Andrea Camilleri
Racconti quotidiani

"Pare che quanto prima sarà messo in atto un provvedimento volto ad assestare un colpo mortale alla formazione di code più o meno lunghe davanti agli sportelli degli uffici pubblici."

Può stupire vedere il nome di Andrea Camilleri sul frontespizio di un libriccino di una piccola casa editrice, e si potrebbe pensare al desiderio di un autore notissimo di sostenere l'editoria minore, considerato che il suo primo romanzo, Il corso delle cose, rifiutato dai più importanti gruppi, vide la luce grazie a Lalli, un piccolo editore di Poggibonsi e, dopo una breve parentesi con la Garzanti (Un filo di fumo), iniziò la lunga stagione di collaborazione con Elvira Sellerio per l'omonima casa editrice. Oggi, autore tra i più amati e letti, mostra ancora una rara sensibilità nei confronti di quegli editori che dal suo nome possono trarre un grande beneficio.
In questo volumetto sono raccolti alcuni interventi giornalistici apparsi su grandi quotidiani come La Stampa, La Repubblica o Il Messaggero e che testimoniano la duttilità e la capacità di sintesi di questo scrittore dalla rara vocazione narrativa. Il linguaggio è quello che conosciamo: un italiano pieno di inflessioni dialettali, ben comprensibile anche fuori dalla Sicilia, ma ricchissimo di suggestioni isolane. Il tono è leggero, spesso divertito e divertente, talvolta fa capolino qualche momento moraleggiante, ma per lo più la scelta è quella tipica dell'articolo di costume: lo spunto è tratto dalla cronaca, la divagazione più generale. Delizioso è il breve pezzo dedicato alle "code" agli sportelli (È in arrivo la coda celere) che, a parere dell'autore, hanno avuto una funzione "salutare": luogo di incontro per pensionati, momento di riflessione, addirittura di formazione culturale (Un mio giovane amico, dottore in legge e fattorino per necessità, ha letto tutto Proust davanti a uno sportello di conti correnti) e soprattutto momento liberatorio delle tensioni sociali che qui potevano trovare un innocuo sfogo.
Di ben altro tono, pur nella facilità dell'approccio, altri brevi testi come, ad esempio, Primo maggio. Portella e l'offesa di Scelba, che sintetizza in poche, incisive righe, una delle pagine più tragiche e complesse del nostro dopoguerra e del turpe intreccio tra mafia e politica che ha lungamente insanguinato la Sicilia.
In Il mio debito con Simenon, Camilleri rende noto il suo primo approccio con la lettura in generale e, in particolare, con quell'autore che per lui sarà una specie di faro: Georges Simenon. Forse non è noto ai più che la riduzione televisiva dei romanzi che hanno come protagonista il Commissario Maigret, magistralmente interpretato da Gino Cervi, videro come delegato alla produzione proprio Andrea Camilleri. Il lavoro svolto insieme a Diego Fabbri sull'opera dello scrittore francese gli fu preziosissimo per "imparare il mestiere", così come la conoscenza diretta di quell'autore e del suo metodo di lavoro. Altrettanto stuzzicante è il racconto successivo, Montalbano e la realtà, così nascono i miei gialli: suscita sempre curiosità, solletica un interesse forse da voyeur, scoprire i segreti degli scrittori che più stimiamo e gli aspetti privati della loro attività letteraria, così come vengono descritti in questo racconto, hanno per noi lettori valore di documento quasi "storico".


Racconti quotidiani di Andrea Camilleri
93 pag., Lit. 15.000 - Edizioni Libreria dell'Orso (Storia e letteratura)
ISBN 88-900411-4-5




Le prime righe

PER I BIMBI D'OGGI IL POLLO HA SEI COSCE


Qualche decina d'anni addietro al nipotino d'un mio amico assegnarono un tema da svolgere a casa che pressappoco sonava così: "Parlate del vostro gatto". E come fare? Al picciriddo avevano sempre proibito, a malgrado di suppliche e pianti, di tenere animali domestici (e nella stessa classificazione dovevano rientrare magari i compagnucci di scuola, dato che non lo mandavano mai fora di casa). Munito di carta e penna, guardato a vista dalla madre affacciata al balcone, il bambino scese in strada e si appuntò le fattezze di un gatto randagio che transitava. Ne venne fora un tema nel quale si contava come equamente il suo gatto avesse tre zampe, un orecchio, la coda rosicchiata e la rogna diffusa. Queste cose aveva visto e queste aveva raccontate.
In famiglia quel compito fu a lungo motivo di grosse risate. "Bei tempi! - mi viene da esclamare ora. Perché quel bambino aveva in fondo fatto un ritratto "dal vero" come si diceva una volta, vale a dire rapportato alla natura, ancora legato alla realtà. Ma sempre più appare evidente come, giorno presso giorno, si faccia non drammatico ma addirittura tragico il divario tra la vita quotidiana in città e la natura. C'è un esempio di queste ore che mi appare terrificante. Un'agenzia specializzata ha fatto un'inchiesta tra bimbi romani per conoscere se sapevano come era fatto un pollo. Ebbene i bambini, compresi mi pare in un arco che andava dai 3 agli 8 anni, hanno risposto a maggioranza che il pollo non esiste allo stato naturale ma viene prodotto in fabbriche apposite, vale a dire che è artificiale. Tanto artificiale che in commercio la fabbrica ne immette di due tipi: pollo crudo (per gli sfiziosi che se lo vogliono magari alla cacciatora) e pollo arrosto.
C'è molta incertezza tra i bambini sul numero delle cosce che ogni pollo possiede, c'è chi dice che ne abbiano sei e chi giura e spergiura che ne possiedano otto. Ad ogni modo c'è stato uno solo che ha affermato che il pollo di cosce ne ha due, ma è stato subissato da tagliate e parole di scherno. L'incertezza ha poi regnato sovrana sul numero delle ali: comunque i bambini sono arrivati alla comune conclusione che in un pollo il numero delle ali è sempre inferiore di gran lunga a quello delle cosce, tant'è vero che a tavola si portano più cosce che ali.

© 2001, Tipografia G.F. Press


L'autore
Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore e regista teatrale e televisivo, producendo le famose serie del commissario Maigret e del tenente Sheridan. Esordisce con il Corso delle cose. Pubblica poi Un filo di fumo e, La mossa del cavallo. Dello stesso autore, su Café Letterario, è possibile leggere le recensioni di: Biografia del figlio cambiato, La voce del violino, Gli arancini di Montalbano, La concessione del telefono, Il corso delle cose, La gita a Tindari, Un mese con Montalbano, La mossa del cavallo, La scomparsa di Patò.
E l'intervista all'autore.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




15 giugno 2001