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I consigli di lettura di Ignacio Paco Taibo II

Uno scrittore ma anche un brillante intrattenitore, un intellettuale dalla coscienza attenta che sa essere divertente e spiritoso. La sua formazione culturale? Spazia dai film italiani degli anni Settanta ai classici della letteratura.

Tu sei messicano, ma ci sono autori italiani che ami e che sono stati importanti nella tua formazione?

Ho imparato ad essere femminista e antimperialista da Salgari.

E scrittori più recenti?

Ci sono stati due autori italiani sulla cui scrittura io mi sono formato: Sciascia prima di tutto. Ha portato nel mondo alcune tematiche civili, ha saputo denunciare certi mali antichi della Sicilia e poi ha compiuto anche grandi innovazioni nell’uso del genere poliziesco. In secondo luogo il grande Calvino, sicuramente uno degli scrittori italiani più “internazionali” che ha sperimentato linguaggio, forme narrative e stilistiche rinnovando e rivoluzionando il romanzo.

Tu ami molto anche il cinema.

Sì. Mentre considero il Pentagono un nemico, credo che Hollywood sia un alleato: la difesa dei diritti civili individuali che tanta produzione cinematografica americana ha espresso è stata importantissima per la costruzione di una coscienza critica in paesi privi di ogni forma di libertà, in molta parte dell’America latina insomma. Faccio un invito agli Usa: bombardate l’Afghanistan con videocassette di film di Julia Roberts, sicuramente sapranno, più che le bombe, cambiare una mentalità, una cultura…

E il cinema italiano?

Ho seguito con grande attenzione tutta la produzione del cinema politico italiano di qualche decennio fa: Pontecorvo, Rosi , Monicelli, Petri .
Questi registi sono stati fondamentali non solo per me, ma per tutta la mia generazione. Mi chiedo: perché da qualche anno non se ne sente più parlare?

Per tornare alla letteratura, conosci anche scrittori dell’ultima generazione?

Solo alcuni, con i quali ho anche un rapporto di amicizia: Cacucci , Arpaia , Lucarelli .

Di Grazia Casagrande


5 ottobre 2001