Rossana Campo
Sono pazza di te

"Mentre lo spingo fuori sento sotto le mani la sua schiena ossuta. È molto strana la varietà di cose che uno può sentire dentro. Perché quello che sto provando è un miscuglio fra l'istinto di proteggerlo e volergli bene e la voglia di buttarlo giù dalle scale."

Sono "donne sull'orlo di una crisi di nervi" le protagoniste di Rossana Campo. Non sono "brave ragazze", sono spesso strane, diverse, anticonformiste o semplicemente originali. Forse vorrebbero solo stupire, scandalizzare e invece rivelano una grande infelicità, un senso di solitudine, di noia, di insoddisfazione. Dietro la loro sicurezza si nasconde una forte inquietudine e una debolezza che non amerebbero assolutamente ammettere. Questa volta la Campo le caratterizza con spiccati problemi comportamentali ed esistenziali, testimoniati da un fattore che le accomuna: la permanenza più o meno lunga in un ospedale psichiatrico. Goli, Cecile, Viviane, Yumiko... poi la protagonista. Tutte sono " a rischio", possono ricadere nella spirale che le ha portate al ricovero. Uscirne è difficile, e l'aiuto di un'amica può essere fondamentale. Forse per questo la protagonista (che ha avuto una storia d'amore importante finita da poco) divide la casa con Goli, un'iraniana che ha attraversato la vita intensamente e spesso sa dire la frase giusta per far tornare le cose a posto.
Il rapporto con gli uomini è difficile, complicato ulteriormente dall'instabilità emozionale di queste giovani donne. Nei loro lunghi discorsi, nelle conversazioni a ruota libera che riempiono le giornate, citano mariti, fidanzati, compagni occasionali e raccontano di insoddisfazioni, di sogni infranti, di possibili equilibri appena intravisti, di passioni travolgenti o di relazioni passate dall'amore all'amicizia. Ma a riempire le pagine del romanzo è soprattutto un altro tipo di rapporto: quello della protagonista con il padre. Arrivato a Parigi per rivedere la figlia, Renato viene accolto con un rifiuto rabbioso, con una ostilità non repressa, con sfoghi al limite dell'isteria. Del resto questo padre è un personaggio a sua volta imprevedibile, all'apparenza superficiale, un bugiardo un po' sbruffone (che per qualcuno ricorda Jean-Paul Belmondo) che non può piacere a una figlia, o meglio, non poteva piacere a una figlia conformista come sono i bambini. Ma dopo diciassette anni le cose cambiano e si possono dimenticare frustrazioni e delusioni e riscoprire un uomo attraverso occhi nuovi: "quando ero bambina il più grande desiderio che avevo al mondo era quello di avere un padre normale. Una persona seria, non uno che perdeva sempre il lavoro. Un padre di cui non dovermi vergognare. Oggi per la prima volta mi è piaciuto avere questo padre".
Un'altra storia di fantasie e sogni femminili, tra ironia e dramma, gelosie e solidarietà, come sempre sono i libri di Rossana Campo.


Sono pazza di te di Rossana Campo
174 pag., Lit. 25.000 - Feltrinelli (I Canguri)
ISBN 88-07-70138-3




Le prime righe

1.


Ho tirato fuori i colori e mi sono seduta sul tappeto con le gambe incrociate, ho preso i pastelli rossi verdi grigi e arancioni, il carboncino e ho cominciato a darci dentro. Sudo, mi sento le gocce di sudore che scendono giù dalle ascelle e la faccia tutta rossa. C'ho la punta della lingua di fuori, all'angolo della bocca, mi è venuto in mente che disegnavo così alle elementari, me lo sono ricordato di colpo perché il mio compagno di banco, quello grasso con le verruche sulle mani mi faceva sempre il verso. Ho disegnato una tipa coi capelli rossi, dritti, una ragazza grassa che urla su una strada solitaria. Le ho disegnato un sesso rosso, gigante, a forma di cuore.
Ma tu sei proprio strana sai! Perché quella lì ha il cuore in mezzo alle gambe? ha chiesto Goli.
Che ne so.
Poi ho disegnato una specie di uomo con la faccia storta che schizza via in mille pezzi, verdi neri e gialli.
MADONNA CHE DISEGNI CHE FAI! ha urlato la mia amica.
Ti fanno schifo? ho detto io.
No, ma dio santo, dio mio che infanzia orribile che devi avere avuto tu, oh gesù cristo!
A Goli le piace sempre fare un po' la tragedia, le piace da morire esagerare tutto. Quanto a me sono contenta di fare i miei disegni, è da un pezzo che li faccio, mi sono messa a dipingere dopo aver visto una mostra di disegni dei matti di un ospedale psichiatrico. Mi è venuta subito voglia di provarci, no non è vero che è stato proprio da subito, perché all'inizio ero diffidente e ci ho messo un po' di tempo, ci ho girato intorno e una mattina mentre che guardavo fuori dalla finestra per i fatti miei li ho visti. Ho visto i disegni, ho visto i colori e le forme e ci ho dato dentro. Tra l'altro è da un pezzo che hanno scoperto questa cosa che dipingere è terapeutico, hanno visto che i matti dopo un po' che dipingono cominciano a stare più a stare più calmi, quelli violenti diventano più tranquilli, quelli che delirano ci vanno più piano con le loro paranoie e insomma così stanno le cose. Dev'essere che quando dipingi è come se il magone che ti porti dentro può uscirsene un po' fuori, come il colore quando esce dal tubetto. E va a finire che mentre il colore si deposita sul foglio magari ci si è depositato anche un po' del tuo dolore. Le cose sembrano meno pesanti, magari solo fino a domani mattina, ma non è male, non è niente male perché si può sempre ricominciare.

© 2001, Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore
Rossana Campo (Genova 1963) vive a Parigi. Ha pubblicato: In principio erano le mutande, da cui il film omonimo di Anna Negri, alcuni racconti nella raccolta curata da Gianni Celati, Narratori delle riserve, Il pieno di super, L'attore americano, Il matrimonio di Maria, Mentre la mia bella dorme, e il libro per bambini La gemella buona e la gemella cattiva.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




6 luglio 2001