Banana Yoshimoto
H/H

"Fuori dalla finestra, si vedevano la montagna e il paese, completamente immersi nel buio. Le luci dei lampioni punteggiavano il paesaggio perdendosi nella distanza. Avevo la sensazione di essere arrivata in un luogo completamente fuori dal mondo, dal quale non sarei mai più potuta tornare indietro. Mi sembrava che quella strada non portasse da nessuna parte, che il mio viaggio non dovesse mai avere fine, che il mattino non sarebbe mai più venuto."

L'intenso legame personale di Banana Yoshimoto con l'Italia è ricambiato con una forte attenzione alla sua opera. Molti sono infatti i lettori affezionati, che seguono passo passo tutte le nuove uscite dei suoi testi in traduzione. Generalmente l'autrice sviluppa le storie in forma di romanzo breve, questa volta invece sono raccolti, sotto il titolo H/H, due racconti che forse ancor meglio esprimono la drammatica visione dell'esistenza di questa giovane donna. Giovani sono anche le sue protagoniste. Il primo testo Hard-boiled, si svolge in una notte e racconta l'esperienza a tratti paranormale di una ragazza alla ricerca di se stessa. Realtà e sogno si mescolano in una serata tra le montagne, abitata e animata da un santuario inquietante, un villaggio dove trovare una locanda in cui soggiornare, uno strano ristoratore, un'ancor più originale albergatrice e il fantasma di una donna suicidatasi proprio in quell'hotel. Parallelamente a questa situazione di difficile interpretazione, nella mente della protagonista ritorna forte il ricordo di quella che a lungo è stata sua compagna di vita, Chizuru, morta nell'incendio della sua casa. Nella movimentata notte, Chizuru le appare in sogno più volte, dando una risposta a molte delle domande insolute rimaste nell'aria al termine del loro rapporto. In questo sogno spezzettato entrano anche altre figure importanti della sua esistenza, in una sorta di chiarimento interiore, possibile solo in una "dimensione temporale deformata come quella".
Il secondo racconto, Hard luck, è ancor più incentrato sul tema della sofferenza e della morte, che sempre pervade l'opera della Yoshimoto. Anche qui voce narrante è una giovane donna, che vive l'esperienza difficile di assistere una sorella in coma irreversibile, destinata lentamente a spegnersi. Le visite quotidiane in ospedale, il ricordo del forte legame con la sorella Kuni, lo strazio nel vedere la vita sfuggire e l'impossibilità di intervenire in alcun modo in questa drammatica parabola, segnano la protagonista, ma la portano anche a una maturazione personale. Dopo la morte della sorella, partirà per un viaggio-studio in Italia, dove probabilmente la raggiungerà un uomo, fratello del fidanzato Kuni, affidabile e piacevole, conosciuto nella stanza d'ospedale e diventato importante proprio perché assiduamente presente al capezzale della malata.
Questa volta, forse più che in precedenti lavori, Banana Yoshimoto riesce a compendiare col giusto equilibrio tragedia e volontà di vivere, descrivendo, con voce leggera, la difficile prova di sopravvivere a una persona amata e dando due possibili letture per un'esperienza di questo genere. Nel primo caso solo con l'immaginazione, col sogno, con l'estraniamento si può arrivare a una pacificazione interiore, nel secondo, invece, non è sufficiente l'elaborazione onirica, ma deve essere l'esperienza di vita reale a guidare verso una catarsi interiore definitiva.


H/H di Banana Yoshimoto
Traduzione di: Giorgio Amitrano
95 pag., Lit. 18.000 - Edizioni Feltrinelli (I Canguri)
ISBN 88-07-70136-7




Le prime righe

HARD-BOILED

1.
IL SANTUARIO


Viaggiavo da sola, senza una meta precisa, quando un pomeriggio mi ritrovai a camminare per quel sentiero di montagna.
La strada, che correva lungo la statale inoltrandosi nell'interno, era avvolta da una fitta vegetazione e aveva un aspetto piacevole.
Ammirando i disegni formati dalla luce e dall'ombra, cominciai a percorrerla.
In quel momento ero nello stato d'animo disteso di chi si prepara a una bella passeggiata.
Secondo la mia mappa, il sentiero, che faceva parte di un percorso per escursionisti, alla fine si ricongiungeva di nuovo con la statale.
Continuai a camminare piacevolmente nella luce di quel pomeriggio, tiepido come in un giorno di primavera.
Ma il sentiero si rivelò più ripido di quanto avessi immaginato, con molte salite.
Così, mentre camminavo di buon passo, il sole pian piano cominciò a calare, e da un momento all'altro nel cielo di un blu intenso vidi brillare le prime stelle della sera, nitide e luminose come gemme. A ponente, dove ancora indugiava un tenue colore rosato, le nuvole sottili di fine autunno, impregnate di quella delicata sfumatura, venivano inghiottite, una dopo l'altra, dall'oscurità. Era già sorta la luna. Una luna sottile sottile, come un'unghia.
"Se continuo così, quanto mi ci vorrà per arrivare in paese?" mi domandai ad alta voce.
A forza di camminare in silenzio per così tanto tempo, avevo quasi dimenticato il suono della mia voce. Sentivo le ginocchia indolenzite, e cominciavano a farmi male anche le punte dei piedi.
"Meno male che almeno ho prenotato l'albergo, ma non credo che ce la farò ad arrivare in tempo per la cena."
Pensai di telefonare, ma ero ormai nei recessi della montagna e il cellulare non funzionava. Tutt'a un tratto cominciai anche ad avere fame. Dopo non molto sarei dovuta arrivare al paesino dove si trovava l'albergo in cui avevo prenotato una stanza. Lì mangerò qualcosa di caldo, mi dissi, e questo pensiero mi spinse ad affrettare un po' il passo.

© 2001, Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore
Banana Yoshimoto è nata a Tokyo nel 1964.In Italia ha conquistato con i suoi libri, tutti pubblicati da Feltrinelli, moltissimi lettori. Le tematiche che affronta sono amore, amicizia, morte, solitudine. Dei suoi libri, ricordiamo: Kitchen, Amrita, Sly, L'ultima amante di Hachiko, Homeymoon.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




29 giugno 2001