insegnamento superiore come il Politecnico, la Normale, le scuole per la pubblica amministrazione...

© 2001 il Saggiatore


L'autore

Dominique Frischer è psicologa e consulente in materia di comunicazione. Autrice di documentari per la televisione, ha pubblicato numerosi saggi, fra cui Les analysés parlent, Les mères célibataires volontaires, La France vue d'en face e La revanche des misogynes.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 ottobre 2001