Carmen Posadas
Piccole infamie

"La lista degli invitati era completata dai collezionisti di icone: una signorina dall'aspetto di modella, un pope ortodosso e, infine, un ragazzo imberbe dal volto angelicale che dimostrava molto meno dell'età riportata sul passaporto."

Si può far sorridere anche se si parla di un assassinio: questo è il pregio di una scrittrice come Carmen Posadas che con questo libro ha vinto il più importante premio letterario spagnolo, il Planeta.
Il racconto è ambientato in una splendida villa sulla Costa del Sol che in ogni particolare mette in evidenza la ricchezza dei suoi proprietari, una coppia di argentini, che conducono una disinvolta vita mondana. La villa è grande, oltre che sontuosa, e può offrire ospitalità anche a molti amici dei padroni di casa: il meglio del jet set, personaggi che riempiono le copertine dei rotocalchi e che hanno, sempre e comunque, qualche scheletro nell'armadio. Il clima rilassato viene improvvisamente turbato da un fatto inaspettato e macabro: nelle celle frigorifere viene trovato morto assiderato il cuoco. Incidente o delitto? Gli inquirenti optano per la seconda ipotesi e danno avvio alle indagini.
Così vengono a galla tante "piccole infamie" nei riguardi degli ospiti illustri che il morto avrebbe potuto rivelare, segreti che il suo ruolo, apparentemente defilato, gli aveva permesso di conoscere e che avrebbero potuto rovinare l'immagine pubblica dei noti personaggi. Persone che non si conoscono e apparentemente lontane, in realtà hanno punti in contatto inaspettati: esistono legami quasi invisibili, ma saldissimi nel mondo del successo e della ricchezza. A questo punto è chiaro che le indagini passano in rassegna tutti e la Posadas sa darci dei divertenti bozzetti di ognuno, passando dal giallo alla satira sociale con leggerezza e garbo.



Piccole Infamie di Carmen Posadas
Titolo originale: Pequeñas infamias

Traduzione di: Carmen Posadas
295 pag., Lit. 28.000 - Edizioni Frassinelli (Noche Oscura Narrativa)
ISBN 88-7684-650-6





Le prime righe

1
Néstor, il cuoco


Domenica, 29 marzo (notte tra sabato e domenica)

Aveva i baffi più duri che mai; tanto che una mosca vi avrebbe potuto camminare sopra come un condannato su una passerella di una nave pirata. Solo che nessuna mosca avrebbe potuto sopravvivere dentro una cella frigorifera a trenta gradi sotto zero: e neanche Néstor Schiaffino, capocuoco, pasticcere rinomato per la sua bravura nel preparare il cioccolato fondant, padrone di quei baffi biondi e congelati. E così lo avrebbero trovato alcune ore dopo: con gli occhi sbarrati e attoniti, ma ancora con una certa distinzione nel portamento; gli artigli graffiavano la porta, è vero, ma conservava lo strofinaccio appeso alla fettuccia del grembiule, benché uno non badi tanto a queste civetterie quando la porta di una cella Westinghouse dell'80, due metri per uno e cinquanta, si è appena chiusa automaticamente alle sue spalle con un clac.
E clac è l'ultimo suono che si percepisce prima di stupirsi per la sfortuna atroce, cavolo, non può essere, perché l'incredulità precede sempre la paura, e poi: Dio mio, non mi è mai successa una cosa simile, anche se prima di andarsene i custodi lo avevano avvertito e anche se in un posto ben in vista della cucina c'è un avviso in tre lingue riguardo l'opportunità di non dimenticare alcune fastidiose precauzioni, come alzare il chiavistello per evitare che la porta della cella si chiuda per sbaglio.

© 2001, Edizioni Frassinelli


L'autore
Carmen Posadas è nata a Montevideo, in Uruguay, nel 1953, ma dal 1965 risiede a Madrid. Nel 1996 con un romanzo, e nel 1997 con una serie di racconti, è stata consacrata scrittrice di primo piano grazie al successo ottenuto presso critica e pubblico. È anche autrice di libri per l'infanzia e collabora per la televisione e il cinema. Con questo libro ha vinto il Premio Planeta nel 1998.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




27 luglio 2001