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Michele Mirabella

Un'attività varia, una personalità multiforme, una cultura notevole. Da attore a brillante conduttore televisivo per una trasmissione dedicata alla medicina e alla salute (Elisir), Michele Mirabella ha anche collaborato alla realizzazione di programmi Rai come Abbiccì, Amor Roma, La storia siamo noi ed è stato bibliotecario. Lontano dalle telecamere ama leggere. Scopriamo quali libri.


Qual è il libro che si ricorda di aver letto per primo da bambino? Quello che le torna alla mente con maggiore affetto?

I libri della Scala d'Oro della Utet di cui ero rifornito dalla biblioteca paterna e materna e quindi le favole della Scala d'Oro tutto il repertorio epico, la mitologia greca raccontata ai bambini... Come vede non è un solo libro, sono parecchi perché ero un "divoratore". Ricordo anche Salgari, Verne, Stevenson, ma percorrendo un cammino a ritroso, Il libro Cuore. Cuore mi fu addirittura segnalato come libro difficile! Naturalmente mi precipitai a leggerlo. E le favole, Pinocchio e la straordinaria enciclopedia Il Tesoro del ragazzo italiano sempre delle edizioni Utet. Lì mi sono pasciuto di tutti gli stimoli che poi si sono rivelati i semi che mi hanno consentito di scegliere più avanti altri libri. In quei testi c'erano, diciamo così, le istigazioni alla lettura.

Preferisce la narrativa, la saggistica o le è indifferente?

O ggi leggo malvolentieri i romanzi moderni. Mi annoiano un po', non so è colpa mia, a parte qualche eccezione. Come Fante. Soprattutto leggo libri di storia.

Saggi storici?

S aggi storici. Mi piacciono moltissimo. E poi leggo vecchi romanzi, o leggo romanzi che non ho letto quando dovevano essere letti.

Se dovesse fare un regalo a un ragazzo, considerata la sua passione per la storia, su quali titoli cadrebbe la sua scelta ?

L e grandi biografie. Comincerei dalle grandi biografie. Ce ne sono di molto interessanti. Le grandi biografie sono un modo per personalizzare l'evento, renderlo quasi drammatico o drammaturgico e quindi sono degli ottimi incentivi perché il lettore possa allargare la sua curiosità e spingerla fino a leggere le fonti, le testimonianze. Potrei citare i libri di Maria Bellonci o di Daniela Pizzagalli, Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, Cavour di Luciano Cafagna... l'elenco potrebbe essere lunghissimo.

Ha l'abitudine di regalare libri?

R aramente perché mi sembra un atto indiscreto. Penso che ognuno debba sceglierli, comprarli, rubarli... agli amici, non nelle librerie naturalmente! Quando lavoravo per una Biblioteca dei Centri Servizi Culturali ci fu spiegato che non dovevamo dolerci se qualche libro spariva perché era segno che era stato molto amato.

Cos'ha attualmente sul suo comodino?

S to leggendo Garboli, poi sono alle prese con la vita di Tamerlano scritta da Jean-Paul Roux. Mi affascinano le grandi biografie, come ho già detto. Sto anche rileggendo (e studiando, perché sto lavorando per una messa in scena) il teatro di Plauto.

Secondo lei il testo teatrale, che generalmente viene letto poco dagli italiani, dovrebbe essere più valorizzato?

I l teatro viene letto poco, ma in realtà gli italiani leggono poco in generale. Del resto leggere un testo teatrale è obiettivamente faticoso.

Ma è una questione di abitudine secondo lei o perché la scuola non insegna questo tipo di lettura?

È una questione di tecnica di scrittura, ma anche di scarsa frequentazione del teatro: il lettore che non ha confidenza con il palcoscenico non riesce ad immaginare l'ambientazione, la scena.

Di Giulia Mozzato


15 giugno 2001