Celia Rees
Il viaggio della strega bambina

"Mia nonna mi ha insegnato a leggere i presagi e per me i segni non sono molto chiari. Le luci spaziano per tutto il cielo, da oriente a occidente e da occidente a oriente. Dove si abbatteranno la morte e la distruzione? Sul mondo che abbiamo lasciato o su quello dove siamo diretti?"

La casa editrice Salani sta pubblicando da qualche tempo alcuni titoli che costituiscono un legame, un ponte tra la narrativa per ragazzi e quella per adulti. Non sono romanzi destinati espressamente a un pubblico adolescente, ma senza dubbio tra i giovani possono trovare i lettori più attenti. "Il viaggio della strega bambina" fa parte di questa schiera di titoli, pur essendo certamente un libro per tutti, interessante e piacevole anche per un lettore più smaliziato ed esigente. È la storia, costruita con attenzione, di una bambina, Mary, "figlia del re degli elfi e della regina delle fate", come abitualmente le viene detto dalla nonna. Potrebbe apparire una situazione idilliaca, così descritta. In realtà la bambina (che non sa chi esattamente siano i suoi genitori) è nipote di una donna accusata di stregoneria, destinata ad essere giustiziata. Dalla drammatica scena del patibolo destinato a sua nonna prendono l'avvio le vicissitudini di Mary, una ragazzina in fuga, spaventata e disorientata dopo quella tragica morte, comprensibilmente preoccupata di poter fare la stessa fine. Aiutata da alcune persone generose, Mary nella primavera del 1659 si imbarca su una nave diretta in America, alla ricerca di una sistemazione tranquilla. Il viaggio è faticoso e difficile. Del resto, come possiamo immaginare che fosse una traversata oceanica in pieno Seicento?
In un ambiente puritano, religioso sino alla superstizione, diffidente e indagatore, Mary deve nascondersi, mascherare le sue origini, mimetizzare la notevole cultura trasmessale dalla famiglia. Il reverendo Cornwell, il religioso del gruppo, le affida l'incarico di redigere il diario di bordo, trascrivendo le sue considerazioni e i suoi appunti. Martha, una donna intelligente e sensibile, la prende sotto la sua protezione. Ma il viaggio si rivela ancor più difficile del previsto, la nave è trascinata fuori rotta, verso i ghiacci, poi rimane in balia di un vento burrascoso. E si sparge la voce che vi sia una presenza demoniaca a bordo, una strega o uno stregone che stiano convogliando le forze maligne sulla nave... Per Mary è un momento molto difficile ma, evitato questo pericolo e raggiunta finalmente la terra ferma, le cose non migliorano molto.
Suoi compagni di avventura sono quegli accesi puritani inglesi (sono appena finiti gli anni di Cromwell, ma la sua influenza è ancora determinante) che hanno fatto con lei la traversata in mare, e che ora scelgono di fermarsi in un villaggio dove già parenti e amici hanno trovato casa. Ma qui per Mary (ospitata da una coppia gentile, John e Sarah Rivers, e sempre protetta da Martha) arrivano nuovi guai: la sua amicizia con gli indigeni è presto indicata come disdicevole e certi suoi comportamenti sono erroneamente interpretati come stregonerie e malefici. Siamo nell'estate del 1660. Oltre trecento anni dopo la storia torna alla luce con il suo diario, ritrovato all'interno di una trapunta d'epoca. Ma le ultime pagine ci diranno cosa è davvero accaduto a Mary?


Il viaggio della strega bambina di Celia Rees
Titolo originale: Witch Child

Traduzione di: Valentina Daniele
197 pag., Lit. 20.000 - Edizioni Salani
ISBN 88-8451-060-0




Le prime righe

Inizio


Annotazione 1 (primi di marzo? 1659)

Mi chiamo Mary.
Sono una strega. O meglio, qualcuno mi chiama così. "Figlia del diavolo", "strega bambina" mi sibilano per strada, anche se non conosco né mio padre né mia madre. Conosco solo mia nonna, Alice Nuttall: Mamma Nuttall per i vicini. Mi ha tirata su da quando ero piccola. Se per caso sapeva chi erano i miei genitori, non me l'ha mai detto.
"Figlia del re degli elfi e della regina delle fate, ecco chi sei tu".
Viviamo in una casetta al limitare della foresta, nonna, io, il suo gatto e il mio coniglio. Vivevamo, cioè. Ora non ci viviamo più.
Sono venuti alcuni uomini a trascinarla via. Uomini con giacche nere e capelli alti come campanili. Hanno infilzato il gatto su una picca, hanno spaccato la testa al coniglio sbattendolo contro il muro. Hanno detto che quelle non erano creature di Dio ma demoni, il diavolo stesso camuffato. Hanno gettato quella massa di carne e pelo nel letame, e hanno minacciato di fare la stessa cosa a me e a lei, se non confessava i suoi peccati.
Poi l'hanno portata via.
L'hanno rinchiusa in prigione per più di una settimana. Prima l'hanno fatta camminare a passo di marcia, su e giù, su e giù in mezzo a loro, per un giorno e una notte, finché non è più riuscita nemmeno a zoppicare, tanto aveva i piedi gonfi e sanguinanti. Non avrebbe confessato. Così hanno deciso di dimostrare che era una strega. Hanno chiamato una donna che l'ha infilzata con lunghi spilloni in cerca del punto sensibile, senza sangue, dove si nutrivano i demoni. Gli uomini intanto guardavano quello che faceva la donna, e mia nonna era costretta a stare di fronte ai loro occhi maligni, una vecchia signora nuda, privata del pudore, della dignità, con il sangue che le scorreva lungo tutto il corpo. Eppure non confessava.
Hanno deciso di buttarla in acqua. Sapete, avevano un sacco di prove contro di lei. Tante. Per tutta la settimana era venuta gente a lanciare accuse. Lei gli aveva gettato il malocchio, portando la malattia al loro bestiame e alle loro famiglie; aveva usato la magia, infilando spilloni in figure di cera per indurre la disgrazia; si era trasformata e aveva scorrazzato per la campagna sotto forma di una grossa lepre, cosa che le riusciva grazie a una pozione fatta con il grasso sciolto dei cadaveri. L'hanno chiesto a me. "È così?" Lei dormiva nel letto accanto a me tutte le notti. Come faccio a sapere dove la portava il sonno?
Tutte bugie. Assurdità e bugie.

© 2001, Adriano Salani Editore


L'autore
Celia Rees, inglese, vive nel Warwickshire ed è autrice di numerosi romanzi. I diritti del Viaggio della strega bambina, libro evento della Fiera del libro di Bologna 2000, sono stati venduti in Francia, Germania, Spagna, Olanda, Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca, Grecia, Stati Uniti, Brasile, Israele e Teilandia.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




6 luglio 2001