Luca Scarlini
La musa inquietante.
Il computer e l’immaginario contemporaneo


“L’impatto del computer sull’immaginario ha una contropartita in un utilizzo creativo delle macchine destinato a risonanze estremamente ampie e circostanziate.”

Da quando è entrato il computer nella vita degli uomini molto è cambiato e non solo dal punto di vista pratico, tecnico od organizzativo. Molto è mutato anche nell’immaginario collettivo che ha imparato a confrontarsi con uno strumento del tutto nuovo e che ha inserito ogni sua valenza di significato/significante nella quotidianità. Luca Scarlini affronta brevemente questo tema affascinante in un saggio piccolo nelle dimensioni ma concentrato nei contenuti, che analizza sotto vari punti di vista il rapporto tra il computer e l’immaginario contemporaneo. I capitoli sono divisi con grande chiarezza partendo da una parte che potremmo definire introduttiva (ma che non è certo né superficiale né eccessivamente ridotta) sulla relazione tra la letteratura e le macchine: dal treno, novità da esorcizzare, metabolizzare e inglobare nella quotidianità al pari di altri mezzi di locomozione che nel Novecento hanno “mutato la percezione del mondo che ci circonda” come l’automobile e l’aeroplano, all’elettricità (“il rapporto con l’elettricità è fondamentale per la mutazione del modo di vedere”… “troppo grande era infatti la tentazione di dare alla luce prodotta su vasta scala, e diffusa pubblicamente, il ruolo di portabandiera di una novità ideologica e scientifica che sconfiggeva, simbolicamente quanto concretamente, le tenebre dell’oscurantismo portando a nuovi splendori il mondo della città”). Solo dopo queste premesse l’autore affronta direttamente il tema del saggio, prima tracciando una breve storia del computer, poi avvicinando l’immaginazione fantascientifica alla successiva realtà, vedendone in seguito le interazioni con cinematografia, pubblicità, arti figurative… Ma Scarlini non termina qui le sue provocazioni intellettuali e mette “sul piatto” un altro affascinante tema: l’automa, il robot. Pensate quante possibili interazioni nell’immaginario collettivo e nella ideazione artistica può aver generato la figura dell’automa, mito talora solare, altre volte terrificante sino al punto da riempire di incubi i sogni dell’uomo.
Nella seconda parte lo scrittore affronta più direttamente il tema, soffermandosi proprio sulla macchina computer, sul Pc che tutti ormai conosciamo, sul rapporto tra computer e creazione artistica, sulle nuove forme di interazione uomo-macchina. “È evidente – afferma Scarlini - che il computer ha ormai abbandonato la science fiction per entrare in una dimensione realistica suscettibile di sviluppi di grande interesse che aprono a nuovi miti e nuovi racconti”.

La musa inquietante. Il computer e l’immaginario contemporaneo di Luca Scarlini
VII-120 pag., Lit. 16.000 – Edizioni Raffaello Cortina (Minima)
ISBN 88-7078-721-4


Le prime righe

1
La letteratura delle macchine:
invenzioni & osservazioni
dell’immaginario

Treni, automobili, aerei: una cultura
in movimento


La relazione tra macchine e cultura colpisce uno dei nodi più vitali dell’immaginario degli ultimi due secoli. La struttura percettiva della nostra realtà ha subito cospicue alterazioni in relazione con un mondo che via via ha assunto sempre nuove forme e che ha fatto proprie immagini diverse nel confronto-scontro con l’avanzare della modernità.
È stato il treno in primo luogo che ha assunto il ruolo di cartina di tornasole nella rappresentazione del mondo, permettendo collegamenti più rapidi e una visione del paesaggio dal finestrino che mai era stata così nitida negli accidentati viaggi in carrozza., che prevedevano come risultato finale viaggiatori completamente esausti e funebremente coperti da un manto di polvere, come Luchino Visconti ha illustrato con dovizia di particolari nella scena dell’arrivo della famiglia a Donnafugata nel Gattopardo. Tuttavia, inizialmente anche il nuovo modo di viaggiare aveva un elemento altrettanto sgradevole: la polvere di carbone che pervadeva-saturava l’aria e macchiava gli abiti dei travellers, che per questo avevano l’abitudine di portare spolverini protettivi che andavano a costituire un elemento fondamentale della fisionomia del nuovo viaggiatore.
La prima linea pubblica fu attivata in Inghilterra, quella che dal 1825 univa Stockton a Darlington, mentre in Italia a inaugurare il percorso fu la Napoli-Portici, inizialmente concepita a esclusivo godimento della famiglia regnante di Borbone, come dispendioso passatempo per la corte. Le reazioni, come si sa, furono diverse; la generazione romantica si oppose, spesso in modo veemente, all’inserimento nel paesaggio di un elemento che alterava irrimediabilmente l’equilibrio della concezione della natura celebrato per l’ultima volta in senso classico dalle varie arcadie sei-settecentesche. In tal senso, le opere indagate da Remo Ceserani, nel suo puntale Treni di carta, rendono conto di una diatriba serrata e destinata a prolungarsi per tutto il XIX secolo.

© 2001 Raffaello Cortina Editore


L'autore

Luca Scarlini, scrittore, traduttore, drammaturgo, si occupa di teatro e di letteratura. Collabora con diversi teatri come consulente letterario e ha scritto numerosi saggi, tra cui Un altro giorno felice. La fortuna del teatro di Samuel Beckett dal 1953 a oggi. Ha tradotto opere di Wilkie Collins e Gore Vidal e curato vari volumi di Giorgio Manganelli.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




28 settembre 2001