Georges Soros

La società aperta


“I mercati finanziari differiscono dagli altri mercati in questo: i soggetti che vi partecipano non hanno a che fare con quantità note, ma tentano di scontare un futuro condizionato dalle aspettative che abbiamo su di esse nel presente.”


L’autore è fondatore di una rete mondiale di istituzioni dedite a promuovere società aperte, e in questo saggio sostiene la necessità che le democrazie del mondo creino un’alleanza per “favorire lo sviluppo di società aperte all’interno dei singoli paesi” e “potenziare il diritto internazionale e le istituzioni necessarie a una società aperta globale”. Infatti se si può parlare del trionfo capitalistico nel mondo non si può affermare ugualmente che un uguale trionfo sia stato riportato dalla democrazia. Partendo da un punto di vista critico, ma non alternativo al sistema capitalistico, Soros sollecita maggiore potere alla società civile e all’opinione pubblica, chiede inoltre interventi internazionali laddove ci sia un deficit di democrazia in modo tale da prevenire le crisi interne ai singoli stati che in questi ultimi anni sono sempre sfociate in guerre. L’autore partecipa anche al dibattito relativo al WTO, l’Organizzazione Mondale del Commercio, e dichiara: “c’è un bisogno urgente di norme sul lavoro e a tutela dell’ambiente, che tuttavia i paesi poveri, da soli, non possono permettersi.” Senza nessuna ostilità nei confronti del mercato, ne vede le storture e soprattutto denuncia l’illusorietà del credere che attraverso di esso si possa giungere anche all’equità sociale. Così indica la prospettiva di un sistema capace di mediare tra mercato ed esigenze collettive, praticamente capace cioè di accogliere, fondendole in un nuovo sistema, alcune prerogative del capitalismo e altre del comunismo.

La società aperta di George Soros
Titolo originale: Open Society. Reforming Global Capitalism
Traduzione di: Massenzio Taborelli
449 pag., Lit. 35.000 – Edizioni Ponte alle Grazie (Saggi)
ISBN 88-7928-529-7


Le prime righe

Introduzione

Questo è un libro di filosofia pratica: esso offre un quadro concettuale che intende servire come guida per l’azione. Questo quadro mi ha guidato sia nel fare i soldi sia nelle mie attività filantropiche, e credo che sia applicabile alla società nel suo insieme: esso fornisce i princìpi direttivi per una società aperta globale. È un’impresa ambiziosa. Nel cimentarmici, la mia trattazione dovrà coprire un terreno molto vasto e muoversi su diversi livelli: filosofico e pratico, pubblico e personale.

Sul piano pratico, ho istituito una rete di fondazioni dedite a promuovere società aperte. Questa rete copre tutti i paesi dell’ex impero sovietico e si è estesa ad altre parti del mondo: il Sudafrica, i dieci paesi dell’Africa meridionale, i sedici paesi dell’Africa occidentale, Haiti, il Guatemala, la Birmania e, più di recente, l'Indonesia. Anche negli Stati Uniti c'è un Istituto Società Aperta. Ciascuna fondazione nazionale ha un proprio comitato e uno staff, i quali decidono le loro priorità e si assumono la responsabilità delle attività della fondazione all’interno dei loro paesi. Le fondazioni supportano la società civile; esse tentano anche di collaborare coi governi locali e centrali, perché un governo efficace e democratico è una componente essenziale di una società aperta, ma sovente si ritrovano ai ferri corti col governo o con alcune sue attività. In certi paesi, specialmente in Slovacchia e Croazia, le fondazioni sono riuscite a mobilitare la società civile contro dei regimi repressivi. In Bielorussia e in Birmania le fondazioni sono state messe all’indice, e agiscono dall’esterno. In Serbia la fondazione sta operando in condizioni precarie. Inoltre, abbiamo dei programmi nelle aree di intervento in cui la rete è più sollecitamente impegnata: l’istruzione superiore e quella di base; i problemi dei giovani; lo stato di diritto, l’ordinamento giudiziario e l’applicazione della legge, carceri comprese; le istituzioni artistiche e culturali; le biblioteche, l’editoria e Internet; i mass media; le persone svantaggiate, come i minorati mentali; le minoranze, con particolare attenzione ai Rom (gli zingari); la salute pubblica, l’alcolismo e la tossicodipendenza; e così via

© 2001, Ponte alle Grazie Edizioni


L’autore
George Soros dirige la Soros Fund Management ed è fondatore di una rete mondiale di istituzioni dedicate ad aiutare le società aperte. È autore di L’alchimia della finanza, Soros su Soros e La crisi del capitalismo globale. Vive a New York

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




13 luglio 2001