California
Un’antologia


“A est spuntarono gli alti picchi della Sierra Nevada: bianche chiazze di neve luccicanti al sole. Ecco la valle verdeggiante del fiume San Joaquin, fertile e odorosa, coperta di fitti campi di fieno, pieni di linfa vitale; e laggiù gente che lavora, che cammina curva sotto il peso di grossi carichi.”

Il termine “antologia” fa pensare a un testo scolastico o, almeno, a una finalità didascalica dell’editore. Niente di tutto ciò in questo California. Un’antologia, brevi racconti o poesie di scrittori tra loro molto diversi, vissuti in periodi storici che, pur non essendo lontani tra loro per numero di anni, sembrano, nel linguaggio, nelle atmosfere, nelle “culture” avere una distanza di secoli. Dalla classicità di Jack London al dialogo gergale dei due Fante, dal “sogno americano” di Saroyan alla spiritualità quasi mistica di John Muir, dalla saggia ironia di Mark Twain all’impegno sociale di Woody Guthrie tra suoni e parole. E così via per i dodici scrittori qui rappresentati. Talvolta è sufficiente una pagina, altre testimonianze hanno l’ampiezza del racconto, la lettura può così frammentarsi o seguire un percorso unitario come avviene per un viaggio: ci si ferma ad ogni stazione (le varie parole chiave del libro), o si prosegue lungo una strada ideale, che sia la mitica Highway 101 o la vecchia ferrovia che conduce nel cuore della California. Ed è proprio il luogo, mito di generazioni di europei, a unificare le varie voci. Un luogo che propone il vacuo splendore di Hollywood o la solitudine del deserto, la povertà dei senza casa e la ricchezza esibita, crogiolo di razze e di popoli, che sa donare, in ugual misura, il successo inaspettato e il fallimento. Per questo non stupisce l’accostamento di un Winchester al mondo hippy, passato e presente, mondo agricolo e sfavillare di luci metropolitane. Questi scrittori californiani, con diverso suono, sono portatori di tante contraddizioni e ne sono espressione: per questo l’antologia è come un brano jazz, che attraverso gli assolo, crea un’unica atmosfera, un insieme unitario.

California. Un’antologia
249 pag., Lit. 25.000 – Edizioni Marcos y Marcos (Gli alianti)
ISBN 88-7168-277-7


Le prime righe

Assalto ai predatori di ostriche

Chiedete a Charley Le Grant: di tutti i guardiapesca per cui abbiamo lavorato, Neil Partington fu il migliore. Profondamente onesto, mai vile; dai sottoposti esigeva cieca obbedienza, ma nello stesso tempo instaurava con noi un rapporto di sereno cameratismo e ci concedeva una libertà straordinaria, come dimostra questa storia.

La famiglia di Neil viveva a Oakland, sulla Lower Bay, a non più di sei miglia marine da San Francisco. Un giorno, durante un’ispezione tra i pescatori di gamberi di Point Pedro, venne a sapere che sua moglie stava male; nel giro di un’ora il Reindeer veleggiava verso Oakland, spinto da un sostenuto vento di poppa. Risalimmo in un lampo l’estuario, gettammo l’ancora e, nei giorni che seguirono, mentre Neil restava a terra, rinforzammo le sartie del Reindeer, riparammo le zavorre, raschiammo, tirammo a lustro la barca.

Fatto questo, affogavamo nel tempo libero. La moglie di Neil stava molto male, si prevedeva una settimana di stasi in attesa di un’altra crisi. Charley e io bighellonavamo sui moli, con le mani in mano, e fu così che ci imbattemmo in una flotta di pescherecci da ostriche ormeggiata all’Oakland City Wharf. Nell’insieme si trattava di imbarcazioni efficienti e ben equipaggiate, veloci e resistenti alle burrasche. Ci sedemmo sul pontile a studiarle.

“Un’ottima pesca, diamine!” commentò Charley, indicando i cumuli di ostriche di tre diverse grandezze che coprivano i ponti delle barche.

I pescivendoli spinsero i carretti fino all’estremità del molo: dalle prolungate contrattazioni riuscii a orecchiare il prezzo delle ostriche.

“Quella barca avrà a bordo un carico di almeno duecento dollari” calcolai. “Chissà quanto tempo ci è voluto per accumularlo”.

“Tre o quattro giorni” rispose Charley. “Non male come guadagno per due uomini – venticinque dollari al giorno ciascuno”.

La barca in questione, il Ghost, ondeggiava proprio davanti a noi. L’equipaggio era composto da due uomini. Il primo era un tipo tarchiato, spalle larghe, lunghissime braccia da scimmia, l’altro era alto e proporzionato, con gli occhi azzurri e una zazzera di capelli corvini. Quell’inconsueto accostamento di capelli e occhi ci trattenne lì più a lungo del previsto.

© 2001 Marcos y Marcos

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




14 settembre 2001